Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00358 presentata da RUZZANTE PIERO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960529
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti: nella notte tra il 3 e il 4 settembre 1995, a Cartagena, in Colombia, veniva assassinato Giacomo Turra, cittadino italiano residente a Padova, di anni 24, in vacanza in questo Paese dal 27 luglio 1995, con ritorno in Italia previsto per il giorno 15 settembre 1995; in un primo momento, le autorita' colombiane hanno sostenuto l'ipotesi di morte per overdose, ipotesi smentita senza ombra di dubbio dall'esame tossicologico; successivamente si e' parlato di suicidio, smentito dai reperti autoptici; la verita' che, anche se molto difficoltosamente, sta venendo a galla, avvalora l'ipotesi - suffragata da numerose testimonianze - di un violento pestaggio ad opera di alcuni elementi della polizia locale; Giacomo Turra, nella notte fra il 3 e il 4 settembre 1995, all'interno di un ristorante cinese di Cartagena, limitrofo alla sua residenza, veniva picchiato da un poliziotto e, successivamente, condotto via da una camionetta della polizia; Giacomo Turra veniva quindi accompagnato all'ospedale di Bocagrande di Cartagena dalla polizia per due volte, dove la prima volta pare gli siano stati somministrati dei sedativi, e la seconda volta giunse morto o morente; risultano intimidazioni e pressioni da parte della polizia locale contro i testimoni; e' in atto un procedimento giudiziario a Cartagena. Sono inquisiti cinque poliziotti per lesioni gravi; nel corso della dodicesima legislatura, sulla vicenda di Giacomo Turra sono state presentate numerose interrogazioni rivolte al Governo dagli onorevoli Bindi, Bongiorno, Bonito, Cesetti, Di Lello Finuoli, Finocchiaro Fidelbo, Gritta Grainer, Leonardelli, Maiolo, Mignone, Perale, Pozza Tasca, Saraceni, Scermino, Spini, Vigneri -: se il nuovo Governo italiano intenda proseguire sulla strada iniziata a percorrere dal Governo precedente; pretendendo cioe' dalle autorita' colombiane che venga fatta piena luce sulle reali cause della morte di Giacomo Turra e che i suoi assassini siano assicurati alla giustizia, anche in considerazione degli ottimi rapporti di proficua collaborazione tra gli operatori di giustizia colombiani e italiani nella lotta al narcotraffico e al crimine organizzato; quali interventi si ritengano possibili e opportuni per evitare che la famiglia di Giacomo Turra si trovi da sola nella ricerca della verita', in una realta' difficile come quella colombiana; se il Governo intenda, tramite il consolato, garantire un'adeguata assistenza legale alla famiglia Turra per permettergli di affrontare efficacemente il processo; quali iniziative si intendano assumere per tutelare i cittadini italiani che per motivi di lavoro, di studio e di turismo si recano in paesi a rischio, dove siano evidenti le violazioni dei diritti umani. (4-00358)
Da parte di questo Ministero si e' mantenuta una costante pressione sulle Autorita' colombiane, anche ai piu' elevati livelli, per far luce sulle tragiche circostanze che costarono la vita, nel settembre del 1995, al connazionale Giacomo Turra e per ottenere che i colpevoli vengano puniti. Va in particolare ricordato come - in tale contesto - l'Italia abbia congelato, gia' all'indomani della morte del Turra, negoziati bilaterali con la Colombia per la stipulazione di accordi di cooperazione giudiziaria in materia penale, giunti ormai nella loro fase conclusiva. I continui interventi da parte italiana si sono sostanziati, per ultimo, in una particolare forma di assistenza legale. Il Console d'Italia in Cartagena ha infatti presentato ricorso, in pena intesa con il difensore della famiglia Turra, contro la decisione di proscioglimento, emessa dalla Procura Provinciale, dei quattro agenti di Polizia indagati per la morte od connazionale. Il ricorso dovrebbe consentire alla Procura Nazionale di riesaminare il caso, valutando ex novo la posizione di tutti gli imputati. Gli ultimi interventi svolti da parte italiana sembrerebbero suscettibili di sortire qualche effetto. Il Tribunale Militare di Appello di Cartagena ha infatti respinto. su richiesta del Procuratore Gelegato, la decisione, adottata dal Tribunale Militare di Primo Grado, di assolvere i quattro agenti coinvolti nella vicenda, riconoscendo l'esistenza degli elementi di colpevolezza a loro carico evidenziati alla Magistratura ordinaria, Peraltro, se da un lato tale decisione potrebbe promuovere ad una serie di misure nei confronti degli agenti, non esclusa quella della custodia cautelare in carcere, dall'altro va rilevato che lo stesso Tribunale non ha ancora decisa se le cause della morte del giovane Turra siano da ascrivere a percosse o, secondo la vecchia tesi colombiana, ad "overdose" di sostanze stupefacenti. In tale ultimo caso, infatti, gli agenti verrebbero scagionati. Va infine rilevata la comparsa di un nuovo testimone, il quale avrebbe sottoscritta una dichiarazione giurata dalla quale emergerebbe che il Turra sarebbe stato fatto scendere con pesanti maltrattamenti dall'auto della polizia, che lo avrebbe poi abbandonato, ormai in fin di vita, sulla strada. In tale contesto, si e' reiterato l'immutato interesse italiano ad un rapida conclusione dell'iter giudiziario del caso Turra ed al giusto sanzionamento dei responsabili, dopo un adeguata valutazione da parte del Tribunale Militare, senza alcuno spirito di Como, dei gravi indizi di colpevolezza emersi a carico degli agenti di polizia nel corso delle indagini dei magistrati inquirenti ordinari. Per quanto riguarda infine il piu' generale aspetto delle iniziative di tutela in favore di connazionali che si rechino in Paesi c.d. a rischio, anche a seguito di talune recenti vicende che hanno avuto ampio rilievo sugli organi nazionali di stampa, il Ministero degli affari Esteri sta collaborando con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con le altre Amministrazioni dello Stato interessate, oltreche' con l'Associazione dei "Tour Operators", per la predisposizione di una serie di iniziative per informare, in modo chiaro e completo, l'opinione pubblica sulle particolari condizioni esistenti in taluni Paesi, e che possono, se ignorate, porre in gravi difficolta' i connazionali. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Fassino.