Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00747 presentata da ALEMANNO GIOVANNI (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960605
Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: la cassa ufficiali dell'Esercito e' un organismo dotato di personalita' giuridica e finalita' a carattere prettamente assistenziale e previdenziale, che si estrinsecano tra l'altro nel corrispondere agli ufficiali dell'Esercito un'indennita' di fine rapporto denominata "indennita' supplementare", e un assegno vitalizio non reversibile, denominato "assegno speciale"; alle predette funzioni provvedono due distinte gestioni della cassa ufficiali; da circa sei anni la gestione "indennita' supplementare" presenta un disavanzo di 25 miliardi, mentre la gestione dell'"assegno speciale" e' in attivo; va evidenziato che il fenomeno si e' manifestato con riferimento al solo sodalizio degli ufficiali dell'Esercito, mentre la cassa dei sottufficiali e degli ufficiali di marina e aeronautica sono in attivo; le cause del disavanzo gestionale non sono state ne' chiarite ne' illustrate dagli organi competenti, nonostante un'interpellanza parlamentare e vari interventi da parte del Cocer-Esercito, dell'UNUCI e dell'ANUPSA; dal 1990 a tutt'oggi agli ufficiali in ausiliaria non e' assicurata l'erogazione sia dell'indennita' supplementare sia dell'assegno speciale; il Governo ha tentato di rinviare il problema mediante l'emissione di decreti o addirittura di coprire il disavanzo con uno schema di decreto-legge tendente ad aumentare dell'1,5 per cento l'assegno speciale e fondere le gestioni, contrariamente al dettato della legge istitutiva. Si prospetta cosi' l'emissione di un decreto-legge per il recupero di 58 miliardi a spese degli ufficiali in servizio e a danno degli ufficiali in ausiliaria, che verrebbero liquidati una tantum con una somma pari a 3 milioni, a fronte di decine di milioni pro capite che attendono da anni; la legge 29 dicembre 1930, n. 1712, attualmente in vigore, appare ormai profondamente antiquata ed inidonea, essendo basata sui princi'pi dell'iscrizione d'ufficio, dell'obbligatorieta' della ritenuta, e non prevedendo la possibilita' di fare valere il diritto da parte degli iscritti di essere informati sull'andamento della gestione e quindi di esprimere le opportune osservazioni; solo consultando preventivamente le organizzazioni della categoria si puo' affrontare organicamente il problema, e trovare insieme le soluzioni definitive, senza pero' mettere in discussione i diritti acquisiti ne' far gravare sugli iscritti il peso del disavanzo accumulato -: come intenda fare chiarezza sulla situazione e sulle vere cause che hanno determinato il disavanzo della gestione "indennita' supplementare" della cassa ufficiali, partendo dai bilanci del 1970; se non pensi che sarebbe necessario che la gestione della cassa ufficiali venga congelata e commissariata al fine di individuare eventuali responsabili, e liquidare le somme dovute (agli iscritti in servizio ed in ausiliaria) in rapporto alla disponibilita' ed ai versamenti effettuati; se abbia considerato la possibilita' di indire un referendum tra tutti gli ufficiali in servizio, allo scopo di fornire indicazioni al Parlamento circa l'abrogazione e/o modifica totale della legge 29 dicembre 1930, n. 1712, o circa l'eventuale soppressione del sodalizio, per lasciare agli ufficiali la facolta' di impiegare le somme del proprio stipendio in totale liberta'; se non ritenga infine opportuno recedere subito dalla proposta di aumento dell'assegno speciale, che danneggia gravemente gli iscritti. (4-00747)
Il carattere strutturale del disavanzo gestionale dell'indennita' supplementare - proveniente in parte dal 1991 e in parte dal 1992 e derivante dallo squilibrio tra entrate e uscite - e' stato accertato dal Ministero del tesoro in sede di verifica amministrativa e gli ispettori del Dicastero non hanno ritenuto di dover attribuire responsabilita' ai Consigli di amministrazione pro-tempore, neppure a titolo di concausa. La trasparenza della gestione e' assicurata dal fatto che i bilanci della Cassa vengono pubblicati nel Giornale ufficiale della Difesa. Gli ufficiali vengono regolarmente informati saltuariamente con apposite circolari. In merito all'affermazione riportata nell'interrogazione, che dal 1990 non e' assicurata l'erogazione dell'indennita' supplementare e dell'assegno speciale, si rappresenta che nel giugno del 1996 le indennita' supplementari erano gia' state corrisposte agli ufficiali collocati in ausiliaria a tutto il 31 maggio 1991 e che sono in corso di pagamento le altre, a mano a mano che giungono a scadenza del termine dei quattro anni successivi alla data del collocamento in ausiliaria ai sensi del decreto ministeriale 29/10/1993. Come noto, la stessa Cassa, in base alla legge 9 maggio 1940, n. 371, eroga agli Ufficiali, con gestione separata, anche un "assegno speciale" vitalizio, non reversibile, al verificarsi della doppia condizione di esaurimento della posizione di ausiliaria e di compimento del 65^ anno di eta'. Questa gestione, in relazione all'accrescimento nel tempo del patrimonio ed agli investimenti effettuati, presenta una situazione finanziaria solida. In presenza di due gestioni facenti capo allo stesso Istituto, delle quali una passiva ed una attiva, si e' reso indifferibile un appropriato intervento riequilibratore. Pertanto, con decreto-legge 10 febbraio 1996, n. 54, recante "Disposizioni urgenti a favore della Cassa ufficiali Esercito", e successive reiterazioni, sono state emanate norme tendenti a sanare la situazione della Cassa stessa; il decreto in questione e' stato quindi convertito nella legge 8 agosto 1996, n. 416. Il provvedimento legislativo unifica le due previdenze dell'indennita' una tantum supplementare e dell'assegno vitalizio speciale nella gestione del "Fondo previdenziale integrativo" per gli ufficiali dell'Esercito, con fusione dei rispettivi assetti patrimoniali. Nel provvedimento e' previsto - come era inevitabile - l'aumento della contribuzione da parte degli ufficiali, per consentire la sanatoria del contenzioso in atto e per mantenere, e nel tempo incrementare, secondo le rendite derivanti dagli investimenti patrimoniali, l'attuale assegno vitalizio, cosi' da avvicinarlo, progressivamente, a quella forma di previdenza parallela ed integrativa di cui oggi fortemente si manifesta l'esigenza in ogni settore della Pubblica Amministrazione. Il Ministro della difesa: Andreatta.