Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00337 presentata da PAMPO FEDELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960522
Ai Ministri dei trasporti e della navigazione, dell'interno, della difesa e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: l'Arcivescovo di Lecce monsignor Ruppi, intervistato nel corso della trasmissione televisiva "Uno mattina" dello scorso 7 maggio 1996, sulla questione degli extracomunitari, sull'attuazione della legge n. 39 del 1990 (cosiddetta legge Martelli) e sul recente decreto-legge, gia' reiterato dal Governo, anche per cio' che concerne i centri di accoglienza, ha sottolineato la necessita' di provvedere al piu' presto sia alla realizzazione ed al funzionamento di tali centri soprattutto nelle aree meridionali del Paese, ed in particolare nel Salento, sia al rafforzamento della vigilanza, allo scopo di impedire che masse di uomini e donne di paesi extracomunitari con la bella stagione siano facilitati nell'ingresso clandestino in Italia via mare; l'attuale decreto-legge n. 132 del 19 marzo 1996, a parziale modifica della legge Martelli - molto articolato in merito alle norme di ingresso e di espulsione dell'Italia, le regolarizzazioni ed il lavoro degli immigrati nel nostro Paese - non contempla sufficientemente la questione della prevenzione, ovvero della vigilanza atta ad impedire la consumazione del reato di illecito ingresso di stranieri nel territorio dello Stato, in quanto in sede di discussione ed approvazione di tale provvedimento, anche in sede di Commissione parlamentare, vennero avanzati da alcune forze politiche perplessita' e dubbi se tale fattispecie di illecito potesse essere ascritto come reato e non come semplice violazione amministrativa; il decreto-legge in vigore prevede tutti i possibili casi di espulsione dello straniero dal territorio e tutte le garanzie che lo stesso puo' invocare per annullare o ritardare detta espulsione, ma nulla prevede per cio' che concerne le operazioni di controllo e vigilanza; per attuare sia pure parzialmente le disposizioni in materia lo scorso anno si e' dovuto ricorrere all'impiego dell'esercito, con tutte le ingenti spese a carico del bilancio dello Stato che da tale provvediento sono derivate; pur prescindendo dalle sopracitate normative, appare opportuno intensificare i controlli da parte di tutte le forze di polizia operanti in mare e sulla fascia litoranea dello Stato, compresa la Guardia costiera, che dispone di mezzi aeronavali adeguati a tale compito, pur avendo a disposizione pochi uomini e scarse risorse finanziarie sui pertinenti capitoli di bilancio, come parrebbe da una recente direttiva del ministero dei trasporti e della navigazione che prevede, per il corrente anno 1996, la messa in disarmo del 40 per cento delle unita' navali del corpo delle capitanerie di porto per l'impossibilita' di mantenere in servizio e di effettuare le prevedibili opere di manutenzione e riparazione della totalita' dei mezzi attualmente in dotazione; non puo' sottacersi come sia peraltro auspicabile un puntuale ed oculato monitoraggio dei piu' rilevanti flussi di immigrazione dei paesi extracomunitari, flussi che non di rado danno luogo a tragedie con perdite di vite umane, per cui un'azione di prevenzione effettuata dalle forze di polizia operanti in mare si traduce spesso in operazioni di soccorso e salvataggio di naufraghi -: quali urgenti provvedimenti si intendano assumere in merito alla questione; se corrisponda al vero l'esistenza della direttiva ministeriale secondo cui solo il 60 per cento del parco motovedette della Guardia costiera potra' essere mantenuto in servizio operativo ed in armamento per lo svolgimento dei servizi istituzionali del corpo, tra i quali rientra il controllo dell'immigrazione clandestina via mare ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 39 del 1990; come si possa conciliare l'esigenza, peraltro assai sentita dalla popolazione, di realizzare una intensa e costante vigilanza lungo le nostre coste ed al limite delle acque territoriali, con i drastici tagli di spesa che hanno ridotto i gia' esigui fondi sui pertinenti capitoli di bilancio del Corpo delle capitanerie di porto per il mantenimento in efficienza ed esercizio delle motovedette, vista anche la necessita' da parte dell'Italia di conformarsi alle convenzioni internazionali vigenti ed alle esigenze dei nostri partners dell'Unione europea che hanno piu' volte espresso aspre critiche sulla sicurezza delle nostre frontiere. (4-00337)