Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00940 presentata da SELVA GUSTAVO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960618
Al Presidente del Consiglio dei ministri, ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero. - Premesso che: l'Enichem SpA ha dismesso - secondo quanto comunicano le notizie di stampa - l'attivita' di produzione dei fertilizzanti e, per la precisione, i tre impianti che la societa' possedeva a Ferrara, a Ravenna e a Barletta, specializzati nella produzione di concimi chimici azotati, come l'urea, fosfatici e fertilizzanti complessi; il gruppo che ha acquistato gli stabilimenti in questione e' la societa' norvegese Norks-Hydro, colosso multinazionale per la produzione di fertilizzanti per l'agricoltura, che ha trattato con la Pasfin - societa' incaricata dall'Enichem - le modalita' di acquisto, al momento non ancora conosciute; la divisione agricoltura dell'Enichem produce annualmente circa 2.000.000 tonnellate di fertilizzanti, che vengono impiegate da 3 milioni di aziende agricole che esistono in Italia. Il personale che viene utilizzato dai tre impianti in questione e' di circa 450 unita', ai quali si deve aggiungere il personale delle attivita' che operano nei servizi per la manutenzione degli impianti, nell'attivita' di trasporto dagli impianti di produzione, ai depositi di distribuzione, ecc. Il fatturato e' di circa 740 miliardi di lire all'anno; l'attivita' di produzione di fertilizzanti e' strategica per una economia, come quella del nostro Paese, nel quale il settore primario riveste ancora una posizione preminente, soprattutto per le aree meridionali. La produzione che veniva assicurata dall'Enichem copriva una quota di mercato di circa il 50 per cento del totale nazionale. E' verosimile ritenere che la societa' che ha acquisito gli impianti possa - per una esigenza di razionalizzazione delle attivita' - cessare la produzione degli impianti italiani e concentrare l'attivita' in altre sedi di produzione, limitandosi solamente alla vendita e distribuzione di prodotti ottenuti in altri paesi - magari extracomunitari; i produttori agricoli sono giustamente preoccupati per le conseguenze che tale dismissione potra' arrecare sulle capacita' di approvvigionarsi di concimi in Italia nel prossimo futuro e soprattutto dubitano se sara' possibile realizzare una libera concorrenza tale da generare un effetto sui prezzi di vendita dei fertilizzanti, - che sono da sempre uno dei fattori della produzione piu' importanti per l'attivita' delle aziende agricole; si deve consentire, con la dismissione degli impianti dell'industria di Stato, la crescita di gruppi industriali privati italiani, che, con le necessarie economie di scala siano capaci di affrontare la competizione mondiale -: se siano state assicurate le condizioni affinche' venga garantita - nel prossimo futuro - la produzione di fertilizzanti necessaria per assicurare la produzione agricola nazionale e la possibilita' di approvvigionamento a prezzi competitivi rispetto a quelli degli altri paesi agricoli dell'Unione europea; se siano state assunte dal Consiglio di amministrazione dell'Enichem le necessarie precauzioni per tutelare i dipendenti degli impianti in questione e soprattutto per le attivita' - come quelle dei servizi di trasporto dei concimi - che garantiscono occupazione a numerosissimi nuclei familiari; se e come siano state prese in considerazione le offerte presentate da altri gruppi che erano interessati ugualmente all'acquisto delle attivita' di produzione di fertilizzanti, in maniera da favorire la nascita di un gruppo di produzione di fertilizzanti chimici italiano con una forza economica tale da garantire la competitivita' in un mercato molto complesso e caratterizzato da margini economici estremamente ridotti. (4-00940)
Si risponde per delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base degli elementi forniti dall'ENI si fa presente quanto segue. L'operazione di vendita dell'attivita' produttiva dei fertilizzanti e' stata condotta seguendo le linee guida contenute nella "Procedura quadro per la vendita di beni del Gruppo ENI", conformi peraltro agli orientamenti della Commissione Europea in materia di privatizzazioni. La procedura di vendita, avviata nel marzo 1995 con la pubblicazione sui principali quotidiani nazionali e sul Financial Time dell'invito a presentare manifestazioni di interesse, si e' svolta in modo trasparente nei confronti del mercato, assicurando l'omogeneita' di trattamento dei potenziali acquirenti italiani ed esteri. Tutti gli operatori esterni interessati, e pertanto anche Gruppi italiani, hanno avuto la possibilita' di ottenere informazioni approfondite sui beni oggetto della vendita e di presentare offerte. Il prezzo della cessione negoziato con la societa' Norsk Hydro e' risultato ampiamente superiore alle altre offerte ed in linea con la determinazione di valore effettuata dal consulente finanziario Pasfin, cui era stato conferito il mandato per l'assistenza nella valutazione e nella procedura di vendita. Occorre, infine, tenere presente che la struttura industriale, oggetto della vendita, comprendente gli stabilimenti di Ferrara. Ravenna e Barletta, e' la risultante di un drastico processo di ristrutturazione dell'industria italiana dei fertilizzanti, teso a concentrare la produzione sugli stabilimenti dotati di un buon livello di competitivita' sia dal punto di vista tecnologico, sia per quanto riguarda l'aspetto logistico con il posizionamento in prossimita' delle aree agricole piu' interessanti. Tale grado di competitivita' intrinseca costituisce il presupposto per la continuita' di marcia e per le garanzie occupazionali nel futuro, tenuto presente che il sistema fertilizzanti e' ormai globalizzato e caratterizzato dalla libera concorrenza internazionale che determina il livello dei prezzi. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato: Bersani.