Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00601 presentata da BAMPO PAOLO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960530
Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: saltuariamente si verifica un anomalo invio di ragazzi del meridione d'Italia a prestare il servizio militare di leva presso caserme venete; cio' comporta, conseguentemente, anche l'invio di valligiani e montanari veneti in altri corpi: marina, aviazione, fanteria; tale anomalia stravolge ogni logica di buon senso, scontentando sia i militi del meridione d'Italia che quelli veneti, costretti a prestare servizio in ambiti diversi per cultura, tradizione e formazione rispetto alla propria origine e provenienza; la lontananza dai nuclei familiari origina insofferenza e scontentezza nei ragazzi, che vedono in questo "esilio" una inutile persecuzione, una noiosa perdita di tempo ed un'arcaica forma di umiliazione collettiva; consequenzialmente, si carica di ulteriori spese l'amministrazione militare, a causa del forzato e prolungato soggiorno nelle caserme durante i fine settimana, nonche' per i maggiori costi dei trasferimenti; gli ufficiali Alpini trovano oggettivo disagio ad operare con militari poco adatti a prestare servizio in condizioni che, per clima, ambiente e territorio, risultano inusuali e lontane dal loro vissuto pre-militare -: quali provvedimenti si vogliano adottare al fine di riportare su binari piu' logici e piu' consoni un'anomala scelta che, penalizzando ugualmente sia i ragazzi meridionali che quelli veneti causa a volte anche disservizio. (4-00601)
La prestazione del servizio di leva presso unita' o reparti aventi sede nel luogo piu' vicino al comune di residenza del militare in generale, come noto, incontra limiti oggettivi derivanti: dalle caratteristiche demografiche della popolazione italiana che costituiscono il variegato gettito regionale per quantita' e qualita' (disponibilita' quantitativamente maggiore al Sud); dalla distribuzione sul territorio nazionale dei Reparti, nonche' dalla loro particolare tipologia (Alpini, Carristi, Lagunari, Granatieri, Paracadutisti ecc.), che rende il fabbisogno di personale estremamente selezionato sul piano qualitativo (esigenza maggiore al Nord); dai vincoli operativi, quali la necessita' di effettuare per determinate specialita' (Paracadutisti, Granatieri, ecc.) un reclutamento a livello nazionale; dai vincoli di natura medico-legale nell'attribuzione dei vari incarichi nelle Forze armate (circa 400) per ricoprire ciascuno dei quali deve essere rispettato un profilo psico-fisico minimo che il giovane deve possedere; dai vincoli qualitativi costituiti da precedenti di studio o mestiere; dalla denatalita', piu' accentuata al Nord; dall'aumento del fenomeno dell'Obiezione di coscienza che insiste particolarmente al Nord e trova particolare consenso nei giovani che potrebbero risultare qualitativamente piu' utili alle Forze armate. In tale quadro, e nell'intento di armonizzare le esigenze (tuttora piu' accentuate a Nord-Est) con le disponibilita' (maggiori al Sud) e' stata realizzata una procedura automatizzata per minimizzare le distanze d'impiego dei giovani dalle rispettive residenze e nel contempo per evitare che il surplus di una regione sia destinato nelle regioni limitrofe dove una eventuale eccedenza di disponibilita' penalizzerebbe i giovani ivi residenti. Con riferimento in particolare ai giovani provenienti dal Veneto si e' registrata la seguente situazione per l'anno 1996 riguardante 14.425 giovani interessati al servizio militare di leva (12.070 nell'Esercito, 2.033 nell'Aeronautica e 322 nella Marina) che hanno avuto le seguenti destinazioni: 7.277 nello stesso Veneto (50 per cento); 5.080 in Friuli (35 per cento); 165 in Trentino (1 per cento); 104 in Lombardia (0,7 per cento); 2 in Piemonte; 1 in Valle d'Aosta; 96 in Liguria; 30 in Emilia; 750 in Toscana (Paracadutisti volontari); 11 in Sardegna; 71 nelle Marche; 62 in Umbria; 719 nel Lazio; 1 in Abruzzo; 10 in Campania; 40 in Puglia; 1 in Calabria; 5 in Sicilia. Dai dati sopra riportati si evince che un'altissima percentuale (86 per cento) dei giovani veneti e' destinata a prestare il servizio di leva nell'ambito della regione di provenienza o in regioni vicine certamente molto simili per cultura e tradizione. Risulta pertanto confermata la tendenza, ormai consolidata nel corso degli ultimi anni da parte dell'Amministrazione Difesa, di privilegiare l'impiego dei giovani di leva nei luoghi piu' prossimi a quelli di provenienza, cosi' come del resto e' stato stabilito dalla recente normativa in materia recata dalla legge 23 dicembre 1996, n. 662 "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica". Il Ministro della difesa: Andreatta.