Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00640 presentata da SAIA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960531
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: si va diffondendo la notizia secondo cui sarebbe in atto un piano di razionalizzazione della rete nazionale degli uffici giudiziari, che prevede la soppressione di numerosi tribunali cosiddetti "minori"; in particolare, secondo detto piano, in Abruzzo, vi sarebbe il concreto rischio della soppressione dei tribunali di Vasto e Lanciano (CH) e di Sulmona e Avezzano (AQ); se cio' fosse vero e se detto piano venisse messo in atto, si infliggerebbe un duro colpo al sistema giudiziario nella regione Abruzzo, in quanto, come e' noto, intere vaste aree della suddetta regione si verrebbero a trovare prive di uffici giudiziari. Cio' sarebbe particolarmente dannoso se si tiene conto dell'importante ruolo che i suddetti tribunali svolgono e del fatto che solo in questi tribunali si riesce in qualche modo a rispondere alle esigenze di giustizia civile e penale delle popolazioni di quelle zone, anche perche', se non vi fossero questi tribunali si avrebbe un maggior ingorgo dei tribunali di Chieti, Pescara e L'Aquila, che gia' oggi non riescono a smaltire in modo tempestivo ed adeguato l'enorme carico di cause che dovrebbero svolgere e portare a sentenza; non secondaria e' la considerazione che l'Abruzzo trovasi collocato tra il sud e il nord del Paese, per cui e' quotidianamente sottoposto a rischio di invasione da parte della malavita organizzata e delle associazioni mafiose, che gia' oggi tentano, attraverso l'Abruzzo, di estendere le loro azioni criminose all'Italia centrale e settentrionale. In tale ottica va letta l'importanza dei tribunali di Lanciano e Vasto che devono contrastare l'invasione della malavita organizzata della Puglia e di parte della Campania, e dei tribunali di Sulmona e di Avezzano, che debbono svolgere un ruolo di lotta alle infiltrazioni malavitose che provengono, rispettivamente dalla Campania e dal Lazio, e piu' in particolare dalle aree metropolitane del napoletano, del casertano e di Roma; sul piano generale, la riforma del diritto e della giustizia, non puo' prescindere dalle necessita' di potenziare e non di smantellare, le sedi giudiziarie, e, segnatamente, i tribunali cosiddetti "minori" che sono quelli che, forse, con maggiore tempestivita' ed efficienza adempiono alla loro delicata funzione -: se sia vero che sarebbe in atto un piano di ristrutturazione degli uffici giudiziari che prevede la soppressione di molti tribunali minori; se sia vero che in questo piano sarebbe prevista la soppressione dei tribunali abruzzesi di Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona; se non si ritenga tale decisione dannosa per il complessivo funzionamento della giustizia in Italia; se non si ritenga che tale eventuale soppressione faciliterebbe la possibile espansione delle organizzazioni mafiose dal sud al centro-nord, passando per l'Abruzzo; se non si ritenga, invece, necessario mantenere in vita ed anzi potenziare tali tribunali in modo da poter meglio combattere la malavita organizzata, da poter rispondere alle esigenze di giustizia dei cittadini e da decongestionare i tribunali di Chieti, L'Aquila e Pescara. (4-00640)
In riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica quanto segue. Va anzitutto chiarito che sia l'eventuale soppressione sia l'eventuale istituzione di uffici giudiziari puo' avvenire soltanto nel quadro di una generale revisione delle circoscrizioni giudiziarie e quindi in un'ottica di sistematicita' ed organicita' che eviti prese di posizione estemporanee e non sufficientemente ponderate. Tanto piu' che l'intera problematica va vista in relazione anche a due importanti, innovative circostanze: la prima rappresentata dal disegno di legge delega per l'istituzione del giudice unico; la seconda dalle sentenze della Corte Costituzionale sulla incompatibilita'. Con l'importante riforma sul giudice unico si vuole conseguire l'unificazione funzionale degli uffici (procura circondariale e procura della Repubblica, pretura e tribunale) senza toccare il loro insediamento territoriale e strutturale e quindi senza determinare alcun apprezzabile mutamento dell'attuale geografia giudiziaria. L'attuazione del disegno consentira' di garantire ben piu' ampia flessibilita' all'organizzazione giudiziaria e soprattutto di ottenere l'accorpamento e quindi una migliore utilizzazione del personale, ivi compreso quello di magistratura. L'eventuale revisione delle circoscrizioni giudiziarie dovra' essere legata alla previa valutazione dei risultati che si accertera' essere stati raggiunti mediante la preminente riforma di cui si parla e ancora in corso di realizzazione normativa. Sotto il secondo aspetto richiamato, deve aggiungersi che il tema degli organici del personale di magistratura e soprattutto della loro ripartizione ha assunto particolare attualita' alla luce delle note pronunzie della Corte costituzionale in tema di incompatibilita'. E' evidente, infatti, che le proposte di intervento sinora formulate (rapporto del CENSIS; studio del C.S.M.; gruppo di studio nominato dal Ministro di Grazia e Giustizia per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie) e che concordano nel ritenere che, per giungere ad uffici che assicurino la migliore resa di giustizia, occorre puntare su dimensioni medie (uffici giudicanti con non meno di 20-25 giudici, ma anche 15 per situazioni particolari; uffici requirenti con non meno di 6-10 magistrati) dovranno tutte essere approfondite tenendo conto dei principi affermati dalla Corte e concretamente connesse alle varie situazioni processuali prospettabili. Puo' allora dirsi che i dati quantitativi non potranno rappresentare l'unico dato da valutare. Dovra' essere presa in esame anche una serie di altri elementi quali: i flussi di lavoro, valutati al fine di determinare un modello standard di produttivita' unitaria nel rapporto tra domanda di giustizia e numero complessivo dei magistrati disponibili e "non incompatibili"; l'estensione del territorio; le particolari esigenze del bacino di utenza del servizio giudiziario e la necessita' dell'azione di contrasto a grandi fenomeni di patologia sociale; l'ubicazione degli uffici in relazione alla loro distribuzione sul territorio; i collegamenti, l'orografia e gli insediamenti produttivi; l'esistenza di moderni ed attrezzati locali destinati al servizio giudiziario e di strutture carcerarie di rilevante consistenza. Nulla potra' essere fatto senza aver prima adeguatamente ponderato tutti i contributi informativi e valutativi che i soggetti istituzionali (in particolare gli enti locali, i consigli regionali, e le province autonome) nonche' le altre figure operanti nell'ambito giudiziario ed i singoli cittadini vorranno fornire. Ed e' naturale che in tale complessivo ambito saranno in futuro considerate anche tutte le esigenze segnalate in riferimento ai tribunali di Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona. Il Ministro di grazia e giustizia: Flick.