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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00818 presentata da PAMPO FEDELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960606

Al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: i coltivatori salentini sono stati colpiti dalla crisi del settore della pataticoltura a causa del cattivo andamento della stagione climatica, che ha ritardato la maturazione della patata "sieglinda"; in virtu' di questo ritardo, i mercati italiani sono stati invasi dalla produzione proveniente da altre zone del paese e, soprattutto, dalla produzione dei paesi extra europei; il mercato estero, soprattutto quello tedesco, a causa appunto della ritardata maturazione della patata "sieglinda", che occupava il 90 per cento del mercato della Germania, e' stato invaso dalla produzione di patate provenienti dall'Egitto, Cipro, Israele, Spagna e Grecia; il danno per i coltivatori salentini puo' essere quantificato facilmente se si considera che la produzione di patate "sieglinda", nel 1995, e' stata di 432 mila quintali, con un prezzo pari a lire 93 mila a quintale mentre la produzione ritirata nel 1996 e' pari a 132 mila quintali, al prezzo di lire 20 mila a quintale -: quali concrete ed immediate iniziative intenda assumere a sostegno dell'economia agricola salentina ed a tutela dei produttori colpiti dalla calamita' naturale dovuta alla stagione climatica; se non ritenga di attivarsi affinche' l'AIMA intervenga, ritirando la produzione invenduta prima che sia troppo tardi, sostenendo il prodotto con un intervento integrativo, onde consentire ai coltivatori salentini la propria sussistenza. (4-00818)

I fatti esposti nell'interrogazione in merito alla crisi del settore della pataticoltura meridionale sono ben noti a questo Dicastero il quale, infatti, si e' fatto carico delle problematiche connesse alla vicenda ed ha organizzato diversi incontri con le Unioni delle associazioni dei produttori, le Associazioni degli industriali e con l'AIMA. In particolare, nella riunione tenutasi il 12 giugno 1996 presso la sede del MIRAAF sono state esaminate varie proposte di soluzione del problema, quali: la distillazione del prodotto, con obbligo di acquisto da parte dell'AIMA; la cessione, a prezzo zero, delle patate alle distillerie, con pagamento della materia prima ai produttori; il ritiro delle patate dal mercato, la successiva trasformazione a carico dell'AIMA e fornitura delle stesse, a trasformazione avvenuta, ai PVS previo assenso del Ministero degli Affari Esteri; la distruzione in campo con rimborso diretto ai produttori. Per tutte le sopraelencate proposte, pero', sono stati ritenuti sussistenti vari argomenti ostativi ad una opportuna realizzazione delle stesse, quali la rilevante esposizione finanziaria a carico dell'AIMA, le dilatazioni dei tempi per la attuazione di alcuni procedimenti nonche' i rischi connessi alla necessita' di trasparenza e certezza delle operazioni di distruzione in campo. Si era quindi convenuto di aumentare i quantitativi di patate da commercializzare gia' oggetto dell'accordo interprofessionale stipulato il 16 aprile 1996, innalzandoli da 120.000 a 150.000 tonnellate. Anche questa possibilita' di soluzione e' stata pero' abbandonata in quanto ci si e' resi conto che l'industria non avrebbe potuto sopportare l'impatto di un cosi' notevole quantitativo di prodotti. E' stato pertanto ritenuto che l'unica via percorribile fosse quella dell'ammasso privato, strumento gia' utilizzato negli anni passati con risultati positivi. Sono stati quindi stanziati, ad incremento dei fondi gia' disponibili (3 miliardi), ulteriori 1,5 miliardi di lire a carico del bilancio AIMA, per consentire lo stoccaggio privato di 300.000 quintali di patate. Si ritiene che tale misura possa sufficientemente allentare la pressione dell'offerta sul mercato e favorire in tal modo il superamento della crisi. Il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali: Pinto.



 
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