Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00489 presentata da GASPARRI MAURIZIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960529
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: in data 21 dicembre 1993, a Roma, alle ore 10 circa, Alessio Sereni, di 13 anni, seduto su un muretto in compagnia di una coetanea in via Palmiro Togliatti, veniva colpito all'addome da un proiettile d'arma da fuoco dirompente, proveniente da una carabina di proprieta' del signor Alfredo De Mattei, impugnata in quel momento dal figlio Marco, che sparava colpi in aria ed al livello stradale del balcone della propria casa, in Via Chiovenda 36 di Roma; Marco De Mattei e' presumibilmente malato di mente in quanto iscritto al C.I.M.; la ferita riportata da Alessio Sereni ha determinato gravi danni e una lesione al midollo spinale per ritenzione delle schegge del proiettile proveniente dalla carabina di proprieta' di Alfredo De Mattei, impugnata dal figlio Marco; sono state necessarie otto operazioni su Alessio Sereni per rimuovere le schegge del proiettile e per inserire una valvola per lo spurgo del liquido seminale; dopo l'immediato arresto di Alfredo De Mattei, ad opera dei Carabinieri, con l'imputazione di "tentato omicidio", il giorno successivo il magistrato di turno dottor D'Ovidio, procuratore presso il Tribunale di Roma, rilasciava il responsabile, motivando tale decisione con la modifica del capo d'accusa in "lesioni colpose gravi", trasmettendo conseguentemente i relativi atti alla competente Pretura di Roma, in particolare al Pubblico ministero dottor Mario Giarusso; nel procedimento penale contro Alfredo e Marco De Mattei, nel quale e' parte lesa Alessio Sereni, non si e' ancora pervenuti a sentenza, lasciando in liberta' persone in grado di mettere a rischio l'incolumita' pubblica e che costringono a tutt'oggi Alessio Sereni ad una degenza in ospedale con lesioni permanenti; agli esposti inviati al Presidente della Repubblica da Sereno Sereni, padre di Alessio Sereni, rispettivamente in data 10 giugno e 3 novembre 1994, trasmessi per le valutazioni di competenza al Consiglio Superiore della Magistratura, quest'ultima ancora non ha inviato alcuna diretta comunicazione all'interessato in merito al provvedimento da adottare; sarebbe invece assolutamente necessario che il relativo procedimento penale giunga debitamente a conclusione con l'irrogazione di una pena severa per i rei, cosi' rendendo giustizia alla parte lesa ed alla sua famiglia -: se, a fronte di tale comportamento omissivo degli uffici giudiziari competenti, non ritenga necessario disporre apposita ispezione, assumendo altresi' - ove se ne accertassero i presupposti - conseguenti iniziative sul piano disciplinare. (4-00489)