Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00009 presentata da SBARBATI CARLETTI LUCIANA (MISTO) in data 19960529
La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della pubblica istruzione e dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, per conoscere - premesso che: lo scioglimento anticipato delle Camere - nello scorso mese di marzo - non ha consentito l'approvazione definitiva del testo di riforma sulle procedure di reclutamento della docenza universitaria, gia' approvato dall'aula del Senato; proprio in vista del probabile accordo definitivo da parte delle forze politiche sulla base del progetto licenziato dal Senato, l'allora Ministro Salvini decise di prorogare la data di scadenza per la presentazione delle domande di ammissione al concorso di seconda fascia (emanato con decreto ministeriale 22 dicembre 1996) di ulteriori 90 giorni, fissandola per il 6 giugno 1996, per ragioni, tuttavia, che, ad avviso dell'interpellante, non avevano nulla a che vedere con gli obiettivi della riforma e che, di fatto, erano dettate dall'esigenza "tecnica" di aggiungere nuovi posti nel bando (gia' gonfiato a dismisura rispetto alle previsioni originarie di programmazione); una recente sentenza del Tar del Lazio, accogliendo la domanda incidentale presentata da un gruppo di ricercatori unitamente al ricorso avverso il decreto ministeriale succitato, ha disposto la sospensione degli effetti relativi al bando di concorso - ha cioe' di fatto nuovamente "congelato" il concorso - fino alla definitiva sentenza nel merito del ricorso; a complicare l'intricatissimo contenzioso, e' intervenuto l'appello proposto dal Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica al Consiglio di Stato contro i motivi di impugnazione dei ricorrenti, riconosciuti fondati dall'ordinanza di sospensiva del Tar; al di la' degli aspetti tecnici e formali della vicenda giudiziaria - che sembrerebbero comunque pesare a favore dei ricorrenti - resta in assenza di un'adeguata normativa di riordino della docenza universitaria, iniziative come queste tenderanno nel tempo a moltiplicarsi per gli innumerevoli interessi contrastanti coinvolti, come la stessa interpellante aveva facilmente previsto in una precedente interrogazione parlamentare inviata al Ministro Salvini, per sollecitare il ritiro del bando di concorso appena emanato, nonostante lo stato avanzato dei lavori parlamentari sulla riforma delle procedure di concorso; quando pure il Consiglio di Stato accogliesse l'appello del Ministero rimettendo in moto il meccanismo dei concorsi con le vecchie regole, potrebbe sopravvenire comunque - entro un anno o due, tali essendo i tempi "normali" della giustizia amministrativa - una sentenza di merito del Tar che, recependo i motivi addotti dai ricorrenti, annullasse di nuovo gli effetti del bando di concorso: questa volta con esiti ancora piu' gravi sugli interessi legittimi e i diritti soggettivi dei candidati, e sui fragili equilibri dell'intero sistema universitario; ormai emerge con chiarezza come gli schieramenti contrapposti in questa delicata "partita" politica siano, da una parte, le oligarchie del potere universitario, attestate sulla difesa ad oltranza di uno status quo esiziale per il funzionamento normale dell'universita' e piu' che mai per le prospettive di modernizzazione delle sue strutture didattiche e scientifiche, e, dall'altra, tutti coloro che vorrebbero raggiungere un accordo possibile e indifferibile sul progetto di riforma delle regole di selezione della docenza universitaria; se non intenda ritirare subito il decreto in oggetto e adoperarsi - con il peso della propria responsabilita' politica - perche' si giunga in tempi rapidi ad una definitiva approvazione del testo legislativo gia' delineato, nei suoi contorni essenziali, nel corso della dodicesima legislatura. (2-00009)