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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00795 presentata da PAMPO FEDELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960605

Ai Ministri del tesoro, del bilancio e programmazione economica, di grazia e giustizia e del lavoro e previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: il CIPE, in data 28 maggio 1987, delibero' di approvare il contratto di programma tra il gruppo Fiat, rappresentato dalla societa' Elasis, ed il ministero per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, per un investimento pari a 35,7 miliardi a favore del centro ricerche affidabilita' veicoli da realizzarsi nell'area dell'esistente pista Sasn, ubicata in localita' Boncore nel territorio di Nardo'-Porto Cesareo, in provincia di Lecce; l'esigenza del suddetto contratto fu rappresentata dal gruppo Fiat e, da quanto si apprese, doveva servire ad ottenere una nuova impostazione dell'assetto organizzativo del centro, per adeguarlo alle mutate esigenze di sviluppo di nuove tecnologie, con particolare riguardo alle metodologie di sperimentazione al banco che consentono di ridurre l'intervallo tra la concezione di un nuovo modello e la sua produzione industriale; si trattava di realizzare, in alternativa al "grande anello" della pista di Nardo', costruita con denaro pubblico, alcune mini-piste e impiegare 38 nuovi addetti; il progetto predisposto dal gruppo Fiat, che sicuramente avra' tenuto conto della salvaguardia ambientale, fu approvato dalla commissione edilizia di Nardo', per la parte di propria competenza; gli ambientalisti, allarmati per la distruzione della macchia mediterranea, presentarono ricorso contro il suddetto progetto, e cio' determino' l'intervento della magistratura e la conseguente sospensione, ancora in atto; nel 1991 la Fiat, in previsione della realizzazione delle nuove mini-piste e ricorrendo alla formazione professionale, procedette all'assunzione di 24 collaudatori, tuttora in servizio; nel luglio del 1994, scaduto il termine previsto per la concessione, la Fiat, per non perdere il pubblico investimento, rilevata anche la perdurante sospensione dei lavori inerenti alla realizzazione del centro ricerche affidabilita' veicoli di Nardo', chiese il trasferimento del suddetto investimento al centro di Pomigliano d'Arco -: le ragioni della magistratura a non pronunciarsi in merito; se, all'atto della costruzione della pista, che ha sottratto oltre 100 ettari di terreno all'agricoltura, si sia tenuto conto di quanto denunciato successivamente dagli ambientalisti e chi abbia redatto la relazione sulla salvaguardia dell'ambiente in cui si andava operando; se la commissione edilizia di Nardo' ed il Sindaco pro-tempore, concedendo l'approvazione del progetto del gruppo Fiat, abbiano tenuto conto dell'esigenza ambientale da salvaguardare; se il Governo sia a conoscenza di quali siano state le motivazioni degli ambientalisti e se risulti al Governo se siano state avviate in proposito indagini da parte della magistratura; se sia legittimo il trasferimento di capitali pubblici, sancito con deliberazione del CIPE del 28 giugno 1995, nel solo interesse del gruppo Fiat e a danno dell'economia e dell'occupazione salentina; se siano state attivate tutte le opportune iniziative per sbloccare la situazione venutasi a creare a seguito del blocco del progetto integrativo; quali assicurazioni siano state date dalla Fiat per l'utilizzazione - in futuro - della pista di Nardo' e per la conservazione dei posti di lavoro attualmente in essere; quali certezze siano state fornite dallo stesso gruppo, affinche' il denaro pubblico precedentemente utilizzato per la costruzione della pista di Nardo', rimanga un investimento finalizzato allo sviluppo dell'economia salentina ed alla crescita dell'occupazione; e se, infine, non si ritenga di sospendere il trasferimento dei suddetti fondi in attesa dei relativi chiarimenti alle domande formulate ed anche dell'azione che si vorranno attivare per eliminare gli impedimenti che non favoriscono l'investimento pubblico in terra salentina. (4-00795)

L'interrogazione in esame pone una serie di quesiti in merito all'iniziativa compresa nel piano progettuale nel Contratto di Programma FIAT 1, sottoscritto in data 28 maggio 1987, concernente la realizzazione, nel territorio dei comuni di Nardo' e Portocesareo (Le), di un Centro di ricerche sull'affidabilita' veicoli, ed al successivo trasferimento dell'investimento a Pomigliano d'Arco, autorizzato dal CIPE con delibera del 28 giugno 1995. Al riguardo si fa presente quanto segue. Va chiarito, anzitutto, che come riferito dal Procuratore della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Lecce, nessun ricorso e' pervenuto a quell'Ufficio da parte degli ambientalisti in ordine ai fatti di cui trattasi. Si desidera, invece, sottolineare che la ragione che ha indotto la FIAT a trasferire il programma di investimenti da Nardo' a Pomigliano d'Arco non e' solo da attribuire, come sembra apparire da quanto esposto nelle premesse della presente interrogazione, alla sospensione dei lavori in attesa del pronunciamento della Procura della Repubblica di Lecce ed alla scadenza delle concessioni edilizie nel frattempo intervenuta, ma ad una evoluzione di carattere tecnico-industriale che ha coinvolto tutta l'industria automobilistica. Piu' precisamente, l'originaria idea realizzativa dell'investimento di Nardo' - che prevedeva la costruzione di un complesso di piste prova e l'istallazione di strumentazioni tali da permettere una vasta gamma di situazioni sperimentali degli autoveicoli, non ottenibili con la preesistente pista dell'ex Sasm - costituiva un'unita' in stretto collegamento sinergico con il costituendo centro di Pomigliano d'Arco, dotato, invece, di sofisticati laboratori di sperimentazione al banco delle vetture e dei relativi sottosistemi. L'evoluzione tecnologica e le mutate condizioni di mercato hanno reso indispensabile ridurre l'intervallo tra la concezione di un nuovo modello di vettura e la sua produzione industriale; cio' ha comportato la necessita' di potenziare lo sviluppo di metodologie di prova al banco, rappresentative dell'uso su strada, rendendo di fatto in buona parte obsolete le tradizionali prove su strada, in particolare quelle da svolgere in condizioni estreme che renderebbero rischiosa la sicurezza dei collaudatori. Questa nuova esigenza industriale ha indotto la FIAT a rivedere i programmi di investimento, proponendo il trasferimento degli investimenti al Centro di Pomigliano d'Arco. Si sottolinea che tale soluzione ha consentito di ampliare i livelli occupazionali previsti nell'area del Mezzogiorno dal Piano Progettuale FIAT. Va ricordato poi che i lavori del progetto FIAT sono stati avviati nel febbraio 1992 sulla base delle concessioni rilasciate dai comuni di Nardo' e di Porto Cesareo, rispettivamente in data 22/7/1991 e 1/8/1991, per un'area che risultava gia' occupata dalla preesistente pista prove della ex Sasm. D'altra parte non e' mai pervenuta allo scrivente Ministero alcuna comunicazione in ordine alle motivazioni degli ambientalisti. La FIAT ha piuttosto comunicato che, dopo l'avvio del Centro di Nardo', fu fatto un sopralluogo da parte dell'Arma dei Carabinieri nel cantiere per conto della Procura della Repubblica di Lecce teso a verificare la situazione di lavori realizzati; tale intervento non ha avuto alcun seguito. In merito all'impegno di pubblico danaro per la realizzazione delle iniziative, va tenuto presente che il CIPE ha riconosciuto agevolabile il nuovo piano di spesa presentato dalla FIAT per il potenziamento del Centro di Pomigliano d'Arco, con il trasferimento degli investimenti originariamente previsti a Nardo', in quanto coerente con le finalita' del Contratto di Programma a suo tempo approvato, che concretamente si e' tradotto in un incremento dell'occupazione ed in un consistente risparmio di oneri a carico dell'Erario (contributi in conto capitale e contributi in conto interessi). In ogni caso la FIAT non ha mai dismesso l'utilizzo dell'esistente pista prove di Nardo' ed ha continuato l'utilizzo della stessa in forma sinergica con il Centro di Pomigliano d'Arco - la cui realizzazione e' in fase d'ultimazione - mantenendo in servizio la forza di lavoro a suo tempo assunta. Conclusivamente, come gia' esposto, il CIPE ha ritenuto le varianti progettuali in argomento coerenti con le finalita' del Contratto di Programma MISM/FIAT a suo tempo approvato e pertanto non si riscontrano i presupposti per la sospensione delle decisioni prese, di cui si riafferma la validita' sotto il profilo sia economico-finanziario, che occupazionale. Il Sottosegretario di Stato per il bilancio e la programmazione economica: Giorgio Macciotta.



 
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