Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00655 presentata da MASSIDDA PIERGIORGIO (FORZA ITALIA) in data 19960531

Al Ministro della pubblica istruzione e dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica. - Per sapere - premesso che: ogni anno il ministero della pubblica istruzione comunica ai provveditorati i parametri che definiscono il rapporto alunni/classe, relativi alla razionalizzazione della rete scolastica, provincia per provincia. In base al provvedimento, ciascun ufficio scolastico provinciale stabilisce il numero degli istituti funzionanti, delle classi e degli insegnanti per le scuole materna, elementare, media inferiore e media superiore; per il calcolo dei parametri, si prendono in considerazione diversi aspetti delle realta' territoriali: condizioni socio-economiche della popolazione, distanza fra i centri abitati e conformazione del territorio, pendolarismo, grado di funzionalita' dei trasporti pubblici urbani ed extraurbani, rete viaria, mortalita' scolastica, decremento demografico, diffusione di servizi culturali ed infrastrutture di aggregazione sociale; ogni provincia ha, per ogni ordine e grado di studi, un parametro maggiore per le realta' piu' ricche, minore per quelle maggiormente penalizzate (a parita' di studenti, ad esempio, un alto coefficiente determinera' un basso numero di classi e viceversa); questo sistema e' stato introdotto per razionalizzare in modo equo la rete scolastica, senza creare disagi e penalizzare quei territori dove servizi e infrastrutture sono inadeguati o del tutto inesistenti; l'11 maggio 1996, in base ai decreti-leggi 173 e 174 dell'8 maggio 1996, il ministero ha trasmesso ai provveditorati i dati relativi alla razionalizzazione della rete scolastica per l'anno 1996/1997; alle province della Sardegna sono stati applicati parametri eccessivamente svantaggiosi rispetto alle reali situazioni locali; in alcuni casi risultano addirittura superiori a quelli relativi ad altre province, come, ad esempio quella di Parma, sicuramente meno penalizzata rispetto alle realta' sarde, sia per condizioni socio-economiche, che per servizi ed infrastrutture funzionanti sul territorio; dal 1994 i rappresentanti del mondo della scuola lamentano un'errata stima dei parametri relativi alla Sardegna, dove, di fatto, la razionalizzazione della rete scolastica viene effettuata stimando gli standard qualitativi della regione superiori rispetto a quelli effettivi; questo stato di cose ha comportato, in alcuni comuni della Sardegna, la riduzione delle unita' didattiche (classi) funzionanti sul territorio, o di intere scuole in aree nelle quali, viceversa, sarebbe stato necessario salvaguardarle; la soppressione degli istituti di istruzione ha accentuato il fenomeno, gia' diffuso nella regione, del pendolarismo, ha cioe' costretto studenti, sin dagli 11 anni di eta', a fare uso quotidiano dei mezzi di trasporto pubblico per raggiungere le sedi scolastiche, dislocate spesso in comuni distanti da quelli di residenza e mal collegati; in Sardegna la rete viaria ed il sistema di trasporto collettivo, ferroviario e su gomma, sono insufficienti ad assicurare collegamenti rapidi, ed esistono realta' isolate ed in alcuni casi non contemplate dagli itinerari del servizio di trasporto pubblico; il provvedimento del ministero ha comportato, per migliaia di famiglie, un aumento dei costi per il mantenimento dei figli agli studi; i limiti di disagi citati impediscono di fatto ai cittadini sardi di assolvere alle normative in materia di obbligatorieta' dell'istruzione e di salvaguardare la formazione ed educazione dei minori; la Sardegna, assieme alla Campania ha il triste primato tra le regioni italiane della piu' alta percentuale di mortalita' scolastica, fenomeno in accentuazione negli ultimi anni; la soppressione di numerose unita' didattiche e scuole ha provocato in Sardegna notevoli disagi al personale docente e non docente della scuola pubblica; molti insegnanti, soprattutto i precari, dopo anni di pendolarismo ed incertezze contrattuali, non sono stati confermati nell'incarico, mentre per i docenti di ruolo, per il personale ausiliario, tecnico ed amministrativo, la chiusura delle scuole ha comportato il trasferimento in nuove sedi; l'11 maggio 1994, su sollecitazione dei rappresentanti di categoria, fu firmato a Cagliari dalle organizzazioni sindacali e dall'assessore regionale alla pubblica istruzione un accordo di programma sulla razionalizzazione della rete scolastica e sul sistema formativo in Sardegna, in base al quale la Regione Sarda si impegnava formalmente ad intervenire affinche' il ministero della pubblica istruzione adeguasse gli indici, proposti ai fini della determinazione del rapporto alunni/classe, alle reali situazioni della regione; a tutt'oggi la regione Sardegna ha disatteso quell'accordo e permangono inalterate le condizioni di disagio citate -: quali provvedimenti intenda adottare per evitare che la scuola pubblica in Sardegna continui a essere fortemente penalizzata, che paesi isolati e scarsamente collegati col resto dell'isola siano privati dell'unico luogo di formazione e istruzione dei giovani sardi; se non ritenga opportuno adeguare gli indici proposti ai fini della determinazione del rapporto alunni/classe alle reali condizioni delle province sarde. (4-00655)

Si fa riferimento alla interrogazione parlamentare citata in oggetto e si comunica quanto segue. Si premette che la situazione relativa ai provvedimenti di razionalizzazione della rete scolastica della Sardegna ha gia' costituito oggetto dei chiarimenti forniti alla Camera dei Deputati il 27.6.96, in sede di discussione di una interpellanza ed alla Commissione Cultura, sempre della Camera dei Deputati, nella seduta del giorno 9.7.96. Nel confermare sostanzialmente quanto in quella sede affermato e cioe' che le misure di ridimensionamento del numero delle istituzioni scolastiche, delle classi e degli organici del relativo personale si sono rese necessarie in attuazione di precise disposizioni legislative (legge n. 426 del 1988, n. 412 del 1991 e n. 549 del 1995), si desidera assicurare che, nell'applicazione di dette misure, sono state tenute nella dovuta considerazione le particolari condizioni socio-economiche delle varie fasce di utenza, le caratteristiche orografiche delle zone interessate, il grado di dispersione scolastica, la presenza di alunni portatori di handicap ed altri specifici elementi che hanno evitato, nei limiti del possibile, di arrecare eccessivo disagio alle locali comunita' scolastiche. Al momento, pertanto, la situazione e' la seguente: relativamente alla scuola materna, per il prossimo biennio, 1996-97 e 1997-98 rispetto al rapporto medio nazionale di 23,5 alunni per classe, e' stato previsto un organico che consentira' di formare classi con una media di circa 22 alunni con un indice, quindi, che risulta - in conformita' di quanto previsto nell'accordo di programma dell'11.5.94 intercorso tra il Ministero Pubblica Istruzione, la Regione Sarda ed i rappresentanti degli Enti locali dell'isola - inferiore di un punto percentuale rispetto alla media nazionale; relativamente alla scuola elementare, rispetto al dato nazionale di 17,5 e 17,6 alunni, si riscontra una media, per entrambi i citati bienni, di 16,9 alunni per classe, il che evidenzia, anche se in minore entita' rispetto alla scuola materna, in indice sensibilmente inferiore a quello globale; per quanto attiene alla scuola media, a fronte di un dato nazionale di 20,3 e 20,4 alunni, si registra un rapporto, rispettivamente, di 19,45 e 19,52 alunni nei prossimi due anni; infine per gli istituti superiori il rapporto alunni-classi si avvicina sostanzialmente a quello nazionale (21,82 e 21,87 rispetto a quelli complessivi determinati in 22,2 e 22,4), rapporti questi ultimi che risultano, peraltro, pressoche' invariati rispetto a quello vigente nel corrente anno scolastico (21,67) tenuto anche conto che tali istituti sono concentrati in centri urbani di maggiori dimensioni. Non va, comunque, sottaciuto, anche per i necessari riferimenti al menzionato accordo di programma, che in Sardegna, rispetto a quanto previsto dal decreto-legislativo 297 del 1994, gli istituti sottodimensionati per numero di classi ammontano a 63 scuole elementari, 76 scuole medie e 41 istituti superiori. Di questi, pero', sulla base delle tabelle, allegate al decreto interministeriale n. 236 del 18.6.96 sulla razionalizzazione della rete scolastica, la soppressione, nel prossimo biennio, e' limitata, in sede di previsione, a 14 direzioni didattiche, a 19 scuole medie e a 6 istituti superiori per complessive 39 istituzioni scolastiche, numero cioe' corrispondente al 22 delle scuole sottodimensionate. Si informa comunque che, a norma di quanto stabilito con l'articolo 12.1 del citato decreto interministeriale, la normativa concernente la determinazione del piano di razionalizzazione della rete scolastica per l'anno 1997/1998, sara' oggetto di aggiornamento e riesame, "da effettuare sulla base delle osservazioni delle Regioni e degli eventuali ulteriori elementi emersi" rispetto a quelli sin qui valutati. A tali ulteriori elementi sara' dedicata la massima attenzione nell'intento di assecondare, nel miglior modo possibile, le esigenze e le peculiarita' della popolazione scolastica della Sardegna. Il Ministro della pubblica istruzione: Berlinguer.



 
Cronologia
mercoledì 29 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Fondo monetario internazionale invita il Presidente del Consiglio Prodi a ridurre il deficit pubblico solo attraverso tagli alle spese. Il presidente del Consiglio rassicura il Fmi e nell'incontro con il cancelliere tedesco Helmut Kohl si impegna a garantire il rientro della lira nello Sme entro la fine dell'anno.

sabato 1° giugno
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma Luciano Lama, leader della Cgil e del Pci.