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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00471 presentata da PAMPO FEDELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960529

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle poste e telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: i dipendenti dell'Ente poste italiane, collocati a riposo prima del 26 novembre 1994, hanno piu' volte e invano chiesto di poter beneficiare dell'intero importo dei miglioramenti economici stabiliti dall'articolo 65 del relativo Contratto collettivo nazionale di lavoro; il diniego e' stato motivato dal disposto dell'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, che regola la materia e stabilisce che la base pensionabile e' determinata con riferimento alla retribuzione effettivamente e integralmente percepita l'ultimo giorno di prestazione del servizio; l'accordo integrativo raggiunto tra l'Ente poste italiane e le Organizzazioni sindacali sul significato dell'articolo 65 del Contratto collettivo nazionale di lavoro ha stabilito che i dipendenti collocati a riposo entro dicembre 1994 non hanno diritto a beneficiare degli incentivi economici maturati alle date del 1^ gennaio 1995 e 1^ ottobre 1995, in quanto i suddetti miglioramenti contrattuali spettano soltanto ai dipendenti in servizio alle predette date; la Corte dei conti invece, smentendo anche il Consiglio di Stato, riconosce agli ex dipendenti della scuola, andati in pensione tra il 1983 e il 1995, periodo di validita' del primo contratto nella storia del pubblico impiego, il ricalcolo della pensione tenendo conto dello stipendio che avrebbero potuto godere se in servizio sino alla fine del triennio; l'aumento contrattuale doveva, pertanto, corrispondersi subito, mentre, per la prima volta nella contrattualistica pubblica e anche privata, l'aumento e' stato dato a rate nell'interesse esclusivo del datore di lavoro -: quali provvedimenti urgenti e improcrastinabili intenda adottare perche' anche per i dipendenti dell'Ente poste collocati a riposo venga ricalcolata - e senza ulteriore istanza degli interessati - la base pensionabile in rapporto a tutti i miglioramenti stabiliti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro stipulato il 26 novembre 1994 avente validita' per la parte economica, per il biennio 1994-1995; quali provvedimenti, inoltre, ritenga di assumere perche' le amministrazioni statali, enti pubblici e privati rispettino, d'ora in poi, la decisione della Corte dei conti di cui alle premesse. (4-00471)

Al riguardo nel far presente che si risponde per incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri si significa che l'Ente poste italiane - interessato in merito a quanto rappresentato dalla S.V. On.le nell'atto parlamentare in esame - ha comunicato che gli aumenti stipendiali, scaglionati con decorrenze 10 ottobre 1994, 10 gennaio 1995 e 1^ ottobre 1995 sono stati corrisposti ai dipendenti che erano in servizio alla data di attribuzione degli aumenti stessi. Tale modo di operare appare conforme al costante orientamento giurisprudenziale; ed, invero, in varie pronunce i competenti organi giurisdizionali hanno precisato che lo scaglionamento degli aumenti economici non indica soltanto una modalita' di erogazione di somme, ma distingue, ai fini pensionistici, la posizione retributiva dei singoli dipendenti in riferimento alla data di cessazione del rapporto di impiego. Secondo tale orientamento, pertanto, non e' possibile computare, nella base retributiva utile ai fini della quiescenza, un aumento retributivo del quale, a causa dello scaglionamento, l'interessato non sia stato destinatario durante il rapporto di attivita', perche' cessato dall'impiego anteriormente alla decorrenza della sua erogazione. Inoltre le disposizioni contrattuali, con le quali sono stati attribuiti i miglioramenti economici scaglionati, non possono essere intese come volte a rateizzare un beneficio economico complessivo, spettante ai dipendenti in servizio alla data di entrata in vigore dell'accordo, ma sanciscono un diritto agli aumenti nella misura e alle date in esse indicate (Consiglio di Stato, VI, n. 121/93). Per quanto concerne, infine, il richiamato orientamento della Corte dei conti, nel sottolineare che sulla recente sentenza n. 70512/1993 e' pendente ricorso per Cassazione, il ripetuto Ente ha ritenuto che siffatta decisione non sia sufficiente a vanificare tutto il precedente orientamento giurisprudenziale e consentire un'interpretazione delle disposizioni contrattuali diversa da quella attualmente adottata. Cio' non toglie che, in occasione dei rinnovi contrattuali collettivi, le parti possano accordarsi sulla possibilita' di corrispondere per intero, al personale collocato a riposo durante la vigenza del contratto stesso, i miglioramenti economici previsti, indipendentemente dalla decorrenza temporale dei benefici economici pattuiti. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Maccanico.



 
Cronologia
giovedì 23 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia (n.1-00004) presentata da Salvi (Sin. Dem. - L'Ulivo), Elia (PPI), Pieroni (Verdi - L'Ulivo) e Del Turco (Rin.Ital.) è approvata con 173 voti favorevoli e 139 contrari.

mercoledì 29 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Fondo monetario internazionale invita il Presidente del Consiglio Prodi a ridurre il deficit pubblico solo attraverso tagli alle spese. Il presidente del Consiglio rassicura il Fmi e nell'incontro con il cancelliere tedesco Helmut Kohl si impegna a garantire il rientro della lira nello Sme entro la fine dell'anno.

sabato 1° giugno
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma Luciano Lama, leader della Cgil e del Pci.