Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01159 presentata da SANTANDREA DANIELA (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960620
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: con regio decreto-legge 30 novembre 1937, n. 2145, convertito in legge n. 614 del 25 aprile 1938, venne istituita una addizionale del 2 per cento su imposte e tributi comunali e provinciali; l'articolo 7 del decreto legislativo 18 febbraio 1946, n. 100, elevava l'addizionale al 5 per cento, ulteriormente aumentata di un altro 5 per cento dall'articolo 1 della legge 10 dicembre 1961, n. 1346; il ricavato di tale sovraimposta andava agli Enti comunali di assistenza (ECA) per l'assistenza di anziani e bisognosi; il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, scioglieva gli enti in questione, trasferendo le loro funzioni di assistenza ai comuni, ma l'addizionale restava applicata alla tassa per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani; dal 1977 i cittadini hanno continuato a pagare per gli Eca ormai soppressi, ma soprattutto non hanno mai saputo di pagare questo 10 per cento in piu', visto che le cartelle esattoriali a tutt'oggi non distinguono e non evidenziano tale voce, lasciandola conglobata alla tassa vera e propria; l'importo dovuto all'erario viene calcolato sul totale del comune e nessuno sembra sapere dove finiscono le addizionali Eca; da un calcolo approssimativo si ricava che, dall'anno di soppressione degli Eca ad oggi, un comune di 10.000 abitanti ha versato piu' di due miliardi di sovrattassa, e che, a livello nazionale, tale cifra (attualizzata) si aggira sui 15.000 miliardi; attualmente l'entita' dell'addizionale e' di circa 800 miliardi per l'intera nazione; da un'indagine sommaria risulta che, a parte gli addetti ai lavori, nessun cittadino conosce l'esistenza di questa sovrattassa e tutti ne restano scandalizzati, a meno di quelli che credono si tratti di uno scherzo; il comma 39 dell'articolo 2 della legge finanziaria per il 1996 prevede la devoluzione dell'addizionale Eca al comune, a partire dal 1996; purtroppo il dispositivo non e' operante prima dell'approvazione di un apposito decreto attuativo -: se non ritenga opportuno approntare al piu' presto il decreto attuativo in questione, a favore delle scarse finanze comunali e ad onore del necessario assetto federalista. (4-01159)
Nell'interrogazione cui si risponde, la S.V. Onorevole, dopo aver illustrato la genesi normativa e la successiva evoluzione dell'addizionale destinata a costituire un fondo per l'integrazione dei bilanci degli Enti comunali di assistenza, chiede notizie in merito alla emanazione del decreto attuativo dell'articolo 3, comma 39, della legge 28 dicembre 1995 numero 549, che prevede la devoluzione dell'addizionale E.C.A. al Comune, a partire dal 1996. Come e' noto, la legge 28 dicembre 1995 numero 549, recante misure di razionalizzazione della finanza pubblica, all'articolo 3, comma 39, ha stabilito che i proventi delle addizionali erariali istituite per l'integrazione dei bilanci degli Enti comunali di assistenza (regio decreto-legge 30 novembre 1937, numero 2145, convertito dalla legge 25 aprile 1938 numero 614) ed applicate alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, comprese le riscossioni relative agli anni precedenti, fossero devoluti direttamente ai Comuni dal concessionario della riscossione a decorrere dall'anno 1996. La medesima disposizione normativa ha altresi' previsto l'emanazione di apposito decreto del Ministro delle Finanze, da emanarsi di concerto con i Ministri dell'Interno e del Tesoro, volto a stabilire le modalita' di attuazione della devoluzione dei predetti proventi. Questo Ministero ha provveduto a dare tempestiva attuazione al suindicato disposto normativo mediante l'emanazione del decreto 2 maggio 1996 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 1996), recante "Modalita' di devoluzione ai Comuni dei proventi delle addizionali erariali alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni". Il Ministro delle finanze: Visco.