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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00292 presentata da BERSELLI FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960522

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: Mario Patrono, membro laico (di area socialista) del Consiglio superiore della magistratura, professore ordinario di diritto costituzionale a Padova, per la prima volta ha rivelato i retroscena di un apparato giuridico che fa "uso della giurisdizione come arma di lotta politica a favore del PCI-PDS" in occasione di un suo intervento tenuto nel gennaio 1994 all'interno del Palazzo dei Marescialli; secondo quanto risulta all'interrogante da notizie di stampa, l'intervento e' del seguente tenore: "la strategia dell'infiltrazione egemonizzante e' stata portata avanti - con una lunga marcia attraverso le istituzioni giudiziarie - da tutta un'area di magistrati che preferisco definire i "cavalieri dell'ideale". Questi magistrati hanno le seguenti caratteristiche: hanno vivissima la cultura del movimento; praticano l'assemblearismo come metodo nel processo decisionale; mantengono rapporti preferenziali con i gestori dei mass-media; soprattutto, interpretano la funzione giudiziaria come momento di una piu' ampia azione politica in cui si riconoscono e a cui attivamente partecipano. Quasi tutti arruolati nelle schiere di Magistratura democratica e ora anche dei Verdi, il vecchio Impegno costituzionale, essi creano un asse con il PCI-PDS e con settori della sinistra democristiana, dentro e fuori del Consiglio superiore. Per gestire una strategia di conquista dei centri nevralgici della giurisdizione, i cavalieri dell'ideale adottano due tecniche, che chiamo "il gioco all'olandese" e la teoria "del domino"; Gioco "all'olandese" e' quel gioco che consiste nel fare ogni volta pressione la' dove occorre, per poi sciogliere la pressione un istante dopo, quando ne sia scomparsa la necessita'. Abilissimi in questo tipo di gioco, i "cavalieri dell'ideale" lo praticano a tutto campo e in termini dinamici: cosi', negli anni Settanta si concentrano sulle preture del lavoro infiltrandosi nei varchi lasciati liberi dallo statuto dei lavoratori a gestire uno snodo cruciale dello scontro tra lavoratori e classe imprenditoriale. In seguito, essi muovono alla conquista in massa di preture e procure delle zone che hanno un valore strategico. In particolare, a Palermo, a Napoli a Roma, a Milano si assiste ad un continuo afflusso di magistrati di Magistratura democratica e Verdi, la cui presenza appare ormai largamente maggioritaria quasi dappertutto mentre a Bologna e nell'Emilia Romagna, e cioe' nelle procure delle aree a forte radicamento pidiessino, la presenza di Magistratura democratica e Verdi e' tradizionalmente altissima, e oggi raggiunge quasi i due terzi del totale; e lo stesso discorso vale - piu' o meno - per le direzioni distrettuali antimafia" -: Mario Patrono proseguiva il suo intervento spiegando ai componenti del Consiglio superiore della magistratura la seconda tecnica usata per affermare all'interno del sistema giudiziario un modello di pensiero omogeneo: "Si applica ai vertici delle procure la "teoria del domino": il gioco consiste nel fatto che, presa una procura se ne prende un'altra in un piano di occupazione di potere giudiziario, ad iniziare da quelle che hanno un valore strategico in termini di spendibilita' sul terreno della lotta politica. Lo scopo a cui mira un'operazione di questo genere e' duplice e il suo modello elementare e' quella posizione degli scacchi che si chiama "forcella": una sola mossa ottiene il risultato doppio di mettere in pericolo due pezzi avversari. Primo scopo, l'espulsione. Secondo scopo, l'intimidazione"; che il relatore citava alcune vittime di questo sistema fra cui li procuratore della Repubblica di Bologna, Latini; Mario Patrono concludeva sul tema della "protezione del PDS" in questi termini: "Qui mi limito a fare alcune domande: come mai presso le procure delle aree a forte radicamento pidiessino l'offensiva di Mani pulite sembra paralizzata al punto che nemmeno si osa indagare su esponenti democristiani nel timore di trovare nel letamaio della tangentopoli locale anche esponenti del PDS? E come mai la procura di Milano o altre autorita' giudiziarie non hanno alcuna indagine seria circa il documento con cui il Greganti avrebbe comprato per se' la famosa casa di Roma, documento a cui il Greganti mai aveva fatto riferimento durante i tre mesi di carcere e comparse quasi per miracolo, cosi' da un giorno all'altro, presso il Monte dei Paschi di Siena, sede centrale? E come mai i magistrati non hanno saputo scoprire la ragione dello scarto tra le risorse disponibili lecite, di cui poteva fruire il PCI-PDS e le spese organizzative, enormi, di un partito prima potente macchina, oggi costretto a mettere in vendita i gioielli di famiglia? E come mai passa come un fatto irrilevante la "tara" tra la vita che Greganti conduce e i miliardi che Greganti sostiene di possedere?"; quale sia il pensiero del Ministro di grazia e giustizia in merito a quanto dichiarato da Mario Patrono e quali iniziative di sua competenza intenda adottare; se non ritenga, in particolare, di aprire un'inchiesta in riferimento alla posizione del procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bologna dottor latini, che sarebbe stato vittima designata della parte piu' politicizzata della magistratura. (4-00292)

 
Cronologia
martedì 21 maggio
  • Politica, cultura e società
    Ad Agrigento è arrestato Giovanni Brusca, esponente latitante di “Cosa nostra” accusato di essere l'esecutore della strage di Capaci.

mercoledì 22 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi si presenta al Senato per esporre le linee programmatiche del Governo e consegna poi alla Camera, secondo la prassi, il testo delle dichiarazioni programmatiche pronunciate al Senato.

giovedì 23 maggio
  • Politica, cultura e società
    Giorgio Fossa è eletto presidente della Confindustria.