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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00078 presentata da CARLI CARLO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960618

Ai Ministri dell'ambiente e delle finanze. - Per sapere - premesso che: con l'entrata in vigore della legge 5 gennaio 1994, n. 36, recante "Disposizioni in materia di risorse idriche", molte aziende artigiane e piccole imprese, che, nel ciclo produttivo utilizzano in concessione le acque estratte dal sottosuolo, si trovano a pagare un canone annuo minimo di lire 3 milioni corrispondente ad un utilizzo di 12,97 litri/secondo di acqua; come conseguenza le aziende che si sono di recente messe in regola con le concessioni in deroga hanno ricevuto dal Genio civile conteggi relativi al predetto canone, per il periodo 1990-1996, che, partendo dalla irrisoria cifra di lire 30.000 relativa all'anno 1990, hanno raggiunto tuttavia cifre insostenibili che si aggirano mediamente intorno ai 10 milioni di lire; tale imposizione non ha alcun riscontro con i consumi reali della stragrande maggioranza degli artigiani e delle piccole imprese che si aggirano in media intorno a 1-2 litri/secondo, mentre il minimo previsto dalla legge n. 36 del 1994 e' di litri 12,97 al secondo -: se non si ritengano i criteri adottati per la definizione del consumo minimo sbagliati almeno per le piccole imprese e se non contrastino con la volonta' del legislatore di curare gli incentivi per consentire una riduzione dell'emungimento delle acque del sottosuolo; se non si ritenga, vista la crisi in cui versano molti settori produttivi, visto l'elevato grado di investimenti richiesti alle piccole imprese per l'innovazione tecnologica e per l'applicazione di disposizioni di legge tra le quali anche la legge Merli, vista la forte pressione fiscale e l'alto costo del denaro che riduce il margine di profitto delle aziende, di assumere iniziative per modificare l'articolo 18 (canoni per l'utenza di acqua pubblica), lettera g) della legge n. 36 del 1994 al fine di introdurre il criterio per il quale l'imprenditore deve pagare cio' che effettivamente consuma; se non si ritenga di rivedere tali criteri dal momento che il problema e' molto esteso e coinvolge una molteplicita' di aziende e di settori produttivi, sospendendo il pagamento dell'attuale canone per le aziende artigiane e le piccole imprese in attesa di modificare la legge n. 36 del 1994 almeno per le imprese che dichiarino un uso medio di tre litri/secondo di acqua emunta dal sottosuolo. (5-00078)





 
Cronologia
sabato 1° giugno
  • Politica, cultura e società
    Muore a Roma Luciano Lama, leader della Cgil e del Pci.

giovedì 20 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi presenta una manovra da 16 mila miliardi, che prevede 11 mila miliardi di tagli alla spesa pubblica.