Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00553 presentata da GIACCO LUIGI (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960530
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro e bilancio e programmazione economica, dell'interno e della sanita'. - Per sapere - premesso che: nella societa' e' ormai diffusa l'opinione che la maggior parte delle pensioni di invalidita' civile e delle indennita' di accompagnamento siano erogate a persone che non ne hanno diritto; le commissioni deputate alla verifica dell'invalidita' sottopongono a visite periodiche tutte le categorie di invalidi per accertare la veridicita' delle patologie e le relative quantizzazioni; le patologie legate a mutazioni genetiche, una volta accertate, con esami laboratoristici (mappa cromosomica) non sono suscettibili di miglioramento; la trisomia 21, altrimenti detta sindrome di Down, e' una malattia genetica che, oltre a imprimere dei caratteri somatici incontrovertibili, genera anche delle alterazioni psico-intellettive -: se e quali provvedimenti intendano intraprendere per evitare che periodicamente queste persone e i loro famigliari debbano subire l'umiliazione di dover descrivere la loro difficile situazione umana e relazionale. (4-00553)
Si risponde all'interrogazione indicata in oggetto, con la quale si chiede che vengano adottate iniziative intese ad evitare ripetute verifiche sanitarie in soggetti affetti da sindrome di Down. Al riguardo, con riferimento al carattere di periodicita' con il quale verrebbero condotti gli accertamenti di verifica, si precisa che tali controlli vengono effettuati a campione o sulla base di un sorteggio fra tutti i beneficiari di previdenze economiche. Tale verifica esclude che l'invalido venga sottoposto ad eventuali successivi controlli, se non a distanza di un congruo lasso di tempo. Va, comunque, precisato che la legislazione vigente nel determinare i parametri valutativi degli stati di invalidita', adottati con decreto del Ministro della Sanita' del 5 febbraio 1992, individua specificatamente la sindrome di Down nell'ambito di due distinte categorie, ovvero "Trisomia 21 con ritardo mentale grave" , cui corrisponde un valore fisso del 100 per cento di invalidita' (misura percentuale necessaria per conseguire il diritto a pensione) e "Trisomia 21" (valore fisso del 75 per cento, percentuale sufficiente per la concessione dell'assegno mensile). Con tale distinzione si e' voluto caratterizzare l'infermita' delineando due forme cliniche diverse, di cui una soltanto presenta l'aspetto di "ritardo mentale grave". Ne deriva, conseguentemente, che l'espressivita' clinica "trisomia 21" puo' risultare variabile ed il relativo danno anatomo-funzionale puo', talvolta, presumere anche possibilita' di recupero. Proprio in ragione della diversa manifestazione del danno derivante dall'anomalia in questione, gli Uffici competenti, pur riconoscendo la delicata situazione in cui versano i soggetti affetti da Trisomia 21 ed i loro familiari, non possono esimersi dall'includerli nel programma di verifiche sanitarie tese ad accertare la permanenza delle condizioni e la legittimita' del riconoscimento per fruire dei relativi benefici economici. Si assicura, comunque, la S.V. che nell'ambito delle verifiche previste dalle vigenti disposizioni saranno tenute nella dovuta considerazione le particolari esigenze evidenziate. Il Sottosegretario di Stato per il tesoro: Pennacchi