Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00658 presentata da DE GHISLANZONI CARDOLI GIACOMO (FORZA ITALIA) in data 19960531
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: e' stato redatto dal gruppo di studio per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie un documento nel quale, fra l'altro, e' prevista la soppressione del tribunale di Voghera e il conseguente suo accorpamento a quello di Pavia; lo stesso gruppo di studio ha dichiarato di non sua pertinenza "la verifica delle possibilita' di concreta attuazione degli interventi a livello locale; in fase di realizzazione e nelle sedi opportune, dunque, si dovra' verificare la presenza degli elementi di stato e delle condizioni tecnico-logistiche (prima fra tutte la reale disponibilita' di siti idonei per accogliere gli uffici) che possono consentire di dar luogo alle diverse azioni"; il tribunale di Voghera ha una circoscrizione territoriale molto vasta, pari a tutto l'Oltrepo' pavese, e pertanto la sua presenza e' determinante affinche' i cittadini possano far valere propri diritti senza dover percorrere lunghe distanze; l'amministrazione comunale di Voghera, con un considerevole sforzo economico, sta completando i lavori di ristrutturazione dell'antico palazzo in cui e' situato il tribunale, al fine di renderlo piu' funzionale al servizio per cui e' preposto; la struttura del tribunale di Pavia non e' attrezzata per sopportare la mole di lavoro, attualmente svolta dal tribunale di Voghera, che vi si riverserebbe -: se non ritenga opportuno intervenire affinche' venga modificato il piano di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, in particolare per quanto riguarda la provincia di Pavia, al fine di non penalizzare ulteriormente con la soppressione del tribunale di Voghera la popolazione di una zona, come l'Oltrepo' pavese, che sta attraversando un periodo di profonda crisi economica e sociale. (4-00658)
In riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica quanto segue. Va anzitutto chiarito che sia l'eventuale soppressione sia l'eventuale istituzione di uffici giudiziari puo' avvenire soltanto nel quadro di una generale revisione delle circoscrizioni giudiziarie e quindi in un'ottica di sistematicita' ed organicita' che eviti prese di posizione estemporanee e non sufficientemente ponderate. Tanto piu' che l'intera problematica va vista in relazione anche a due importanti, innovative circostanze: la prima rappresentata dal disegno di legge delega per l'istituzione del giudice unico; la seconda dalle sentenze della Corte Costituzionale sulla incompatibilita'. Con l'importante riforma sul giudice unico si vuole conseguire l'unificazione funzionale degli uffici (procura circondariale e procura della Repubblica, pretura e tribunale) senza toccare il loro insediamento territoriale e strutturale e quindi senza determinare alcun apprezzabile mutamento dell'attuale geografia giudiziaria. L'attuazione del disegno consentira' di garantire ben piu' ampia flessibilita' all'organizzazione giudiziaria e soprattutto di ottenere l'accorpamento e quindi una migliore utilizzazione del personale, ivi compreso quello di magistratura. L'eventuale revisione delle circoscrizioni giudiziarie dovra' essere legata alla previa valutazione dei risultati che si accertera' essere stati raggiunti mediante la preminente riforma di cui si parla e ancora in corso di realizzazione normativa. Sotto il secondo aspetto richiamato, deve aggiungersi che il tema degli organici del personale di magistratura e soprattutto della loro ripartizione ha assunto particolare attualita' alla luce delle note pronunzie della Corte costituzionale in tema di incompatibilita'. E' evidente, infatti, che le proposte di intervento sinora formulate (rapporto del CENSIS; studio del C.S.M.; gruppo di studio nominato dal Ministro di Grazia e Giustizia per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie) e che concordano nel ritenere che, per giungere ad uffici che assicurino la migliore resa di giustizia, occorre puntare su dimensioni medie (uffici giudicanti con non meno di 20-25 giudici, ma anche 15 per situazioni particolari; uffici requirenti con non meno di 6-10 magistrati) dovranno tutte essere approfondite tenendo conto dei principi affermati dalla Corte e concretamente connesse alle varie situazioni processuali prospettabili. Puo' allora dirsi che i dati quantitativi non potranno rappresentare l'unico dato da valutare. Dovra' essere presa in esame anche una serie di altri elementi quali: i flussi di lavoro, valutati al fine di determinare un modello standard di produttivita' unitaria nel rapporto tra domanda di giustizia e numero complessivo dei magistrati disponibili e "non incompatibili"; l'estensione del territorio; le particolari esigenze del bacino di utenza del servizio giudiziario e la necessita' dell'azione di contrasto a grandi fenomeni di patologia sociale; l'ubicazione degli uffici in relazione alla loro distribuzione sul territorio; i collegamenti, l'orografia e gli insediamenti produttivi; l'esistenza di moderni ed attrezzati locali destinati al servizio giudiziario e di strutture carcerarie di rilevante consistenza. Nulla potra' essere fatto senza aver prima adeguatamente ponderato tutti i contributi informativi e valutativi che i soggetti istituzionali (in particolare gli enti locali, i consigli regionali, e le province autonome) nonche' le altre figure operanti nell'ambito giudiziario ed i singoli cittadini vorranno fornire. Ed e' naturale che in tale complessivo ambito saranno in futuro considerate anche tutte le esigenze segnalate in riferimento al tribunale di Voghera. Il Ministro di grazia e giustizia: Flick.