Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00029 presentata da FRAGALA' VINCENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960605
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: l'onorevole Gianfranco Fini ha querelato l'onorevole Umberto Bossi per avere, quest'ultimo, nel corso di un comizio tenuto a Iesolo il 13 agosto 1995, apostrofato un gruppo di militanti di A.N. con la seguente espressione: "...fascisti, canaglie e, da sempre, in contiguita' con la mafia"; a seguito di pedissequa richiesta del pm, il giudice per le indagini preliminari di Venezia, dottoressa Giuliana Galasso, disponeva l'archiviazione del procedimento assumendo testualmente: a) "Nella Costituzione e' ancora vigente la disposizione che vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. E, non e' un mistero per nessuno, che A.N. sia l'erede naturale del MSI di diretta ispirazione fascista"; b) "Nemmeno e' un mistero che A.N. raccolga voti al Sud proprio nelle regioni, fino a non molti anni addietro, regno incontrastato di potenti organizzazioni criminali : ed e' anche noto che A.N. sia politicamente alleata con una forza politica, molti esponenti della quale non perdono occasione per muovere violenti attacchi ai pentiti ed ai processi contro la mafia e non alla mafia"; c) "L'affermazione, dunque, che A.N. sia contigua alla mafia, non e' sicuramente dimostrabile e dimostrata, nel senso in cui il termine e' inteso nelle aule giudiziarie, ma non e', come giudizio politico, sfornito di quel tanto che basta agli oppositori per trarne spunto nella loro campagna elettorale"; la descritta sentenza, lungi dall'essere fondata su argomentazioni giuridiche e su una corretta interpretazione delle norme penali poste a presidio della onorabilita' delle persone e dei movimenti politici, e', ad avviso degli interroganti, in palese disaffezione con la logica, il buon senso ed i criteri di valutazione della prova, tanto da apparire come un provvedimento abnorme, frutto di una forma patologica di pregiudizio politico, di ignoranza giuridica e storico-costituzionale -: se non ritengano che un provvedimento giurisdizionale di tal fatta non provochi vivo allarme e somma inquietudine, non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche nell'intera opinione pubblica, facendo sorgere il timore che le incredibili ed aberranti asserzioni della sentenza siano prodromiche di un tentativo di criminalizzazione di una grande forza popolare come Alleanza nazionale, votata da sei milioni di italiani, callidamente e subdolamente accusati dalla sentenza di gravissimi reati ed infami collusioni; se il Ministro Guardasigilli non ritenga di verificare se la motivazione adottata dalla dottoressa Galasso riproponga pedissequamente la richiesta di archiviazione avanzata dal Pm e, dopo il detto controllo, non ritenga di promuovere le piu' efficaci ed opportune iniziative a tutela della correttezza ed imparzialita' della giurisdizione, della certezza del diritto e della buona immagine dell'intera magistratura italiana; se il Ministro Guardasigilli non ritenga esercitare i poteri disciplinari ed investire della questione il CSM onde quest'ultimo possa pronunciarsi sull'inquietante vicenda citata in premessa. (2-00029)