Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00541 presentata da GASPARRI MAURIZIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960529
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri dell'interno, della difesa, delle finanze e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che risulta all'interrogante che: l'attuale orario di servizio del personale di polizia fissato con decreto presidenziale, a seguito di contrattazione collettiva ha stabilito in 38 ore settimanali, pari a circa 6 ore e 20 minuti giornaliere; la maggioranza degli appartenenti alle forze dell'ordine, attesi i correnti limiti di bilancio, non puo' effettuare oltre le 8/15 ore di lavoro straordinario mensili (fatta eccezione per il personale in forza a particolari reparti); e' normale che tale limite venga raggiunto in soli due o tre giorni di attivita' lavorativa, per il verificarsi di situazioni locali che richiedono la costante presenza e l'impegno del personale, quali ad esempio il protrarsi di servizi di ordine pubblico, i soccorsi in caso di pubbliche e private calamita', i servizi investigativi, battute, rastrellamenti, appiattamenti, ovvero traduzioni di lunga durata, rilevamenti di gravi incidenti stradali, redazione di atti di polizia giudiziaria ed in generale ove si manifestino contingenze operative impreviste e caratterizzate dalla necessita' e dall'urgenza; terminata tale irrisoria disponibilita', gli interessati sono tenuti, per regolamento, a recuperare le ore di servizio - necessariamente prestate - in eccedenza di tali limiti, cosi' determinando per la loro forzosa assenza, da un lato la necessita' per altri colleghi di effettuare prestazioni straordinarie, dall'altro - ove cio' non risulti possibile - inadempienze a danno del cittadino che, anche in situazioni di forte disagio, puo' trovarsi privo di un servizio che e' semplicemente fondamentale per uno Stato di diritto; un gran numero di appartenenti alle forze di polizia, normalmente e' costretto a rinunciare ai propri diritti, pur svolgendo molte ore di servizio non remunerate, causando un consistente illecito arricchimento statuale ed una irregolare situazione amministrativa, in palese contrasto con il principio costituzionale che vuole la retribuzione pari alla qualita' e quantita' di lavoro prestato; tale situazione ormai in atto da diversi anni, oltre a provocare contenzioso, e' motivo di demotivazione, disinteresse e depauperamento, tali da incidere sulla tenuta morale e disciplinare dei reparti; alcuni comparti ministeriali fruiscono di maggiori disponibilita' per il lavoro straordinario (come la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica, il ministero dei trasporti), senza peraltro trovarsi sotto-organico, come attualmente si verifica per tutte le forze di polizia, in un contesto che, per le varie emergenze riguardo l'immigrazione e la micro e macro criminalita', diviene sempre piu' impegnativo -: se e come intendano intervenire in proposito, considerato che: il decreto-legge n. 41, del febbraio 1995, convertito nella legge 22 marzo 1995, n. 85, ha stabilito che gli stanziamenti di risorse finanziarie per i ministeri, per il triennio 1995-1997, non possano essere aumentati in misura maggiore dell'1 per cento annuo; il tasso d'inflazione reale e' peraltro attualmente pari al 5,5 per cento circa annuo; il citato limite dell'1 per cento e' derogabile solo mediante disposizioni legislative. (4-00541)