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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00774 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (MISTO) in data 19960605

Ai Ministri della sanita' e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: l'articolo 26 della legge n. 883 del 1978 (prestazioni di riabilitazione) recita: "Le prestazioni sanitarie dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dipendenti da qualunque causa, sono erogate dalle Unita' sanitarie locali attraverso propri servizi"; a quanto pare la stragrande maggioranza delle ex USL non ha mai attivato propri servizi, e proprio per questo il Ministero della sanita' eroga le rette alle regioni per assicurare l'assistenza riabilitativa domiciliare; la retta, in mancanza dell'Albo e dell'Ordine professionale dei terapisti, e' stabilita sulla base del costo del lavoro dipendente del terapista (Circ. 500.6/AG1105/1171 del 7 giugno 1984 - Ministero della sanita') e comprende in aggiunta le consulenze, le spese generali, i trasporti e le assicurazioni dei terapisti; nella convenzione tra ciascuna Usl e i centri privati, sulla base dei locali disponibili, dei macchinari e delle attrezzature e del personale di riabilitazione in forza, la stessa Usl fissa il numero massimo di prestazioni giornaliere per quel singolo centro e in base a tale carico di lavoro viene calcolata la retta per ogni singola terapia; la citata circolare ministeriale, confermata da una successiva del 20 maggio 1989, stabilisce 19 prestazioni domiciliari giornaliere per sei terapisti impiegati al VI livello mentre, nel caso ad esempio della regione Lazio in base alle disposizioni della delibera regionale n. 772 del 1983 ancora applicata ma in contrasto con le disposizioni citate, il carico autorizzato e' di 6 prestazioni al giorno per terapista; il compenso per ogni prestazione, stabilito annualmente dal Ministero della sanita', e' calcolato sulla base del costo lordo da lavoro dipendente del terapista, come previsto dal contratto collettivo nazionale/assistenza sanitaria non medica, ma a quanto pare i centri privati utilizzerebbero in prevalenza terapisti non inquadrati in organico (e a volte anche personale non controllato), pagandoli circa 1/3 della retta, e tratterrebbero, quindi, su ogni terapia, circa 2/3 della retta, lasciando a carico dei terapisti le varie imposte ed evadendo anche i contributi Inps e Inail -: se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e se corrisponda al vero; in caso affermativo quali provvedimenti intendano adottare per contrastare il mancato rispetto delle leggi; se non intendano verificare se le regioni e le Usl abbiano mai controllato la posizione contributiva del personale dichiarato in forza dai centri citati. (4-00774)

 
Cronologia
sabato 1° giugno
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma Luciano Lama, leader della Cgil e del Pci.

giovedì 20 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi presenta una manovra da 16 mila miliardi, che prevede 11 mila miliardi di tagli alla spesa pubblica.