Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00059 presentata da TURRONI SAURO (MISTO) in data 19960625

Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: le recenti piogge in Versilia, in Garfagnana e in Friuli hanno determinato, ancora una volta, alluvioni devastanti e hanno provocato nuove vittime, straripamenti, frane; e' necessario un tempestivo intervento per assicurare i soccorsi, per riparare i danni, per mettere in sicurezza i territori interessati e per rifondere i danni alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi; fina dal 1966, la Commissione interministeriale per lo studio della sistemazione idraulica e la difesa del suolo (Commissione "De Marchi") ha indicato con chiarezza gli interventi necessari per la difesa del suolo e la sistemazione del territorio; solo nel 1989, finalmente, con la legge n. 183, modificata dalla legge n. 263 del 1990, sono state definite le politiche e le azioni per la difesa del suolo; la stessa legge n. 183 del 1989, all'articolo 4, ha stabilito di affidare al Presidente del Consiglio dei ministri il compito di presiedere il comitato dei Ministri per i servizi nazionali e gli interventi nel settore della difesa del suolo, che ha il compito del controllo e della sorveglianza del territorio e della valutazione della riduzione del rischio a cui il Paese e' esposto, comitato che e' rimasto, sino ad oggi, totalmente inoperoso; la legge n. 183 del 1989 sostanzialmente e' inapplicata; non e' stato effettuato nessun piano di bacino sia di livello nazionale sia di livello regionale; lo stesso bacino sperimentale del Serchio, che aveva il compito di sperimentare e proporre azioni innovative per la pianificazione di bacino e offrire i criteri nuovi di intervento, non pare avere svolto tale suo compito, impiegando invece alcune decine di miliardi per la sola realizzazione di opere ingegneristiche -: quali siano state la natura e le caratteristiche degli eventi che si sono verificati in Toscana e in Friuli; quale sia stato il numero dei decessi, l'entita' e la qualita' dei danni; se vi sia stata una tempestivita azione da parte della protezione civile al fine di portare soccorso alle popolazioni colpite; quale ruolo abbiano avuto, in particolare nell'alluvione in Toscana, la forte propensione al dissesto dei terreni nella parte alta dei corsi d'acqua, i detriti e la vegetazione ad essi sovrastanti, i ravaneti, cioe' i detriti di cava provenienti dalle attivita' estrattive, la dimensione delle luci dei ponti e le traverse, la legna e gli alberi tagliati e, nella parte bassa, l'ansa artificiale in localita' La Rotta, gli interventi e le opere di ingegneria che hanno interessato il corso d'acqua e le condizioni generali del territorio, compresa la sua urbanizzazione; quale sia lo stato della pianificazione di bacino riguardante i territori interessati dagli eventi alluvionali e se siano quindi previste azioni per la difesa del suolo, per il consolidamento dei versanti, per la riduzione dei rischi e per la definizione degli interventi necessari a tale scopo; se esista un efficiente sistema per le previsioni atmosferiche, con particolare riguardo alle previsioni in mare mediante sistemi di monitoraggio radar-meteorologici; se siano state definite, in particolare da parte del Bacino sperimentale del Serchio, azioni per l'intervento in valli strette, criteri per allertare le popolazioni, norme comportamentali da adottare dalle popolazioni medesime in caso di eventi calamitosi; se intenda il Governo assumere iniziative per la piena attuazione della legge n. 183 del 1989, a cominciare dalla attivazione del comitato dei Ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi nel settore della difesa del suolo, previsto dall'articolo 4 della legge n. 183; se intenda quindi il Governo compiere una azione per la realizzazione della pianificazione di bacino di livello nazionale e per la definizione degli interventi necessari alla riduzione dei rischi derivanti dal dissesto idrogeologico; se saranno assunte iniziative perche' anche le regioni attuino per la parte di loro competenza la medesima legge n. 183 del 1989; se non siano quindi ritenute prioritarie opere pubbliche per la manutenzione del territorio, per il ripristino di naturalita' per i corsi d'acqua, per i rimboschimenti, per il consolidamento dei versanti, per la ricostituzione dei terrazzamenti, per l'aumento delle capacita' di assorbimento delle acque da parte del suolo, per la realizzazione di casse di espansione dei corsi d'acqua, per rimuovere le riduzioni artificiali delle sezioni di deflusso a causa di opere o di mancate manutenzioni; se quindi non si ritenga di dovere indirizzare prioritariamente gli investimenti per opere pubbliche a tali interventi; se non ritenga il Governo di dover potenziare la rete di rilevamento idrografico e di completare ed aggiornare la mappa del rischio idrogeologico; se sia intenzione dell'Esecutivo potenziare, cosi' come recita il programma della coalizione dell'Ulivo, i servizi tecnici nazionali, mantenendone la terzieta' rispetto al resto della amministrazione e facendo loro esplicare la funzione di strumento tecnico del comitato dei ministri di cui sopra; se sia quindi coerente con tale impostazione il ricorso ad altri esperti non istituzionali, effettuato ancora una volta in questa circostanza dalla protezione civile, come risulta da notizie stampa; quali valutazioni e quali impegni intenda assumere il Governo in ordine agli interventi proposta dalla regione Friuli-Venezia Giulia sul Tagliamento, per la realizzazione delle casse di espansione a nord e per il risezionamento del Cavrato a sud di Latisana. (3-00059)





 
Cronologia
venerdì 21 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Firenze il vertice dei 15 Capi di Stato e di governo dell'Unione europea, che chiude il semestre di presidenza italiana.

giovedì 27 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Con la sentenza n. 223 la Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 698, comma 2 del c.p.p. ove si prevede l'estradizione anche per i reati puniti con la pena capitale a fronte dell'impegno assunto dal Paese richiedente - con garanzie ritenute sufficienti dal Paese richiesto - a non infliggere la pena di morte o, se già inflitta, a non farla eseguire.