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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00732 presentata da LO PORTO GUIDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960605

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri del tesoro e del bilancio e della programmazione economica e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: in relazione alla nota crisi che ha colpito la Sicilcassa S.p.a., gia' Cassa centrale V.E., fondata nel 1861, secondo istituto di credito siciliano con 3.800 dipendenti, 245 sportelli, con radicata presenza su tutto il territorio della regione e con rappresentanze a Roma, Milano, New York, si cita che, nel mese di luglio 1995, di concerto fra regione, fondazione della banca e Banca d'Italia, si provvedeva al rinnovo del consiglio di amministrazione della Sicilcassa S.p.a., al cui vertice veniva nominato, nel mese di agosto 1995, su indicazione della Banca d'Italia, il dottor Antonio Cassella, ex amministratore della BNA; nel novembre successivo, veniva nominato il direttore generale, uomo vicino alla Banca d'Italia, e, al contempo, l'istituto di vigilanza provvedeva ad inviare 18 ispettori, i quali, in palese contrasto con l'ispezione degli anni 1992/1993 (alcuni di loro erano i medesimi nelle due circostanze), evidenziavano, in un serrato crescendo, perdite ingenti e tali da mettere a rischio il capitale; durante gli otto mesi di ordinarie sedute del consiglio della Sicilcassa S.p.a., come da dichiarazioni rese al quotidiano La Sicilia di Catania in data 12 marzo 1996 dall'ex consigliere Barcellona, venivano vanificati, da parte del presidente, tutti gli sforzi dell'organo amministrativo volti all'individuazione di studiate strategie di ristrutturazione della banca, di riorganizzazione del personale, nonche' del recupero dei crediti, nell'attesa di un partner bancario, non bene identificato, ma senz'altro di gradimento della Banca d'Italia, che, utilizzando la progressiva enfatizzazione di perdite, sofferenze ed incagli, avrebbe dovuto insediarsi quale istituto di credito gestore, ai sensi della cosiddetta "legge Sindona", in guisa da rilevare sportelli, depositi e crediti, largamente svalutati con il contributo dell'erario pubblico; nel marzo 1996, con decreto governativo venivano sciolti gli organi amministrativi della Sicilcassa S.p.a., con la contestuale nomina di due commissari straordinari, il dottor Casella ed il professor Terranova, e di un comitato di sorveglianza -: se corrisponda al vero che, negli anni 1992/1993, la vigilanza bancaria, provvedendo ad una ispezione di routine alla Sicilcassa S.p.a., abbia redatto verbale dal quale non traspariva alcuna anomalia, tale da giustificare l'intervento di una amministrazione straordinaria, ne' quant'altro a carico dell'amministratore; se, nella prassi, possa essere considerata corretta, vista la collegialita' dell'organo, la nomina a commissario straordinario di un presidente contestualmente esautorato con il suo consiglio di amministrazione; se corrisponda al vero che, nell'ultima seduta, avvenuta nel mese di febbraio 1996, il presidente abbia portato all'approvazione del consiglio una delibera concernente l'aumento dei propri emolumenti da 250 a 700 milioni e che tale richiesta sia stata respinta; se le promozioni di sette dirigenti, fra i quali alcuni con oltre 35 anni di servizio, operate nel mese di gennaio 1996, nonche' la coeva assunzione con il grado di direttore di un ex dirigente della BNA, trovino armonia con la dichiarata necessita' di riduzione e contenimento dei costi, a fronte anche di una drastica riduzione del premio di produzione ai dipendenti operata nel settembre del 1995; se corrisponda al vero che, malgrado i ripetuti solleciti effettuati dalle organizzazioni sindacali, non sia stato ufficialmente presentato il piano ristrutturazione commissionato alla Andersen Consulting nel febbraio 1996, per il quale e' stata anticipata la somma di circa un miliardo, mentre circola alla Sicilcassa S.p.a. un piano denominato "Programma SI.RI.O." articolato su 4 punti, uno dei quali chiamato "gruppo di progetto outplacement e riduzione costi del personale"; quali siano le motivazioni per cui, in dispregio alle precise norme del contratto nazionale del lavoro, il succitato piano non sia stato sottoposto all'attenzione delle organizzazioni sindacali, trattandosi di provvedimenti che, in una regione ad alto tasso di disoccupazione, investono problematiche riguardanti la stabilita' del posto di lavoro: argomento, questo, sul quale il Presidente del Consiglio, on. Prodi, si e' ampiamente dilungato nelle sue dichiarazioni programmatiche; se corrisponda al vero che, a fronte di una intensa attivita' di posizionamento del conto rischi in sofferenza, non corrisponda una pari attivita' di recupero crediti, tant'e' che sono state date disposizioni affinche' i direttori di stabilimento vengano messi nell'impossibilita' di utilizzare ogni soluzione transattiva utile, per un immediato recupero del credito; se corrisponda al vero che, senza alcun preavviso e non tenendo conto degli impegni economici presi dal personale sulla base di emolumenti contrattualizzati, non sia stata messa in pagamento la quattordicesima mensilita', relativa al 1995 e da erogare il 31 maggio 1996, mentre, in quota di spettanza, tale mensilita' sia stata erogata, o ad alcuni anche addirittura anticipata, al personale andato in quiescenza recentemente; se corrisponda al vero che i dipendenti della Sicilcassa S.p.a. abbiano un fondo integrativo pensioni (ex sostitutivo, oggi integrativo) del valore complessivo di circa mille miliardi, tra liquidi e beni immobili, e che lo stesso risulti essere totalmente autonomo e privo di riflessi sulla finanza pubblica; perche', se quanto su esposto corrisponda al vero, malgrado le ripetute sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, i commissari, che, tra l'altro, hanno repentinamente insediato i componenti del comitato di vigilanza di nomina Banca d'Italia nel consiglio di amministrazione del fondo stesso, non abbiano ritenuto di trovare un accordo che regoli le prestazioni integrative che le economie del fondo possono erogare, ad integrazione del sistema previdenziale pubblico, come previsto dall'articolo 9 del decreto-legge n. 503 del 1992. (4-00732)

 
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sabato 1° giugno
  • Politica, cultura e società
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    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi presenta una manovra da 16 mila miliardi, che prevede 11 mila miliardi di tagli alla spesa pubblica.