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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00801 presentata da MERLO GIORGIO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960605

Al Ministro delle poste e telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: la sede Rai di Torino rischia il collasso se non si introduce una profonda inversione di tendenza rispetto alla politica inaugurata in quest'ultima stagione dai vertici dell'azienda; il ridimensionamento del centro di produzione di Torino - fiore all'occhiello di questa sede -, la carenza di attivita' produttiva, la crisi delle commesse, la scomparsa delle "dirette" e la massiccia riduzione alla sola dimensione informativa - seppur importante -, sono elementi tangibili di una progressiva, ma inarrestabile, sottovalutazione della sede Rai piemontese; il tutto non puo' essere giustificato dal potenziamento dell'asse Roma-Milano, che puo' rendere marginale il ruolo di Torino e del Piemonte. Non si tratta di una mera rivendicazione territoriale, ma, semmai, di evitare l'impoverimento crescente di un settore importante della storia della Rai; sulle prossime scelte dei vertici dell'azienda si gioca la stessa sopravvivenza della sede Rai del Piemonte, per non ridurla alla semplice promozione del territorio locale. Se non intervengono, dunque, scelte concrete nelle prossime settimane, un pezzo della storia della Rai potrebbe essere archiviato, contribuendo, altresi', all'impoverimento del nostro servizio pubblico; sarebbe necessario adottare una politica di incentivo al decentramento di funzioni nazionali nell'ambito di una cornice federalista e, infine, arrestare l'erosione di personale rafforzando, al contempo, attivita' di carattere nazionale a Torino -: per accertare se l'ulteriore degrado del centro di produzione RAI di Torino sia effettivamente rispondente ai criteri di efficienza e di economicita' cui deve ispirarsi l'azione della concessionaria, e, in caso negativo, quali conseguenti iniziative intenda assumere in proposito. (4-00801)

Al riguardo si ritiene anzitutto opportuno premettere che non rientra fra i poteri del Governo quello di sindacare l'operato della RAI per la parte riguardante la gestione aziendale. Tale materia rientra, infatti nelle competenze del consiglio di amministrazione della societa' e cio' esclude qualsiasi possibilita' di intervento governativo in quanto tale organo opera, ai sensi della legge 14 aprile 1975, n. 103, nel quadro delle direttive e dei criteri formulati dalla apposita Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Tuttavia, allo scopo di poter disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dalla S.V. On.le nell'atto parlamentare in esame, non si e' mancato di interessare la concessionaria la quale ha fatto presente che nell'ambito della politica perseguita di contenimento delle spese, non disgiunta da un rilancio produttivo dell'azienda, e' stato attuato un ridimensionamento degli organici di circa il 13 per cento. Tale azione ha portato, nel periodo 1^ gennaio 1994-31 maggio 1996, ad una riduzione dell'organico aziendale di 1.629 unita' (passando da 12.713 a 11.084 unita'), attuata prevalentemente attraverso l'esodo incentivato del personale, che ha riguardato in misura piu' consistente le aree amministrative e di staff, al fine di salvaguardare meglio i livelli di produzione. In linea con tale orientamento, la concessionaria RAI ha significato, per quanto concerne in particolare la situazione di Torino, che l'organico del centro di produzione radiotelevisivo e' passato da 424 a 414 unita', con una riduzione, quindi, di circa il 2 per cento, mentre l'organico della redazione regionale e' rimasto invariato con 68 unita'; le strutture tecniche, amministrative e di staff del capoluogo piemontese hanno subi'to un decremento del 14 per cento, mentre nella stessa sede e' stata concentrata l'attivita' concertistica di musica classica e sinfonica con conseguente aumento dell'organico dell'orchestra che e' salito da 71 a 137 elementi. La medesima concessionaria nel sottolineare che la contrazione dell'organico attuata a Torino e' nei limiti della media nazionale, ha precisato che il personale in servizio nella predetta sede ammonta a 1.300 unita' pari al 12 per cento del totale aziendale riguardante i dipendenti assunti a tempo indeterminato, mentre il rafforzamento dell'orchestra sinfonica va proprio nella direzione di affidare a tale centro di produzione qualificate attivita' di carattere nazionale. In proposito, tuttavia, la ripetuta RAI ha significato che presso il centro di produzione piemontese permangono, escluso il settore dell'informazione, difficolta' per una piena utilizzazione delle risorse, e cio e' dovuto al fatto che il suddetto centro e' distante dai luoghi nei quali abitualmente ed in prevalenza operano i personaggi del mondo artistico e politico. Nondimeno, ha proseguito la concessionaria, negli studi TV di Torino sono stati realizzati nella stagione appena conclusa sei dei sette episodi della serie "la parola ai giurati", fedele ricostruzione da atti processuali di celebri eventi giudiziari del dopoguerra a ieri (i casi Graziosi, Braibanti, Sutter, Bebawi, eccetera); alcuni spettacoli di prosa (tra i quali "Pazzo d'amore", "Anima nera" e "Pensaci Giacomino"); il programma per ragazzi "Disney Club"; la rubrica di zoologia e ambiente "Il mondo degli animali", condotta dal professor Giorgio Celli; alcuni programmi settimanali di Videosapere, tra i quali "Livingstone", "Faust" e "Robinson". Il centro di Torino e' stato impegnato, altresi', sul fronte delle riprese esterne, con la partecipazione alle trasmissioni del Festival di Sanremo e nella registrazione al Castello di Stupinigi, nell'intera edizione 1996 di "Giochi senza frontiere". Per la stagione 1996/97, ha aggiunto la RAI, va ricordata anche l'importante iniziativa di Piero Angela "Viaggio nel Cosmo", un programma in otto puntate tra scienza e fiction che occupera' il grande studio uno fino al prossimo febbraio, nonche' programmi per ragazzi, commedie e rubriche di Videosapere. La concessionaria ha inoltre comunicato che nel centro di Torino viene realizzata una quota importante dei programmi radiofonici, ed invero, nel primo semestre 1996, le ore di produzione sono state 14.206, con un andamento costante rispetto allo stesso periodo del 1995. Riguardo al centro ricerche la societa' concessionaria ha precisato che l'apprezzata struttura ha una collocazione largamente autonoma per la sua specificita', soprattutto nell'importante campo dell'innovazione tecnologica, rilevando che il predetto centro, tra l'altro, interagisce con le universita', le istituzioni scientifiche e l'industria (partecipazione a progetti europei finalizzati). Per quanto riguarda, infine, la SIPRA la ripetuta RAI ha dichiarato che non sussistono elementi che possano metterne in discussione l'insediamento a Torino. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Maccanico.



 
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