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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00019 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960530

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della pubblica istruzione e dell'universita' e ricerca scientifica e tecnologica, per sapere - premesso che: i decreti interministeriali n. 173 e 174, pubblicati in data 8 maggio 1996 e relativi alla formazione delle classi e alla determinazione degli organici in ogni ordine e grado della scuola, comporteranno per la Sardegna, nell'annoscolastico 1996/1997, la perdita complessiva di 279 tra classi e sezioni (dalla scuola materna alle superiori) e di 239 posti in organico per i docenti; in particolare, secondo le tabelle allegate ai decreti interministeriali n. 173 e 174, nella scuola materna si perderanno 23 posti organico (con 5 classi in piu'); nella scuola elementare verranno soppressi 144 posti-organico e 14 classi, nella scuola secondaria di primo grado i tagli riguarderanno 230 posti-organico e 158 classi; nella scuola secondaria di secondo grado sono previste nuove assegnazioni per 203 posti-organico, ma si eliminano 112 classi. Infine, sempre nella scuola superiore, il personale di sostegno ha un incremento di 32 posti-organico, mentre il personale tecnico subisce una riduzione di 73 posti-organico; queste misure di razionalizzazione contraddicono, in maniera netta e totale, gli intendimenti dell'accordo di programma dell'11 maggio 1994, sottoscritto dal ministero della pubblica istruzione, dalla regione autonoma dellaSardegna, dai sindacati nazionali e dalle rappresentanze degli enti locali. Tale intesa, nell'ottica di un rilancio della politica scolastica nel contesto regionale, si proponeva di garantire il perseguimento dei seguenti obbiettivi: l'organizzazione di una rete scolastica adeguata alle caratteristiche territoriali e alla situazione sociale ed economica della Sardegna; la programmazione e l'avvio di interventi selettivi e mirati, allo scopo di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica; la definizione di un progetto comune tra ministero e regione, finalizzato all' aggiornamento degli insegnanti; la stesura di un piano per l'edilizia scolastica che garantisca il superamento di un deficit strutturale e il rispetto dei parametri ministeriali, nel quadro di un complessivo miglioramento dell'offerta formativa; gli effetti dei provvedimenti di razionalizzazione di cui ai decreti interministeriali in oggetto, produrrebbero conseguenze disastrose sul complesso del sistemascolastico regionale, in ordine alle condizioni culturali e sociali dell'istruzione pubblica. Si aggraverebbero le situazioni di degrado, spesso estremo, che pesano sulla qualita' e che limitano l'incisivita' dell'azione educativa e formativa; si estenderebbero quei fenomeni negativi, gia' riscontrati come fattori permanenti di arretratezza della realta' scolastica isolana, che si esprimono attraverso i bassi livelli di scolarizzazione, l'elevato tasso di evasione dall'obbligo, l'alto grado di dispersione scolastica; la sostanziale chiusura delle scuole e l'eliminazione di classi (attraverso i provvedimenti di soppressione, di fusione o di aggregazione dei plessi elementari, dei circoli didattici, delle scuole medie o degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado) colpiscono, in maniera prevalente e indiscriminata, le realta' delle istituzioni scolastiche appartenenti ai comuni minori, cioe' a quelle piccole comunita' locali che maggiormente soffrono per i fenomeni di marginalita' economica e di disagio sociale, di progressivo spopolamento e di decremento demografico, per l'assoluta carenza di una moderna rete viaria e di un adeguato sistema di trasporti pubblici, per la scarsa diffusione o l'inesistenza di servizi e di strutture di aggregazione socio-culturale -: se l'attuale proposta di razionalizzazione della rete scolastica in Sardegna non sia da riconsiderare, proprio nelle principali finalita' che ci si propone di perseguire attraverso il ridimensionamento del numero complessivo delle unita' scolastiche esistenti sul territorio. Appareinfatti evidente che l'efficacia e l'efficienza del servizio scolastico in Sardegna verrebbero radicalmente compromesse dalla applicazione delle norme e dei parametri previsti dai decreti interministeriali; se, nel merito, si intendano prendere in considerazione i rilievi e le obiezioni espresse dagli amministratori delle comunita' montane e dei comuni interessati ai piani di razionalizzazione, per le legittime richieste che essi avanzano nel senso della ineliminabile tutela del diritto all'istruzione, all'educazione e alla formazione degli studenti e delle popolazioni locali; se il ministero della pubblica istruzione non intenda procedere ad una programmazione di interventi che sia coerente con lo spirito e con gli intendimenti dell'accordo di programma, sottoscritto con la regione autonoma della Sardegna e interamente disatteso, e comunque in modo tale da evitare che la logica dei tagli alla spesa pubblica continui a sottrarre al sistema formativo le risorse indispensabili per l'adeguamento delle istanze scolastiche ai bisogni educativi e ai contesti sociali; se, a questo fine, il Ministro intenda promuovere un incontro tra Ministero, regione autonoma Sardegna e organizzazioni sindacali, in vista di un nuovo complessivo accordo che ridetermini dei parametri adeguati alle effettive condizioni del sistema scolastico della Sardegna. (2-00019)





 
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