Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00700 presentata da PAMPO FEDELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960605

Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: il presidente dell'Ente poste italiane ha espresso l'orientamento, nel corso di un convegno sulle privatizzazioni, di abolire il monopolio legale su lettere e corrispondenza; in precedenza, nonostante forti opposizioni, l'Amministrazione poste e telecomunicazioni affido' a ditte private (Send Italia) la consegna di espressi e telegrammi, ottenendo effetti disastrosi; viste le precedenti esperienze, non sembra assolutamente consigliabile l'attuazione di una nuova privatizzazione-: quali iniziative intenda adottare affinche' la paventata privatizzazione dei servizi postali non venga messa in atto; quali siano gli indirizzi del Governo relativamente al problema. (4-00700)

Al riguardo si fa presente che l'ente Poste Italiane costituito con decreto-legge 1^ dicembre 1993, n. 487 convertito dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71 - ha posto in essere varie iniziative di riordino del settore postale con il duplice fine di migliorare l'efficienza dei servizi e di realizzare il risanamento economico-finanziario, azione, quest'ultima, propedeutica alla trasformazione in societa' per azioni. In ottemperanza a quanto stabilito dall'articolo 2, comma 23, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, l'ente Poste Italiane ha presentato un "piano di impresa" per gli anni 1997-1999 nel quale vengono prefigurate le alternative possibili per raggiungere l'obiettivo indicato dalla stessa legge, che e' quello di arrivare alla trasformazione dell'ente medesimo in societa' per azioni entro il 1997. Tale piano pone come presupposto per il raggiungimento degli obiettivi la netta separazione tra i contenuti imprenditoriali dell'attivita' postale e i contenuti sociali propri del servizio pubblico come, del resto, e' previsto dalla citata legge n. 662/1996. Tale norma, infatti, ha inciso sulle componenti di ricavo e di costo dell'ente, accentuando la separazione tra funzioni imprenditoriali e sociali e disponendo che il riassetto dell'azienda deve portare l'ente a raggiungere risultati che siano in linea con gli standard europei in tema di qualita' e di caratteristiche dei servizi prestati, di produttivita', di costi unitari di produzione, di equilibrio economico, in modo da eliminare qualsiasi aggravio per il bilancio dello Stato; in proposito, invero, e' stata stabilita la soppressione di tutti i trasferimenti dello Stato all'ente il che, se da un lato comporta un aggravio per il bilancio dell'azienda, dall'altro serve a rendere evidente come l'ente debba essere considerato un soggetto industriale con piena autonomia tariffaria per i servizi non riservati, ovvero per quei servizi prestati dall'ente Poste come un privato imprenditore. Come rilevato, infatti, dal presidente dell'ente in sede parlamentare ... "le Poste Italiane sono oggi un'impresa chiamata a coniugare gli scopi sociali legati allo svolgimento del servizio universale agli scopi economici propri di una organizzazione imprenditoriale che necessita di operare sul mercato in condizioni di concorrenzialita' rispetto agli altri gestori del settore". Il Governo da parte sua non manca di svolgere la propria azione di vigilanza e di indirizzo, effettuando continue verifiche sui risultati raggiunti rispetto agli impegni sottoscritti dall'ente con il contratto di programma e garantendo l'assunzione da parte della collettivita' dell'onere legato allo svolgimento del servizio universale. Il Ministro delle comunicazioni: Antonio Maccanico.



 
Cronologia
sabato 1° giugno
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma Luciano Lama, leader della Cgil e del Pci.

giovedì 20 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi presenta una manovra da 16 mila miliardi, che prevede 11 mila miliardi di tagli alla spesa pubblica.