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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00042 presentata da BOATO MARCO (MISTO) in data 19960618

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente, per sapere - premesso che all'interpellante risultano i seguenti fatti: il Consorzio del Parco nazionale dello Stelvio ha dato avvio, nel dicembre 1995, alla procedura di nomina del direttore del Parco, pubblicando sui maggiori quotidiani nazionali e locali delle regioni territorialmente interessate all'area protetta un bando sui generis, che elenca i requisiti imprescindibili per accedere all'incarico; le procedure adottate risultano in pieno contrasto tanto con i contenuti della legge n. 394 del 1991, quanto con le modalita' di reclutamento dei direttori di Parco adottate dalla consulta tecnica per le aree naturali protette, con grave violazione dello spirito e della sostanza di quanto previsto dal nostro ordinamento in materia; rispetto al dettato della Consulta tecnica per le aree naturali protette, nel bando emesso dal Consorzio del Parco nazionale dello Stelvio risultano invece fortemente minimizzate, e quindi penalizzate, proprio le competenze specifiche e l'esperienza nella gestione o nella pianificazione di aree protette, che e' altra cosa rispetto alla generica "pianificazione ambientale" e alla "gestione del patrimonio naturalistico"; formali eccezioni sulle modalita' adottate dal Consorzio per la nomina del direttore sono state sollevate tanto dal Coordinamento parchi del WWF Italia, quanto dal Club alpino italiano, attraverso i propri rappresentanti in seno agli organi gestionali del Parco stesso; la superficialita' e l'approssimazione sono dovute probabilmente all'inesperienza con la quale e' stata gestita dal consiglio direttivo del Consorzio l'intera vicenda relativa alla nomina del direttore; solo in virtu' di tale approssimazione e' possibile giustificare l'operato della cosiddetta "Commissione di preselezione", che, nominata in seno al consiglio direttivo del Consorzio e formata da solo tre persone, ha in realta' eliminato quindici dei diciotto candidati che avevano fatto domanda, espropriando di fatto il consiglio direttivo nella sua interezza dal compito di individuare una rosa di nomi da sottoporre al ministro competente; tale Commissione di preselezione non aveva definito in alcun modo con il consiglio direttivo i criteri da adottare per operare detta preselezione; il risultato del lavoro di tale Commissione di preselezione e' l'esclusione di candidati la cui professionalita' e' fuori discussione; almeno uno dei membri della Commissione di preselezione e' attualmente, o e' stato in passato, collega di lavoro di almeno tre dei diciotto candidati che hanno risposto al bando; gia' adesso - quando ancora i membri del consiglio direttivo del Consorzio non hanno avuto la possibilita' di esaminare nessuno dei curricula, dei candidati che hanno risposto al bando, ne' tanto meno i curricula, secondo quanto risulta all'interrogante, dei candidati risultati idonei dopo la contestata fase di preselezione - e' sorprendentemente gia' noto con quale ordine di priorita' i tre nominativi dei candidati idonei verranno portati al ministro per l'ambiente dal Consorzio stesso, ordine che risulterebbe il seguente: 1) Alois Karner; 2) Ettore Sartori; 3) Francesco Decembrini; mentre la riunione del consiglio direttivo del Consorzio, che si dovrebbe ufficialmente occupare di stilare la graduatoria, non e' stata ancora convocata; in base a quest'ordine di priorita', Ettore Sartori, l'unico candidato che risulta iscritto nell'apposito "Elenco degli idonei all'esercizio dell'attivita' di direttore di Parco" e gia' vincitore del concorso per la nomina di direttore del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, risulta subordinato al candidato Alois Karner, il quale non risulta invece inserito in tale elenco di idoneita', che la Consulta tecnica per le aree protette considera requisito imprescindibile e che il bando di concorso del Consorzio di gestione non considera neppure tra i requisiti preferenziali; omettendo anche un tentativo di parziale correzione rispetto a questa grave anomalia, la procedura adottata non e' neppure concorsuale; il consiglio direttivo del Consorzio di gestione e' un organo tecnico-politico, cui e' sbagliato gia' in linea di principio demandare scelte, come quella del direttore, che andrebbero invece gestite da commissioni totalmente esterne e super partes; anche come organo tecnico-politico, in questo momento il consiglio direttivo del Consorzio risulta fortemente squilibrato a vantaggio della Provincia autonoma di Bolzano, vista l'inesistenza del comitato di gestione lombardo del Parco, principale strumento di raccordo col Parco stesso, e considerata la crisi politica della Giunta provinciale di Trento, giunta a risoluzione da pochi giorni dopo quasi sei mesi di vacatio -: se il ministro dell'ambiente non ritenga doveroso intervenire per determinare l'annullamento del bando in questione e per promuovere un apposito concorso pubblico, da far svolgere secondo le modalita' e le procedure previste dalle norme vigenti in materia. (2-00042)

 
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