Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00513 presentata da GRIMALDI TULLIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960529
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che agli interroganti risultano i seguenti fatti: il quotidiano L'Avvenire del 3 agosto 1995 ha pubblicato una intervista al Ministro delle riforme istituzionali del Governo Dini, professor Giovanni Motzo, dal titolo "Gli accordi segreti? Illegittimi"; l'intervista palesa un punto di vista inedito e chiaro di un autorevole rappresentante del Governo sui cosiddetti accordi in forma semplificata (o esecutivi). Una prassi consolidata negli anni, specialmente per cio' che riguarda accordi internazionali segreti, protocolli e memorandum di cessioni di basi militari su territorio italiano a paesi stranieri, transito e permanenza di truppe di forze armate straniere; tale prassi, denunciata come illegittima dall'ex Ministro Motzo, inizia con la firma dell'accordo di mutua assistenza difensiva tra Usa ed Italia (Washington, 27 gennaio 1950). L'accordo non fu comunicato al Parlamento italiano per la ratifica, e, curiosamente, si e' venuti a conoscenza dello stesso soltanto perche' venne discusso ed approvato dal Congresso degli Stati Uniti; la prassi degli accordi semplificati ed esecutivi venne apertamente, di fronte alle proteste dell'opposizione di sinistra, disvelata e teorizzata per la prima volta al Senato nell'aprile del 1959, allorche' vennero discusse le mozioni parlamentari in merito al dispiegamento dei missili nucleari Jupiter. Il Governo avanzo' la tesi degli accordi esecutivi come conseguenza attuativa del trattato Nato. In un ordine del giorno della maggioranza si affermava, fra l'altro, che: "le intese intercorse tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America, in ordine alle misure difensive del territorio, anche mediante l'installazione di basi per missili, necessariamente conseguono dal Trattato del Nord Atlantico"; tale teorizzazione, purtroppo diventata prassi consolidata con decine di accordi segreti siglati in forma semplificata, e' manifestamente anticostituzionale. La Costituzione prevede infatti che i trattati internazionali siano ratificati dal Presidente della Repubblica (articolo 87, comma ottavo) e che la ratifica sia preventivamente autorizzata dal Parlamento con legge, per i trattati "che sono di natura politica o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi" (articolo 80). Gli accordi di concessione di basi militari hanno tutti questi requisiti e come tali dovrebbero rientrare nell'ambito di previsione dell'articolo 80 della Costituzione; il fatto che il ricorso a tali accordi, come ricorda l'ex Ministro Motzo, non sia infrequente, non puo' essere certamente interpretato come fonte di consuetudine costituzionale derogatoria delle norme di cui agli articoli 80 e 87, comma ottavo, della Costituzione. E cio' sia perche' non vi sono prove certe che tale prassi sia uniforme e costante, e che essa sia ritenuta giuridicamente necessaria dagli organi costituzionali interessati, sia perche' ogni modifica tacita e' espressamente esclusa dall'articolo 138 della Costituzione; di fatto, questa consolidata prassi, istituita e portata avanti dai governi a guida democristiana, ha per decenni espropriato il Parlamento dei poteri di indirizzo e controllo della politica estera e della difesa del nostro Paese; e' un fatto di grande rilievo politico che questa prassi sia stata messa in discussione da un Ministro della Repubblica con lo scopo dichiarato di far rientrare nell'alveo costituzionale cio' che in questi anni e' invece debordato al suo esterno, trasformando l'Italia in un paese a sovranita' limitata; lo stesso Trattato dell'Atlantico del Nord, all'articolo 9, e' attento ad esplicitare che gli accordi di cooperazione militare tra alleati saranno applicati nei vari paesi "in conformita' con le rispettive procedure costituzionali". Non vi e' dubbio alcuno che le "procedure costituzionali" dell'Italia sono quelle sancite dagli articoli 80 ed 87 della Costituzione, ad avviso degli interroganti sistematicamente violate in questi armi; secondo un rapporto del governo Usa del 1977, le installazioni militari del Nord Atlantico o statunitensi erano in Italia almeno una sessantina, tutte istituite con accordi segreti in forma esecutiva, ovvero sottratti al controllo del Parlamento; tra esse, si ricordano in particolare le basi terresti di Camp Ederle, presso Vicenza, e di Camp Derby, presso Livorno. Quest'ultima e' stata concessa come base logistica agli Usa (al di fuori dunque degli impegni Nato) fino al 2050, con un protocollo segreto firmato dall'allora ministro della difesa Pacciardi. Si ricorda inoltre: la base aerea di Aviano (concessa nel 1955) e la base aeronavale di Sigonella (concessa con memorandum dell'8 aprile 1957); la base aerea di Gioia del Colle, concessa agli Usa in base ad un accordo semplificato segreto Segni/Zellerbach del 3 marzo 1959; la base Usa della Maddalena, porto di una nave appoggio e dei sottomarini a propulsione ed armamento nucleare Hunter Killer, concessa nel 1972 con un altro accordo segreto -: come il nuovo Governo intenda mettere in atto il lodevole ed urgente intento di tornare allo spirito e alla lettera della Costituzione in merito alla ratifica di accordi segreti internazionali; se non ritenga di dover mettere il Parlamento a conoscenza della lista completa degli accordi internazionali segreti sottratti dal 1950 ad oggi alle disposizioni degli articoli 80 ed 87 della Costituzione; se non ritenga inoltre di dover, anche per tutelarne la segretezza, di inviare copia integrale di tali accordi all'apposito Comitato parlamentare di controllo per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato. (4-00513)