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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00329 presentata da GALLETTI PAOLO (MISTO) in data 19960522

Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: a cinque mesi dall'entrata in vigore dei principali punti dell'accordo di pace sulla Bosnia siglato a Dayton (Ohio, USA) il 21 novembre 1995, e firmato il 14 dicembre 1995, sussistono ancora grandi interrogativi sulle procedure di attuazione dei singoli punti previsti dall'accordo; negli stati sorti dai territori della ex Repubblica federale Jogoslava la situazione politico-militare tra gli eserciti combattenti non si puo' ragionevolmente considerare conclusa, ne' si e' riscontrata la completa cessazione delle ostilita' tra le parti prima in guerra, ne' tantomeno la cessazione delle ostilita' nei confronti delle forze militari dell'IFOR; l'Acnur definisce i rifugiati le vere vittime delle guerre; "ogni individuo ha diritto di cercare in altri Paesi asilo dalle persecuzioni" secondo l'articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo; uno dei punti principali del suddetto accordo prevede che "profughi e sfollati potranno ritornare nelle loro case e spostarsi liberamente"; nel luglio 1992 l'Alto commissariato per i rifugiati dell'O.N.U. ha formalmente invitato la comunita' internazionale ad adottare, nei confronti delle vittime della guerra della ex Jugoslavia, una politica di concessione di protezione temporanea (Temporary Protection); l'Italia si e' dotata di una legislazione (legge 24 settembre 1992, n. 390) che riconosce lo status di "sfollato delle Repubbliche sorte nei territori della ex Jugoslavia" e che garantisce "interventi di carattere straordinario" in favore degli stessi, tutelandoli da qualsiasi forma di discriminazione; la tragica guerra civile sviluppatasi nei territori della ex Jugoslavia ha prodotto dal 1991 ad oggi un numero di sfollati e rifugiati stimabile intorno ai quattro milioni di persone. Di questi, circa 3.445.000 (l'85 per cento del totale) si trovano negli stessi paesi implicati nella guerra, mentre piu' di 600.000 hanno trovato rifugio in diversi paesi del mondo. in base ai dati forniti dal Ministrero dell'Interno, dal 1991 al giugno 1995, L'Italia ha accolto un totale di 63.187 cittadini provenienti dai territorio della ex Jugoslavia; 61.125 con permesso di soggiorno per motivi umanitari, valido per svolgere attivita' lavorativa e di studio (legge 390/1992), 316 con richiesta di asilo (Convenzione di Ginevra) e 1.746 con permesso di soggiorno per cittadini della ex Jugoslavia di origine italiana (legge 423/1991). tenuto conto di quanto riportato dal n. 4 (ottobre 1995) del trimestrale "Discorsi", edito dal Comune di Cervignano del Friuli (UD) intitolato "Profughi della ex-Jugoslavia" -; se quanto risulta dai rapporti della polizia italiana di frontiera di Trieste circa il respingimento all'ingresso del nostro paese di 20.000 sfollati provenienti dalla ex Jugoslavia, nel 1993, corrisponda a verita'; se i dati raccolti in maniera informale dall'ICS (Consorzio italiano di solidarieta') di Trieste, da cui risulterebbe che, nel 1994, ad almeno 8.000 cittadini bosniaci sia stato negato l'ingresso nel nostro paese, corrispondono a verita'; se corrisponde al vero quanto riportato dal trimestrale sopracitato circa il fatto che talune Questure abbiano adottato criteri "discrezionali" di accoglienza, respingendo profughi provenienti dalla Serbia (in quanto, a loro personale giudizio, zona di non pericolo), in contrasto con quanto indicato dall'articolo 1 comma 1 della legge n. 390 del 1992 in cui e' assente la distinzione tra "zone di guerra" e "aree sicure" quale discriminante nell'accettazione dei profughi; le cause dell'insufficiente emanazione da parte del Ministero dell'interno di circolari attuative a chiarimento dell'applicazione della legge n. 390 del 1992; per quali ragioni d'ordine tecnico, organizzativo o politico l'ospitalita' e l'assistenza nei 15 centri statali (i cosiddetti campi profughi) abbia interessato, dal 1993 all'accoglienza diretta di solamente 2.000 persone ogni anno su un totale di 63.187 persone che hanno avuto diritto a regolare permesso di soggiorno; se il ministero abbia approntato misure particolari per la tutela in Italia di categorie vulnerabili, quali renitenti alla leva e disertori della ex Jugoslavia, in consonanza con il ripudio della guerra sancito dalla Costituzione italiana (art. 11); se intenda riferire circa la gestione, da parte della prefettura di Udine, del campo profughi di Cervigano del Friuli (UD), secondo cui il 37 per cento dei profughi e' stato invitato a lasciare il campo senza avvertire, facendo risultare i profughi "dimessi d'ufficio" per "mancato rientro alla scadenza di un periodo di permesso" o per "allontanamento senza permesso"; se il Ministro dell'interno, come richiesto dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati sig.ra Sadako Ogata, manterra' il regime di protezione temporanea in favore degli ex Jugoslavi fino a quanto non sia rispettata: a) l'attuazione delle misure militari previste dagli accordi di pace di Dayton; b) la proclamazione di un'amnistia per crimini non relativi a gravi violazioni del diritto umanitario internazionale o reati comuni non connessi al conflitto; c) l'istituzione e la piena operativita' di vari meccanismi mirati alla tutela dei diritti umani; se il Ministro dell'interno come richiesto dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati sig.ra Sadako Ogata, continuera' la protezione per alcune categorie di persone, tra cui: a) coloro i quali abbiano un ben fondato timore di persecuzione, nel senso indicato dalla Convenzione sui rifugiati del 1951; b) persone che hanno subito una persecuzione particolarmente grave o traumatica; c) gli apolidi; d) disertori, obiettori e renitenti alla leva durante il periodo del conflitto bellico; se il Ministro dell'interno sia a conoscenza di quanto riportato da alcuni quotidiani riguardo avvenute pressioni psicologiche - da parte di rappresentanti della Caritas diocesana di Udine - dirette ai profughi presenti con regolare permesso di soggiorno sul territorio italiano, mirate a suscitare tra i profughi una "spontanea" scelta di rientro nella ex Jugoslavia; con quali modalita' e criteri il Ministro dell'interno, in accordo con il Ministro per gli affari esteri e con il dipartimento per gli affari sociali, si predisporra' alle procedure di accertamento che il rientro dei profughi e sfollati - come dal paino generale per i rifugiati dell'Onu - avvenga senza forzature, pressioni dirette o indirette, interpretazioni legislative restrittive o surrettizie, da parte di rappresentanti di enti locali, prefetture, associazioni o privati cittadini. (4-00329)

 
Cronologia
martedì 21 maggio
  • Politica, cultura e società
    Ad Agrigento è arrestato Giovanni Brusca, esponente latitante di “Cosa nostra” accusato di essere l'esecutore della strage di Capaci.

mercoledì 22 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi si presenta al Senato per esporre le linee programmatiche del Governo e consegna poi alla Camera, secondo la prassi, il testo delle dichiarazioni programmatiche pronunciate al Senato.

giovedì 23 maggio
  • Politica, cultura e società
    Giorgio Fossa è eletto presidente della Confindustria.