Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00812 presentata da ANGELONI VINCENZO BERARDINO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960606
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: da alcuni anni si assiste ad un continuo allungamento dei termini dei rimborsi IVA; cio' e' causa di notevoli danni economici soprattutto alle piccole e medie imprese ed aziende agricole, che sono costrette all'indebitamento bancario per far fronte alle inefficienze del sistema nei rimborsi IVA. Inoltre, i contribuenti iniziano a dare segni di nervosismo, anche perche' le banche locali, visti i ritardi accumulati, non solo hanno aumentato i tassi di interesse, ma addirittura, non avendo piu' la certezza dei rimborsi, richiedono il rapido rientro dai debiti, con gravi conseguenze per le imprese che, oltretutto, non possono richiedere gli anticipi sui crediti IVA maturati nel 1995 (dichiarazione IVA 1996). I problemi sono di duplice natura: a) imprese non titolari di conto fiscale (normalmente le imprese agricole individuali): nella provincia dell'Aquila, alla data odierna la maggior parte dei rimborsi relativi all'anno di imposta 1994 (dichiarazione IVA presentata nel 1995), non sono stati evasi nonostante la presentazione delle polizze fideiussorie da parte dei contribuenti. Le ragioni vanno attribuite al mancato accredito dei fondi all'Ufficio IVA aquilano; b) imprese titolari di conto fiscale: nella provincia dell'Aquila si assiste ad un fenomeno paradossale. L'Ufficio IVA ha predisposto gli elenchi di liquidazione e li ha trasmessi per il successivo rimborso all'esattoria e quest'ultima ha effettuato un rimborso di circa 20 miliardi ad una grande azienda multinazionale; cio' ha comportato il prosciugamento delle disponibilita', per cui le piccole e medie imprese locali non riescono ad ottenere i rimborsi proprio per la mancanza di fondi. La vicenda lascia particolarmente perplessi anche alla luce di quanto pubblicato dal Sole 24 Ore del 29 maggio 1996 in merito al funzionamento del conto fiscale. Infatti, l'Ascotributi (l'associazione che raggruppa i concessionari della riscossione) ha diramato le graduatorie in base alla percentuale di rimborsi tramite conto fiscale in relazione ai rimborsi totale nel 1995: da tale graduatoria emerge che nella provincia dell'Aquila la percentuale di rimborsi effettuati tramite conto fiscale e' molto bassa: inoltre a fronte di versamenti per oltre 408 miliardi di lire i rimborsi, effettuati dal concessionario tramite conto fiscale, sono stati erogati solo 35 miliardi di lire. Quindi, non e' chiaro il motivo per cui, a fronte di sufficienti disponibilita', le erogazioni non solo sono molto basse, ma addirittura avvengono con notevole lentezza -: quali provvedimenti intenda adottare il Ministro interrogato per fare in modo che gli organi preposti accreditino, con ogni sollecitudine, le somme necessarie a rimborsare i crediti IVA vantati dai contribuenti privi di conto fiscale, per l'anno di imposta 1994; quali provvedimenti intenda adottare per modificare le norme che disciplinano i rimborsi IVA tramite il conto fiscale, al fine di evitare quanto avvenuto nella provincia dell'Aquila, dove, a causa di un rimborso miliardario ad una multinazionale, centinaia di piccole e medie imprese (quelle piu' bisognose ed indifese nei confronti del sistema creditizio) sono costrette ad attendere addirittura anni per ottenere quanto loro dovuto; quuali provvedimenti intenda adottare per modificare le norme che disciplinano i rimborsi IVA tramite il conto fiscale, relativamente al fatto che le esattorie trattengono le somme da accreditare ai contribuenti oltre 45 giorni di tempo loro concesso; quali provvedimenti intenda adottare per evitare un evidente conflitto di interessi da parte delle esattorie (gestite dalle banche) e gli stessi istituti di credito, che anticipano i rimborsi IVA ai contribuenti a tassi di interesse elevatissimi. (4-00812)
con l'interrogazione cui si risponde, la S.V. Onorevole ha chiesto di conoscere i motivi che hanno determinato i notevoli ritardi nella effettuazione dei rimborsi IVA sia per le imprese non titolari di conto fiscale, sia per quelle che invece ne risultano intestatarie con particolare riferimento alla provincia di l'Aquila. La S.V. Onorevole ha, infatti, evidenziato che la maggior parte dei rimborsi relativi all'anno d'imposta 1994 per le imprese non titolari di conto fiscale, non sono stati evasi a causa del mancato accreditamento di fondi all'Ufficio aquilano. Al riguardo, la competente Direzione Centrale per la Riscossione ha precisato che nell'anno 1995 ha provveduto per l'accreditamento dei fondi richiesti al suddetto ufficio per un ammontare di lire 2.600.000.000 sul capitolo di spesa 3519 "Restituzioni e rimborsi dell'IVA" e di lire 650.000.000 sul capitolo 3501 "Interessi di mora da corrispondere ai contribuenti sulle somme indebitamente corrisposte dall'Erario per tasse ed imposte indirette sugli affari. Interessi da corrispondere ai contribuenti sulle somme da rimborsare a titolo di IVA". Tuttavia, attraverso un esame dei tabulati forniti dalla Ragioneria Generale dello Stato, e' risultato che dei fondi accreditati sono stati mandati in economia lire 1.198.329.000 sul capitolo 3519 e lire 650.000.000 sul capitolo 3501. Pertanto, le ragioni che hanno determinato il ritardo nella effettuazione dei rimborsi IVA ai soggetti non titolari di conto fiscale sono attribuibili alle difficolta' operative in cui si sono ritrovati gli Uffici IVA in genere, in conseguenza della legge di abolizione delle contabilita' speciali (decreto-legge 23 settembre 1994, n. 547 convertito con modificazioni dalla legge 22 novembre 1994, n. 644). Infatti, con l'entrata in vigore della suddetta legge, non e' stato piu' possibile, per i rimborsi maturati successivamente al 31 dicembre 1993 scaturenti dall'obbligo di rivalsa (sancito dal decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972) e richiesti con dichiarazione annuale IVA, l'utilizzo del capitolo 1322 di contabilita' speciale. Al riguardo, il Centro Informativo del Dipartimento Entrate, con circolare n. 85/E del 1 aprile 1996 concernente la "liquidazione dei rimborsi Iva con ordinativi tratti da capitoli di bilancio", ha impartito agli uffici le opportune istruzioni in merito alle procedure automatiche predisposte al fine di consentire la liquidazione dei rimborsi con ordinativi tratti dai fondi disponibili negli appositi capitoli di bilancio. Per quanto concerne, invece, le imprese titolari di conto fiscale, la mancata erogazione, per indisponibilita' di fondi da parte del concessionario, dei rimborsi disposti dall'Ufficio IVA di l'Aquila a favore di piccole e medie imprese, puo' trovare spiegazione nell'obbligo per il concessionario di provvedere ai rimborsi in argomento, tra l'altro, secondo un inderogabile ordine cronologico. Infatti i rimborsi tramite conto fiscale devono essere erogati, a norma dell'articolo 20, comma 4, del Regolamento concernente l'istituzione del conto fiscale, approvato con decreto interministeriale del 28 dicembre 1993, n. 567, rispettando "l'ordine cronologico e per ciascuna giornata in ordine crescente d'importo". Pertanto il motivo per cui il concessionario abbia provveduto al rimborso in favore della azienda multinazionale, menzionata dalla S.V. Onorevole, e' da ravvisarsi nella posizione cronologica del rimborso stesso all'interno dell'elenco generale di rimborsi, comprensivo sia delle liste di rimborso inviate dagli uffici finanziari sia dei rimborsi richiesti dai contribuenti direttamente al concessionario. Con riguardo alla graduatoria elaborata dall'Ascotributi e pubblicata sul Sole 24 Ore del 29 maggio 1996 sembra che i dati comunicati dall'Ascotributi non si riferiscano ai soli versamenti IVA ed ai relativi rimborsi , bensi' al volume complessivo dei versamenti affluenti al conto ed al volume totale dei rimborsi eseguiti, tramite quest'ultimo per ogni tipo d'imposta. Si precisa, comunque, che i rimborsi tramite conto fiscale devono essere eseguiti prelevando le somme per i rimborsi "dagli specifici fondi riscossi e non ancora versati all'Erario", cosi' come stabilito dall'articolo 78, comma 33, lett. d), della legge n. 413 del 1991 istitutiva del conto fiscale e come ribadito nel sopra citato, articolo 20. I rimborsi, infatti, sono effettuati utilizzando le somme giornalmente disponibili riscosse per la medesima imposta per la quale sono richiesti: ad esempio, al rimborso IVA il concessionario deve provvedere utilizzando le somme riscosse a titolo di IVA e non ancora riversate all'Erario. In virtu' delle osservazioni fin qui esposte e' quindi comprensibile la motivazione per la quale, con specifico riguardo ai rimborsi IVA, non e' stato possibile dare seguito ai rimborsi a favore delle piccole e medie imprese della provincia di l'Aquila. Si segnala che la legge 23 dicembre 1996, n. 662, recante "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica", prevede all'articolo 3, comma 134, la delega al Governo per la emanazione di decreti legislativi contenenti disposizioni volte a semplificare gli adempimenti dei contribuenti, a modernizzare il sistema di gestione delle dichiarazioni ed a riorganizzare il lavoro degli uffici finanziari in modo da assicurare, tra l'altro, oltre alla esecuzione di controlli automatici, la semplificazione, anche mediante utilizzazione esclusiva di procedure automatizzate, del sistema dei rimborsi relativi alle imposte sui redditi, all'imposta sul valore aggiunto, alle tasse e altre imposte indirette sugli affari. La Commissione di studio, a tal fine costituita, ha gia' predisposto i relativi schemi di provvedimenti legislativi, che sono stati trasmessi, previa autorizzazione del Consiglio dei Ministri, alla Commissione parlamentare, di cui all'articolo 3, comma 13, della citata legge 662, per l'acquisizione del prescritto parere. Si segnala, altresi', che il recente decreto-legge 10 marzo 1997, n. 50, convertito dalla legge 9 maggio 1997, n. 122, ha introdotto, per l'anno 1997, il limite massimo di lire 500 milioni di lire per i rimborsi erogati dal concessionario tramite conto fiscale. Il Ministro delle finanze: Visco.