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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00759 presentata da RODEGHIERO FLAVIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960605

Ai Ministri dell'ambiente e della sanita'. - Per sapere - premesso che: nel Veneto esiste una grande concentrazione di aziende che praticano la decoibentazione, e fra queste rivestono particolare importanza quelle nell'area di Cittadella, nelle quali da oltre un trentennio viene manipolato l'amianto; andando a scavare tra gli infiniti usi di questa fibra si scopre che anche le tubazioni degli acquedotti in buona parte d'Italia sono fatti in cemento-amianto. Sempre nel Cittadellese, nel territorio di competenza del consorzio Alta Servizi, che gestisce 400 chilometri di condotte dell'acquedotto in diversi comuni, ben 165 chilometri sono costruite in cemento-amianto, anche se dal 1988 le nuove condutture installate sono in ghisa; gli studi scientifici hanno ampiamente dimostrato la nocivita' dell'amianto per la salute pubblica e che anche brevi esposizioni a tale sostanza possono causare tumori all'apparato respiratorio; per quanto riguarda il rilascio delle fibre di amianto nell'acqua non esistono studi approfonditi ne' leggi nazionali che pongono dei limiti; allo stato attuale delle cose, queste tubature potrebbero produrre quindi un inquinamento idrico di fibre d'amianto tale da mettere a rischio la popolazione residente -: quali iniziative intendano adottare in ordine a quanto sopra segnalato per tutelare l'ambiente e la salute delle popolazioni interessate. (4-00759)

Con riferimento all'interrogazione parlamentare in oggetto concernente i rischi derivanti dall'utilizzo di tubature in cemento amianto presenti in particolare nella regione Veneto area Cittadella (Pd), si comunica che l'Azienda Speciale Alta Servizi di Cittadella ha confermato che fino al 1987, le condotte idriche dell'acquedotto sono state costruite in cemento amianto. Dopo tale data, nonostante la circolare del Ministero della Sanita' n. 42 dell'1.7.1986 autorizzasse l'uso delle condotte in cemento amianto per le acque con indice di aggressivita' maggiore o uguale a 12, il loro impiego e' stato abbandonato e nei successivi lavori sono sempre state utilizzate condotte in ghisa sferoidale. Attualmente il Consorzio Alta Servizi e' convenzionato con il centro studi di potabilizzazione dell'Istituto di Chimica Industriale dell'Universita' di Padova il quale conduce periodicamente analisi mediante microscopia elettronica a scansione su tutta la rete idrica provinciale. Il dipartimento di Prevenzione dell'Unita' Sanitaria Locale n. 15 di Cittadella, interessata dalla Prefettura di Padova, ha trasmesso una relazione del Prof. Navazio, Direttore dell'Istituto di Chimica Industriale, dalla quale risulta che la modesta presenza o addirittura l'assenza di fibre rilevata nelle condotte in cemento amianto e' da attribuire sia alla modesta aggressivita' dell'acqua, sia al fatto che tutte le reti di distribuzione risultano coperte al loro interno da consistenti depositi calcarei che esercitano una forte azione protettiva contro l'azione corrosiva ed abrasiva dell'acqua. Inoltre il Dipartimento di Prevenzione della USL di Cittadella ha segnalato che la variazione del contenuto di fibre asbestiformi determinato fra i punti di immissione ed i terminali sia pressoche' irrilevante e comunque compresa nell'intervallo di errore sperimentale del metodo impiegato. Si rappresenta che tale problema e' stato ampiamente discusso dalla Commissione interministeriale Amianto istituita ai sensi della L. 257/92. Tale Commissione ha prodotto un documento tecnico che facendo riferimento all'attuale normativa sull'amianto, detta criteri per la manutenzione e gestione delle condutture. Tale documento e' stato recepito nel decreto del Ministro della Sanita' del 14.5.1996 (Supplemento ordinario della GU 251 del 25.10.96) recante, fra l'altro, "criteri per la manutenzione e l'uso di tubazioni e cassoni in cemento amianto, destinati al trasporto e/o al deposito di acqua potabile. In tale documento viene infatti sottolineato come il reale rischio sia legato all'eventuale esposizione all'amianto dei lavoratori addetti agli interventi di manutenzione e/o sostituzione delle condutture. Per quanto piu' specificamente riguarda, il rilascio di fibre di amianto nell'acqua, e' orientamento ufficiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', che nel proprio documento del 1994 Direttive di qualita' per l'acqua potabile afferma: "... non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa sulla salute; non e' stato ritenuto utile, pertanto, stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell'acqua potabile". Tuttavia la contaminazione delle acque con amianto potrebbe anche essere causa dell'aumento di concentrazione di fibre disperse nell'aria, con un rischio legato alla concentrazione di fibre. Il rilascio di fibre da tuba'zioni in cemento amianto dipende dalla solubilizzazione della matrice cementizia ed e' legato alla aggressivita' dell'acqua trasportata: nella circolare del ministero della sanita' n. 42 dell'1.8.86, G.U. n. 157 del 9.7.86 e' suggerito un indice di aggressivita' dell'acqua da usare come riferimento per la individuazione delle situazioni in cui potrebbe aversi rilascio di fibre delle tubazioni in cemento amianto. E' necessario valutare lo stato di conservazione delle tubazioni in cemento amianto per decidere la opportunita' della loro sostituzione; le competenti amministrazioni dovranno programmare la progressiva e sistematica eliminazione delle tubazioni anche in relazione agli interventi di manutenzione e di sostituzione da effettuare. Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente: Calzolaio.



 
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