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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00726 presentata da PAMPO FEDELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960605

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri degli affari esteri, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, del lavoro e della previdenza sociale e delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: con l'accordo euromediterraneo di associazione UE-Marocco, settore industriale, il Marocco ha accettato di eliminare, entro il 2008, le proprie tariffe doganali applicate all'importazione di prodotti industriali dell'Unione europea; i prodotti industriali di interesse nazionale che beneficeranno dell'accordo sono pneumatici, trattori, autovetture e veicoli con rimorchio e semirimorchio per trasporto merci; fra le societa' italiane operanti in Marocco va segnalata la presenza della Fiat auto, dell'Iveco e dell'Ansaldo; in particolare, la Fiat possiede una partecipazione azionaria del 20 in una consociata locale, la Somaca, che assembla vetture Fiat da turismo; nello scorso mese di giugno, la Fiat ha firmato una convenzione con il Governo del Marocco per la costruzione di oltre 20 mila Fiat Uno e di un imprecisato numero di auto del nuovo modello 178; la divisione trattori del gruppo Fiat e' presente in Marocco con una quota pari al 30 per cento del mercato; l'Iveco ha di recente firmato un accordo di fornitura con la societa' marocchina Atlas per l'esportazione di veicoli industriali; per contro, le concessioni agricole dell'intesa UE-Marocco hanno riguardato le arance, con la riduzione del prezzo di entrata da 369 a 275 Ecu/ton, per il periodo dicembre-maggio, nell'ambito di una quantita' totale di 300 mila tonnellate, per un quantitativo tariffario di 150.676 tonnellate, e i fiori recisi, con l'apertura di un contingente tariffario - a dazio zero - per un quantitativo iniziale di 3.600 tonnellate, che nel 1999 sara' portato a 5.000 tonnellate; ancora una volta il Governo italiano pare aver determinato un pesantissimo squilibrio fra industria meccanica ed agricola, a danno di quest'ultima; le concessioni agricole fatte al Marocco hanno messo - giustamente - in grande agitazione gli agricoltori del Mezzogiorno, ed in particolare quelli salentini -: se non intendano rivedere le linee di politica economica, creando un riequilibrio fra industria ed agricoltura; se non intendano rivedere l'accordo Italia-Marocco o, comunque, bloccare le convenzioni agricole con lo stesso paese africano, e nel contempo assumere forti iniziative per fermare gli investimenti in Marocco del gruppo Fiat; se non intendano riferire al Parlamento sulle misure urgenti da assumere a difesa della produzione agricola italiana e di quella salentina, che basa gran parte della sua economia agricola sulla produzione del pomodoro e dei fiori. (4-00726)

Si risponde per delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si premette che l'accordo Euromediterraneo di associazione con il Marocco, la cui conclusione e' intervenuta nel Consiglio Affari Generali del 10 e 11 novembre 1995, ha riguardato soprattutto i comparti industriali e del tessile. Per tale motivo la valutazione finale della congruita' di siffatti accordi, che costituiscono un unico pacchetto di piu' "volets" non ha riguardato la competenza di questo Dicastero. Tuttavia, in una visione globale del problema si deve considerare che, se sono rilevanti le concessioni agricole ottenute dal Marocco, parimenti importanti e anzi ancor piu' considerevoli sono le concessioni fatte dal Marocco all'Unione Europea nel settore industriale e tessile: infatti gli accordi euromediterranei di associazione, conformemente alle conclusioni della conferenza di Barcellona, preludono alla creazione di una grande zona euromediterranea di libero scambio e, in questo ambito, altri negoziati dovranno essere conclusi con i restanti Paesi del Mediterraneo, dopo quelli gia' stipulati con Marocco, Tunisia ed Israele. Per tale motivo non sembra opportuno assumere iniziative per bloccare gli investimenti in Marocco di gruppi industriali nazionali, in quanto cio' non sarebbe in sintonia con la citata politica euromediterranea lanciata dalla conferenza di Barcellona e ripresa, con la massima priorita', nel programma della Presidenza italiana dell'Unione Europea e, in specie, in quello relativo agli aspetti industriali. Comunque, per cio' che attiene al settore agricolo si deve evidenziare come il Ministero abbia segnalato, a suo tempo, la sensibilita' e la pericolosita' di talune concessioni agricole proponendo, fino alle fasi finali del negoziato, misure alternative a quelle proposte dall'esecutivo comunitario che, se fossero state approvate avrebbero comportato, fra l'altro, un prezzo di ingresso delle arance di misura piu' congrua agli interessi dei produttori italiani. Questo Ministero pur rispettando le esigenze di pianificazione in prospettiva della accennata apertura dei nuovi mercati, e' ben consapevole della sensibilita' del settore agricolo e di quello dei prodotti euromediterranei in particolare e pertanto intende affermare la specificita' dell'agricoltura al fine di rivendicare in seno al Consiglio Agricolo dell'Unione Europea un ruolo decisionale sulla materia degli accordi. A tal riguardo, in occasione del Consiglio informale Agricoltura del 5 maggio 1996 i nostri rappresentanti hanno fermamente ribadito, in sede di dibattito sul tema degli accordi commerciali nel settore, il ruolo decisionale che occorre riconoscere in sede di Consiglio di Agricoltura dell'Unione Europea. Si segnala, infine, che in occasione dell'adozione della riforma dell'OCM degli ortofrutticoli, intervenuta a Bruxelles il 24 luglio 1996, sono state assunte rilevanti decisioni a favore del settore del pomodoro e della floricoltura. Infatti per il primo e' stata aumentata del 5,7 per cento la quantita' di prodotto che puo' essere destinata alla trasformazione mentre per il secondo sono stati stanziati circa 30 miliardi di lire per la promozione del settore. Il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali: Pinto.



 
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