Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00117 presentata da VALPIANA TIZIANA (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960625
Ai Ministri di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: la sottoscritta interrogante fin dai primi mesi del 1994 ha periodicamente rivolto al Ministro di grazia e giustizia interrogazioni riguardanti la situazione del carcere di Verona dopo il trasferimento della casa circondariale nella nuova struttura di Montorio; le interrogazioni precedenti chiedevano, in seguito a numerose e ripetute prese di posizione e di appelli da parte della popolazione carceraria, dei volontari carcerari e dell'osservatorio dei cittadini per i diritti civili dei detenuti, di voler sottoporre a verifica la situazione logistica e gestionale del suddetto carcere (struttura inadatta, troppo cemento, poco verde, poche attivita' ricreative, colloqui difficoltosi), che ha spesso prodotto situazioni di tensione; il carcere di Verona e' stato per lungo tempo il "Campone", una vecchia caserma fatiscente con camerate sovraffollate, in angusta zona centrale, senza parcheggio, con alcune piccole possibilita', pero' d'incontro e di attivita' culturali (un cineforum, una biblioteca); il nuovo carcere di Montorio, progettato negli anni sessanta, con la tipologia di carcere di "massima sicurezza" e' stato inaugurato nel settembre 1994 e destinato a "casa circondariale"; le celle, in cui il detenuto passa oltre venti ore al giorno, sono di quattro metri per tre per due persone, e l'ora d'aria viene trascorsa in quadrati di cemento di 12 per 12 metri che rendono impossibile ogni comunicazione e consentono ai detenuti solo di camminare in tondo come bestie in gabbia; non c'e' quasi possibilita' di lavoro, l'attivita' sportiva e' delegata al volontariato, la vita culturale quasi assente e la giornata viene vissuta tra infiniti cancelli, bracci non comunicanti, controlli continui, chiavistelli, telecamere; la sezione "transitanti" e' fin dall'apertura assolutamente inagibile perche' mancante dei "cubicoli" per l'ora d'aria; la porta magnetica per la rilevazione degli oggetti metallici all'entrata non ha mai funzionato; l'impianto telefonico non e' mai stato funzionante, cosi' che intere sezioni sono isolate, con conseguente comprensibile tensione in chi sta svolgendo il turno di guardia; le radio ricetrasmittenti per colmare tale carenza sono insufficienti sia nel numero sia nella potenza e non coprono l'intera estensione del carcere; il personale di tutti i profili professionali e' al di sotto degli organici stabiliti; l'ultimo bando di assunzione non e' stato ancora completato e le dotazioni del personale di polizia penitenziaria sono quelle fissate ancora al 1991; gli agenti di polizia penitenziaria sono costretti a turni pesantissimi e, a volte, a saltare i riposi, cosa che non concorre certo a stabilire, al di la' della struttura che certo non favorisce, il clima rieducativo stabilito dal dettato costituzionale; il carcere di Montorio ospita attualmente quasi 400 detenuti, di cui solo una piccola minoranza con condanna definitiva; un terzo della popolazione carceraria e' costituito da extracomunitari, i cui problemi sono ulteriormente aggravati dalla non conoscenza della lingua, dalle diversita' culturali e dalla scarsa considerazione in cui sono tenuti i loro particolari bisogni (per es. mancanza di una lavanderia, visto che non possono avvalersi della collaborazione dei familiari per il lavaggio degli abiti); la collaborazione tra volontariato e realta' carceraria soffre di incomprensioni e di una diversa interpretazione del ruolo del volontariato come espressione del territorio e della comunita', che mira alla riaggregazione e al reinserimento sociale e non vuole diventare funzionale a meccanismi che fanno leva sull'esclusione sociale; vi sono stati numerosi episodi di protesta da parte dei detenuti a causa delle condizioni ritenute troppo dure, due tentati suicidi, un suicidio, un episodio di presunta violenza da parte delle guardie carcerarie a danno di due detenuti; il pesante clima di incomprensione tra la popolazione carceraria, la direzione, il volontariato e la citta' e' continuamente ribadito da parte di un comitato cittadino, presieduto dall'ex sindaco della citta', che ha incontrato il prefetto e l'attuale sindaco per chiedere concreto impegno per attenuare i problemi, in primis il sostegno all'attivita' delle cooperative di lavoro che impiegano detenuti ed ex detenuti, e una gestione del carcere piu' "umana"; una delegazione di consiglieri regionali ha visitato il carcere, denunciando una situazione oltremodo difficile, una gestione eccessivamente burocratica, disumanizzante, asettica, con interpretazione quanto mai burocratica dei regolamenti carcerari; l'interrogante ha piu' volte visitato la struttura carceraria e avuto colloqui con il direttore, la vicedirettrice e personale carcerario, rilevando il piu' delle volte una non disponibilita' ad interpretare norme e regolamenti in modo da favorire la collaborazione tra le diverse componenti e una maggior attenzione alla funzione detentiva ed espiativa rispetto a quella educatrice del carcere; uno tra i problemi piu' gravi e' senz'altro la mancanza di lavoro, che costringe i detenuti all'inattivita' e impedisce a chi potrebbe usufruire di misure di semiliberta' di poterle ottenere; ultimamente i detenuti, in una drammatica lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, al Ministro di grazia e giustizia, al direttore degli istituti di prevenzione e pena alla sindaca di Verona, ai consiglieri regionali, hanno ancora una volta e dettagliatamente denunciato una serie di disagi, disservizi, abusi, arrivando persino a parlare di "dittatura", di mancanza di senso di umanita', chiedendo un cambio radicale di direzione per evitare scelte e comportamenti dettati dall'esasperazione -: se intenda promuovere un'ispezione da parte dei competenti organi ministeriali per valutare il grado dei problemi di tipo strutturale e di tipo gestionale; se, di fronte al ripetersi di episodi e di accuse, indici, perlomeno, di un clima di tensione e di incomprensione tra popolazione carceraria e amministrazione, si intenda procedere ad accertamenti seri e definitivi circa il clima e l'organizzazione interna al carcere; se il Ministro possa suggerire iniziative che possano essere assunte da parte della direzione per migliorare il rapporto tra la popolazione carceraria e l'amministrazione; se non ritenga indispensabile mettere il personale in condizioni ottimali di lavoro, anche in considerazione dell'importanza del loro rapporto con i carcerati, per la cui rieducazione e' assolutamente indispensabile il contatto con personale motivato e coinvolto nel lavoro di grande utilita' sociale che e' chiamato a svolgere; se sia previsto un intervento per favorire e incrementare l'opportunita' lavorativa per chi possa usufruire della semiliberta', anche con campagne informative nazionali nei riguardi della popolazione, degli imprenditori e delle forze produttive sulla necessita' di offrire posti di lavoro a carcerati ed ex carcerati. (5-00117)