Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00290 presentata da MAMMOLA PAOLO (FORZA ITALIA) in data 19960522
Ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: con interrogazione n. 4-14524 del 10 ottobre 1995 (rimasta senza risposta) il sottoscritto lamentava l'arroganza e gli abusi degli autisti delle cosiddette "auto blu", che si concretizza spesso nell'uso indebito delle corsie riservate ai mezzi pubblici, nel disprezzo delle norme del codice della strada, ed in una vasta gamma di comportamenti scorretti commessi persino senza alcuna giustificazione legata a realio presunte necessita' di servizio; nella stessa interrogazione si sottolineava e lamentava l'assoluto disinteresse verso questi comportamenti sia da parte dei superiori gerarchici che da parte di coloro che devono vigilare sulla sicurezza della circolazione stradale, che divengono improvvisamente ciechi di fronte alle trasgressioni commesse dalle "auto blu" o da pubblici ufficiali alla guida di mezzi personali "protetti" dalla esibizione delle palette; i comportamenti sopra descritti, censurabili sul piano morale ed amministrativo, possono trasformarsi, e spesso purtroppo si trasformano, in comportamenti delittuosi come e' dimostrato dai numerosi incidenti avvenuti a Roma in questi giorni e per i quali si ipotizzano a carico degli autisti delle auto coinvolte i reati di omicidio colposo e di lesioni colpose; in particolare la sera di lunedi' 13 maggio una auto blindata guidata che trasportava due magistrati della Procura di Palermo i PM Principato e Scarpinato, attraversando con il rosso un incrocio, travolgeva ferendo gravemente un giovane scooterista, proseguendo poi la sua strada senza che gli occupanti dell'auto sentissero la necessita' morale, oltre che legale, di prestare il minimo soccorso alla persona travolta -: cosa si intenda fare per evitare che le "auto blu" e quelle di scorta si trasformino in auto con licenza di uccidere; come si spiega il mancato arresto dell'autista, probabilmente colpevole non solo dell'incidente ma anche di omissione di soccorso; se non si trovi aberrante la circostanza che "ragioni di sicurezza" per personaggi da proteggere possano giustificare disinteresse verso chi, ferito, giace sull'asfalto, e se la vita e la salute degli stessi personaggi valgano di piu' di quella dei comuni cittadini; in quali analoghe circostanze in passato il reato di omissione di soccorso sia stato contestato, oltre che all'autista dell'auto investitrice in fuga anche ai passeggeri trasportati; se siano in corso o siano previste inchieste ministeriali presso la procura di Roma, sulle eventuali omissioni di doveri di ufficio verificatesi dopo l'incidente di cui sopra. (4-00290)