Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00102 presentata da GRUGNETTI ROBERTO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960619
Ai Ministri di grazia e giustizia e dell'interno, - Per sapere - premesso che: la sera del 7 giugno 1996 alcuni cittadini della via Rizzoli di Milano hanno chiesto soccorso alla polizia di Stato al fine di difendersi dalle intimidazioni che stavano subendo da gruppi di giovani estranei. Le tre pattuglie, giunte sul luogo, procedevano all'identificazione dei circa trenta inquilini (tra donne, uomini e bambini) che li avevano chiamati; dalle date indicate sulle denunce e sugli esposti consegnati dai residenti alle autorita', si evince che l'insostenibile e pericolosa situazione continua da oltre un anno; tali atti intimidatori sono presumibilmente diretti da gruppi non identificati di sospetti spacciatori con lo scopo di impadronirsi dei giardini circostanti l'area della via Rizzoli per farne una "nuova base operativa" per lo spaccio; al momento apprendiamo dai quotidiani (Corriere della Sera del 12 giugno 1996) che il Procuratore Caizzi ha ritenuto di non procedere nei confronti dei suddetti cittadini -: la ragione per cui siano stati consegnati alle autorita' giudiziarie i nominativi dei cittadini, notificati anche al procuratore presso la pretura di Milano Giovanni Caizzi (come riportato da Il Giornale del 10 giugno 1996); se non si possa ritenere che il tentativo di incriminare i cittadini in base all'articolo 134 del testo unico di PS (come riportato da Il Giorno del 10 giugno 1996) sia un grossolano errore di ordine pubblico, perche' in realta' indebolisce lo spirito di collaborazione dei cittadini con le forze di polizia e nel contempo avvantaggia i giovinastri nella loro opera di distruzione del tessuto sociale della via Rizzoli; se non si giudichi opportuno rendere noto il contenuto del rapporto, che ha accompagnato la succitata consegna dei nominativi dei cittadini al procuratore nonche' il nominativo del responsabile di servizio della polizia di Stato che ha ordinato l'identificazione dei cittadini; se non si consideri giusto attuare, nel caso fossero di rigore, eventuali procedimenti disciplinari per abuso d'ufficio.