Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00716 presentata da SCALIA MASSIMO (MISTO) in data 19960605
Ai Ministri dell'ambiente e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: la grotta dei Val de' Varri, nel comune di Pescorocchiano (Rieti) e' uno dei principali inghiottitoi dei monti carseolani; essa si inserisce in un'area ricca di fenomeni carsici e drena le acque dell'omonima valle, pregevole esempio di valle chiusa di origine tettonica, lunga 12 chilometri e tra le piu' importanti d'Italia; la grotta, esplorata sin dal 1929, presenta uno sviluppo planimetrico sotterraneo di circa 1.800 metri, percorso quasi per intero da un corso d'acqua: la cavita', di grande interesse speleologico-esplorativo, non presenta invece alcuna attrattiva prettamente turistica (sono praticamente assenti le stalagmiti e le stalattiti, mentre il pavimento e' viscido e franoso); la grotta e' di particolare pregio ambientale (ricade in area sottoposta a vincolo idrogeologico e individuata dalla regione Lazio come di particolare interesse vegetazionale), al quale si deve aggiungere un notevole interesse faunistico (si riproducono e svernano nella grotta diverse specie di pipistrelli protette dalla convenzione di Berna e da due direttive CEE gia' recepite dalla legislazione italiana) e archeologico (all'interno del grottone iniziale sono state rinvenute tracce di focolari rituali del neolitico e resti di ceramiche dell'eta' del bronzo); Val de' Varri e' inoltre inserita nella carta regionale dei biotopi del programma di ricerca territoriale sulle aree da proteggere curato dal CNR e dal Ministero dei lavori pubblici, nonche' nel piano regionale dei parchi e delle riserve naturali approvato dalla giunta della regione Lazio; la VII comunita' montana del Lazio Salto-Cicolano ha avviato un progetto di valorizzazione turistica - in attesa di approvazione di variante da parte della regione Lazio - che prevede, sia all'interno che all'esterno della grotta, interventi altamente distruttivi con la realizzazione di un grande parcheggio a pochi metri dal corso d'acqua e lo scavo di gallerie artificiali per il percorso turistico ipogeo; la relazione geologica e' stata presentata solo a lavori iniziati ed e' assente qualsiasi studio sui possibili fenomeni di piena ed esondativi che interessano regolarmente la grotta; le opere in progetto, per le quali e' previsto uno stanziamento di 1.872.309.528 lire, rischiano di stravolgere completamente la fisionomia dell'area e la morfologia della cavita', e cio' nonostante l'autorizzazione concessa dall'assessorato all'urbanistica della regione Lazio abbia posto il 4 marzo 1991 come condizione che gli interventi interni alla grotta siano eseguiti "nel rispetto integrale dell'assetto geologico, morfologico e del regime idrico interno alla cavita'"; lo scavo di gallerie artificiali e il previsto impianto fisso di illuminazione determineranno una variazione dei parametri microclimatici interni dannosa all'ecosistema e alla fauna della grotta, particolarmente ricca, e renderanno piu' rapido il deterioramento della cavita' con la proliferazione di muffe; la VII comunita' montana del Lazio e il direttore dei lavori, non hanno voluto prendere in considerazione le indicazioni avanzate dalla federazione speleologica del Lazio, che invitava a evitare nel modo piu' assoluto lo scavo di gallerie, la realizzazione di opere fisse e l'installazione di impianti di illuminazione artificiale, suggerendo una attrezzatura leggera che invitasse ad un escursionismo speleologico; gli speleologi proponevano inoltre lo spostamento dell'area parcheggio e della biglietteria all'interno degli abitati circostanti, affidando al tempo stesso il collegamento della grotta con il previsto museo e gli itinerari didattici ad un servizio di minibus -: se siano a conoscenza dei fatti esposti; quali provvedimenti urgenti intendano adottare per la tutela e la salvaguardia della grotta di Val de' Varri; se il ministro dell'ambiente non ritenga urgente intervenire ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge n. 349 del 1986 per inibire la continuazione dei lavori e chiedere il ripristino dello stato dei luoghi precedente all'intervento. (4-00716)