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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00690 presentata da COLA SERGIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960605

Ai Ministri degli affari esteri e del commercio con l'estero. - Per sapere - premesso che: la Francia esporta in Italia una notevole quantita' di prodotti agricoli trasformati che vengono commercializzati e venduti sul territorio nazionale senza che si siano mai poste logicamente in discussione le attestazioni e le certificazioni rilasciate dalle competenti autorita' francesi sulla genuinita' dei prodotti; di converso, l'Italia esporta in Francia solo un modesto quantitativo di tali prodotti; in ordine a questi ultimi le autorita' francesi competenti, specialmente negli ultimi anni, sottopongono i prodotti italiani ad una serie di controlli quasi sempre pretestuosi ed inutili; tali controlli hanno ad oggetto, il piu' delle volte (il che e' grave ed allarmante), l'attendibilita' delle attestazioni e delle certificazioni circa la conformita' alle norme di legge dei prodotti rilasciate dalle competenti autorita' amministrative italiane ed in particolare da quelle sanitarie; purtroppo non e' peregrino pensare che tali iniziative possano essere connesse all'esigenza di tutelare in modo surrettizio le industrie nazionali francesi, in forza di una deprecabile forma di protezionismo; addirittura in Francia non viene riconosciuto valore probatorio ai certificati di conformita' rilasciati sia dalle ASL che dal laboratorio chimico merceologico nazionale; tali controlli sono sfociati in denunzie da parte degli organi di vigilanza francesi alle autorita' giudiziarie locali -: quali iniziative intendano assumere, dopo una sollecita verifica, per porre fine alla inquietante situazione esistente e se, in particolare, non intendano contattare con la massima urgenza i competenti ministeri francesi per concordare al piu' presto un protocollo di intesa con il quale, a tutela non solo dei produttori, ma soprattutto della dignita' delle preposte autorita' amministrative italiane, si riconosca piena e totale validita' delle attestazioni e certificazioni da queste ultime rilasciate, evitando in tal modo che il contenuto delle stesse sia messo in discussione per ragioni speciose e di parte. (4-00690)

Risulta al Ministero degli Affari Esteri un unico caso di mancato riconoscimento delle attestazioni e certificazioni circa la conformita' alle norme di legge dei prodotti rilasciate dalle competenti Autorita' italiane. La Societa' Ambrosio di Napoli segnalava all'Ambasciata d'Italia in Parigi, con lettera del 21 luglio 1993, l'insorgere di alcuni problemi relativi alle proprie esportazioni in Francia di frutta candita. In particolare la Societa' Ambrosio lamentava che la Direzione Regionale della Concorrenza, dei Consumi e della Repressione Frodi di Marsiglia (dipendente dall'omonima Direzione Generale del Ministero dell'Economia) aveva contestato la conformita' dei "cubetti di melone" (sostenendo di trattarsi di rapa o di radici di tipo navone), denunciando il distributore/importatore presso il Tribunale di Avignone. La Societa' Ambrosio sosteneva ancora che le analisi sul prodotto effettuate nella USSL 33 di San Giuseppe Vesuviano e le certificazioni relative che attestavano la conformita' del prodotto non erano state prese in considerazione dalle Autorita' francesi, che effettuavano altre analisi sul prodotto il cui risultato era negativo per la Societa' italiana. L'Ambasciata' interessava in proposito il Consolato Generale d'Italia in Marsiglia, competente per territorio, che, secondo le istruzioni, indirizzava una lettera circostanziata al predetto Servizio Repressione Frodi di Marsiglia. Tale servizio non ha mai risposto ufficialmente; pertanto il Console Generale in Marsiglia indirizzava nel giugno del 1994 al Giudice Istruttore di Avignone, incaricato dell'inchiesta, una lettera per conoscere il seguito della questione, in particolare dopo le ulteriori analisi effettuatte da esperti francesi ed italiani (che avevano ancora una volta dato risultati contrastanti). Il Giudice rispondeva inviando a sua volta il risultato di una controperizia effettuata da un esperto incaricato del Tribunale, perizia negativa per il prodotto italiano. Di tutto quanto sopra veniva tenuto regolarmente informato l'importatore esclusivo dei prodotti Ambrosio, Sig. Jean Jacques Demare. Nel dicembre 1995, terminata l'istruttoria, il Giudice avvisava la Societa' Ambrosio che avrebbe rimesso gli atti al Procuratore della Repubblica per le decisioni di competenza sulla questione. L'Ambasciata d'Italia in Parigi ha anche interessato del problema il Ministero del Commercio Estero. Quest'ultimo, nella lettera di risposta, ha precisato che dall'esame degli atti ha rilevato che "sono state effettuate in laboratorio due perizie - di cui una in presenza dei rappresentanti della Societa' - e che entrambe si sono concluse con la constatazione di un inganno sulla qualita' dei prodotti in questione. Tale constatazione ha determinato il Servizio della Concorrenza, dei Consumi e della Repressione Frodi a rivolgersi al Tribunale di Avignone per l'istruzione del relativo dossier". L'Ambasciata d'Italia ed il patrocinante francese della Societa' Ambrosio, Avvocato Geiger, hanno ripetutamente sconsigliato, nella fase della procedura giudiziaria, qualsiasi intervento diretto dell'Autorita' diplomatica o consolare nei confronti della Procura della Repubblica di Avignone. In data 4 giugno 1996 il Tribunale di Avignone ha condannato la Societa' Ambrosio per frode. Il Ministero del Commercio con l'Estero ha prospettato al Ministero delle Risorse Agricole l'opportunita' di farsi promotore sia di un incontro tra i Servizi Repressioni e Frodi dei due Paesi per esaminare la specifica questione, sia di un'iniziativa diretta a definire in sede U.E. una normativa merceologica a livello comunitario che permetta alle nostre esportazioni verso la Francia di svolgersi in un chiaro quadro normativo di riferimento, onde evitare il ripetersi di situazioni come quella descritta. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Fassino.



 
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