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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00630 presentata da BERSELLI FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960531

Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: il decreto-legge n. 240 del 3 maggio 1996 reca adeguamento ai canoni e contributi per l'esercizio di stazioni di radioamatori per ricetrasmissioni di debole potenza ed allo stesso sono stati sollevati rilievi, di tipo formale-sostanziale e di opportunita', sottolineati anche dalla IX Commissione permanente della Camera dei deputati; secondo la FIR - Federazione italiana ricetrasmissioni Citizen's band - clamorosi sarebbero i contrasti del suddetto decreto-legge con le leggi vigenti in materia, poiche' si avallerebbe l'obbligatorieta' di un contributo illegittimo a danno di milioni di cittadini; il decreto-legge n. 240 del 1996, al punto c) dell'articolo 1, fa un errato rinvio al primo comma dell'articolo 334 del decreto del Presidente della Repubblica n. 156 del 1973, il quale, contrariamente a quanto affermato, non fa alcun riferimento ne' al "contributo annuale" ne' a "obblighi di autorizzazione o concessione per l'uso di apparati ricetrasmittenti di debole potenza", non tenendo conto altresi' del fatto che i successivi commi del medesimo articolo 334, in ordine alle concessioni, sono stati dichiarati incostituzionali con sentenza n. 1030/88 della Suprema Corte e che nessun intervento legislativo postumo e' intervenuto per sancire l'obbligo delle autorizzazioni; il decreto-legge n. 240 del 1996 appare in palese contrasto con la normativa europea e con l'articolo 10, punti 1 e 2, della legge n. 848 del 4 agosto 1955, in quanto la sua conversione in legge determinerebbe di fatto la fine del volontariato di telecomunicazione di protezione civile, costringendo alla rinuncia oltre 8.000 operatori sparsi su tutto il territorio nazionale -: l'interrogante chiede se non si ravvisi l'opportunita' di non reiterare ulteriormente alla scadenza il decreto-legge n. 240 del 1996 per le ragioni sopra esposte. (4-00630)

Al riguardo si fa presente che il decreto-legge 3 maggio 1996, n. 240 si proponeva lo scopo di fissare una nuova e piu' rapida procedura per l'adeguamento dei canoni inerenti all'esercizio delle stazioni di radioamatore e degli apparati radioelettrici di debole potenza (CB) considerato che, allo stato, i canoni corrisposti sono fermi, nel primo caso, dal 1967 e, nel secondo caso, dal 1973. Successivamente, pero', e' stata abbandonata la strada della decretazione d'urgenza ed e' stato presentato, in sostituzione, un disegno di legge (A.C. 1881), attualmente all'esame del Parlamento. La concessione per l'impianto e per l'esercizio di stazioni di radioamatore e' disciplinata dagli articoli 330 e seguenti del codice p.t approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, e dal regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto 1966, n. 1214. Si rende, quindi, improcrastinabile l'adeguamento della attuale disciplina in materia per tener conto sia dei notevoli mutamenti derivanti dalla evoluzione tecnologica che della sentenza della Corte costituzionale n. 1030/1988, la quale ha dichiarato incostituzionali le norme del codice p.t. che assoggettano a concessione anziche' ad autorizzazione l'esercizio degli apparati radioelettrici di debole potenza. Con il citato disegno di legge si intende affidare ad un decreto interministeriale poste-tesoro il compito di determinare i canoni per gli utilizzatori della cosiddetta banda cittadina (CB) ed il contributo richiesto per l'esame di abilitazione all'esercizio dei servizi radioelettrici in qualita' di operatore, evitando le lungaggini imposte dalla vigente legislazione. Si potra' cosi' attuare il principio disposto dall'articolo 10, comma 2, della legge n. 537 del 1993, secondo cui i canoni devono essere adeguati alle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo. Si precisa infine che, laddove gruppi di volontariato operino nell'ambito di organismi che per lo svolgimento della loro attivita' siano abilitati all'uso di collegamenti in ponte radio (es. CRI), tali associazioni gia' godono di agevolazioni tariffarie (40 per cento di riduzione del canone) ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3 del d.m. 18 dicembre 1981 come modificato dal d.m. 24 giugno 1982. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Maccanico.



 
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