Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00278 presentata da SCALIA MASSIMO (MISTO) in data 19960522
Ai Ministri per i beni culturali e ambientali e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: nell'anno 1985, in pieno accordo e in stretta collaborazione con il comune di Castellammare, il soprintendente archeologico di Pompei (vedi nota della soprintendenza del 4 febbraio 1985, delibera comunale dell'11 aprile 1987 e nota comunale del 18 novembre 1987) conferiva incarico a propri funzionari architetti di eseguire il rilievo architettonico e il progetto di restauro, riuso e valorizzazione dell'ex Reggia di Quisisana, al fine di adibire gli spazi dell'immobile a scuola di restauro, foresteria per allievi e docenti, biblioteca specialistica, laboratori, depositi archeologici, sala congressi, etc.; tra il 1986 e il 1987 gli architetti della soprintendenza archeologica di Pompei redigevano il rilievo architettonico, inesistente sino ad allora, e il progetto di Restauro richiesto, accogliendo, nelle previste destinazioni d'uso, tutti i "desiderata" del comune di Castellammare, che, con note del 16 novembre 1987, del 16 maggio 1988 e successive, approvava di fatto il progetto elaborato dalla soprintendenza di Pompei. Gli stessi architetti redigevano, sempre su incarico del soprintendente, il computo metrico estimativo necessario all'individuazione dei costi dell'intervento; nel 1988 per tale progetto, che aveva avuto tutte le autorizzazioni ministeriali necessarie per la sua esecuzione, il Ministero per i beni culturali e ambientali, in accordo con il comune di Castellammare, che curava per lo stesso fine il progetto relativo al parco boschivo, redigeva ed inoltrava agli organi competenti le Schede di valutazione costi-benefici necessarie per le richieste di finanziamento del restauro della Reggia e del parco boschivo sia sui fondi Fio (legge n. 67 dell'11 marzo 1988) che sui Fondi di cui alla legge n. 64 del 1^ marzo 1986, piano triennale 1988-90 d'intervento nel Mezzogiorno; con delibera 11 aprile 1989, il consiglio comunale di Castellammare approvava il predetto progetto, dando atto che sulla base dello stesso il Ministero per i beni culturali e ambientali aveva avanzato una richiesta di finanziamento ai sensi della legge n. 67 del 1988 e della legge n. 64 del 1986; tale progetto era stato ritenuto "immediatamente eseguibile" dal nucleo per la programmazione economica del Bilancio (in relazione alle delibere per i finanziamenti CIPE); con delibera del 22 maggio 1992, la giunta comunale di Castellammare, ignorando la delibera del consiglio comunale con la quale era stato approvato il progetto di restauro della Soprintendenza di Pompei, approvava un progetto offerto di "autonoma iniziativa" da un professionista privato, prof. Capobianco, e dalla sua equipe (di cui lo stesso Capobianco dice sia componente l'attuale dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune), "con richiesta di pagamento degli onorari e parcelle a finanziamento ottenuto", sulla base dei 42 miliardi di lire stabiliti dalla delibera stessa per la Reggia di Quisisana a valere sulla legge n. 145 del 1992, (finanziamento peraltro, non ottenuto); con dell'8 agosto 1995, il CIPE deliberava, su fondi rinvenienti dalle revoche dei finanziamenti ex legge n. 64 del 1986, (sui quali era stato richiesto il finanziamento del progetto del MBCA), di cui all'articolo 19 del decreto legislativo n. 96 del 1993, la destinazione della somma di lire 38 miliardi per il restauro della Reggia; a seguito di tale finanziamento il Ministero del Bilancio richiedeva, in data 29 agosto 1995, la trasmissione, tra altri, del progetto di restauro della Reggia di Quisisana e, successivamente, la giunta regionale della Campania inoltrava la stessa richiesta al comune di Castellammare; con nota del 10 aprile 1996, il comune di Castellammare rispondeva affermando, contrariamente al vero, che l'unico progetto finanziato dal CIPE era quello del prof. Capobianco, e gia' trasmesso alla giunta regionale (mentre non era stato inviato alcun progetto); con delibera 19 aprile 1996, la giunta comunale predisponeva uno schema di convenzione tra il comune e la soprintendenza sulla base del progetto di massima di Capobianco, dimenticando il progettoesecutivo, a costo zero, della soprintendenza e tutta l'attivita' espletata in merito dal Ministero per i Beni culturali e ambientali, in pieno accordo con l'amministrazione comunale -: se corrisponda al vero che dell'equipe del prof. Capobianco, che ha redatto il progetto da pagare, fanno parte uno o piu' tecnici dell'amministrazione comunale; come si giustifichi e a quanto ammonti la parcella professionale riconosciuta dal Comune di Castellammare al prof. Capobianco nella delibera di giunta del 22 maggio 1992, sull'importo di circa 42 miliardi di lire e dallo stesso rivendicata nella diffida notificata al comune di Castellammare e alla soprintendenza archeologica di Pompei in data 20 gennaio 1996; quali provvedimenti intendano adottare perche' sia data esecuzione al progetto di restauro della Reggia di Quisisana redatto a costo zero dalla Soprintendenza di Pompei, approvato dal Consiglio Comunale con delibera dell'11 aprile 1989, presentato per il finanziamento sui fondi ex legge n. 64 del 1986, ritenuto immediatamente eseguibile e finanziato dal CIPE, e peraltro valutato come progetto cantierabile dal nucleo di valutazione dei fondi Fio; come le Amministrazioni interessate intendano tutelare l'interesse pubblico, la buona amministrazione e l'immagine professionale dei funzionari che hanno redatto il progetto istituzionale, evitando che vengano spesi miliardi di parcella per un progetto di massima, non approvato dagli organi competenti, presentato da un privato, con sospetto di collusioni con funzionari dell'amministrazione comunale, a fronte di un progetto esecutivo riconosciuto gia' cantierabile dal nucleo di valutazione e fornito alla medesima amministrazione comunale prima dell'altro progetto (Capobianco) e a titolo gratuito. (4-00278)