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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00531 presentata da BERSELLI FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960529

Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che all'interrogante risulta quanto segue: in data 27 aprile 1995, il consiglio di amministrazione dell'Ente poste italiane ha deliberato la nomina di 117 nuovi dirigenti, a parere dell'interrogante scelti in palese dispregio dei piu' elementari diritti degli aventi titolo alla promozione; e' sufficiente una rapida lettura dell'elenco dei nominativi, fra i quali, peraltro, compaiono numerosi figli e parenti della vecchia "nomenclatura" dell'amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, per poter supporre che i criteri adottati siano ancor di piu' quelli della lottizzazione, del nepotismo, del clientelismo e del cinico disprezzo per la dignita' dei veri destinatari del legittimo interesse, con metodi che fanno impallidire persino i gia' molto discutibili sistemi dei potentati della prima Repubblica; nell'elenco dei nuovi dirigenti compaiono il nome della figlia di un componente della stessa commissione che si e' occupata della designazione dei promuovendi (l'ex dirigente dell'area centrale dei servizi postali), della figlia dell'ex direttore generale dell'amministrazione postale, del figlio dell'ex direttore centrale di ragioneria; un ruolo di enorme peso hanno, altresi', svolto nella circostanza i responsabili delle organizzazioni sindacali SLP-CISL-FILPT-CGIL, UIL e SINDIP (sindacato dei dirigenti); l'interrogante reputa che la maggior parte dei promossi non abbia una specifica e consolidata esperienza, se si considera l'estrema rapidita' della loro carriera, sviluppatasi nello spazio di pochissimi anni, tenuto conto che, di converso sono state frustrate, vilipese e tradite le aspettative di coloro che, privati di una tenue speranza, hanno assistito impotenti al verificarsi dei sacrifici di un'intera vita al servizio dell'amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, pur essendo indiscussi portatori di una professionalita' stratificatasi in lunghi anni nell'espletamento di molteplici funzioni; sotto il profilo giuridico, occorre evidenziare che i criteri adottati nella selezione non sono stati preventivamente indicati, che i presunti candidati non sono stati invitati ad esibire i propri titoli e che il numero di posti disponibili non e' stato predeterminato; tutto cio' lascia supporre una volonta' gia' precostituita di concretizzare numerosi abusi, che richiede, ad avviso dell'interrogante, che si proceda all'accertamento immediato di eventuali gravi connesse responsabilita', in sede civile e/o penale -: se, qualora le ipotesi formulate abbiano obiettivo riscontro, il Ministro in indirizzo non ritenga che debba procedersi all'immediato annullamento delle nuove nomine ed al ripristino degli interessati alle precedenti funzioni; se, disposto l'annullamento delle promozioni, non si debbano attivare procedure piu' corrette, legali e trasparenti per le nomine dei futuri dirigenti dell'Ente poste italiane, cosi' come previsto dalle disposizioni transitorie di cui al contratto collettivo nazionale del lavoro dei dirigenti dell'Ente poste italiane nonche' nel rispetto delle singole posizioni di ruolo. (4-00531)

Al riguardo si ritiene opportuno ribadire - come gia' precisato con la nota n. GM/97954/7/4-58/INT/RG del 5 luglio u.s., con la quale e' stata fornita risposta alla interrogazione n. 4-00058 di analogo contenuto presentata dalla S.V. on.le (pubblicata nell'Allegato B del 22 luglio 1996) - che, a seguito della trasformazione dell'Amministrazione p.t. in Ente pubblico economico, avvenuta ai sensi del decreto legge 1^ dicembre 1993, n. 487, convertito dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, le attivita' ed i servizi esercitati dall'ex Amministrazione p.t. sono svolti dall'Ente poste italiane. A questo Ministero restano attribuiti poteri di indirizzo, coordinamento, vigilanza e controllo sui servizi, le funzioni di regolamentazione ed ogni altra attivita' espressamente prevista dall'articolo 11 del citato decreto-legge 487/1993 mentre la gestione del personale ed, in particolare, il potere di deliberare le promozioni a dirigente - previsto dall'articolo 6, comma 3, lett. m) dello statuto approvato con decreto ministeriale 14 aprile 1994 - rientrano nella competenza del Consiglio di amministrazione del citato Ente senza alcuna possibilita' di intervento governativo. Non si e' mancato tuttavia di interessare nuovamente l'Ente Poste Italiane, il quale ha precisato che la procedura seguita per la nomina dei dirigenti ha avuto inizio con l'esame delle segnalazioni pervenute dai direttori delle aree centrali e delle sedi, tenendo conto dei percorsi di carriera dei vari candidati, dei risultati conseguiti, dei titoli di studio posseduti e dei corsi professionali frequentati nonche' delle esperienze lavorative anche esterne all'Ente. Dalla valutazione di tali elementi e' scaturito un giudizio globale che e' stato formulato anche in relazione all'attitudine allo svolgimento della funzione dirigenziale ed all'eta' degli interessati. Tale lavoro preparatorio e' stato svolto da una apposita commissione, presieduta dal direttore dell'area personale e organizzazione, alla quale, contrariamente a quanto asserito dalla S.V., non ha partecipato l'ex direttore dell'area centrale servizi postali. Quanto alla presenza nell'elenco dei promossi, otto su centodiciassette - dei figli di alcuni dirigenti che ovviamente risultano estranei alla procedura di selezione sopra citata, l'Ente ha osservato che la nomina di qualche candidato avente relazione di parentela con i dirigenti non puo' essere considerata di per se stessa un fatto anomalo; sarebbe stato d'altra parte illegittimo decretarne aprioristicamente l'esclusione nel timore di far nascere dubbi di parzialita'. Ugualmente prive di fondamento, ha continuato l'Ente poste, appaiono le censure relative a pressioni che sarebbero state esercitate da alcuni responsabili di diverse organizzazioni sindacali. Le nomine dei dirigenti risultano infatti improntate, ha concluso l'Ente poste, a criteri di legittimita' e funzionalita' e rispondenti agli interessi aziendali. Nel caso la S.V. on.le fosse a conoscenza di eventuali illeciti di rilevanza penale potra' adire l'autorita' giudiziaria al fine di fare luce sull'intera vicenda. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Maccanico.



 
Cronologia
giovedì 23 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia (n.1-00004) presentata da Salvi (Sin. Dem. - L'Ulivo), Elia (PPI), Pieroni (Verdi - L'Ulivo) e Del Turco (Rin.Ital.) è approvata con 173 voti favorevoli e 139 contrari.

mercoledì 29 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Fondo monetario internazionale invita il Presidente del Consiglio Prodi a ridurre il deficit pubblico solo attraverso tagli alle spese. Il presidente del Consiglio rassicura il Fmi e nell'incontro con il cancelliere tedesco Helmut Kohl si impegna a garantire il rientro della lira nello Sme entro la fine dell'anno.

sabato 1° giugno
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma Luciano Lama, leader della Cgil e del Pci.