Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00121 presentata da DE SIMONE ALBERTA (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960625
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: il giorno 8 giugno 1996 e' scaduto il termine per i contratti di acquisto di tabacco da parte dei tabacchifici e lo stabilimento di Campizze (Av) non e' stato autorizzato dalla dirigenza Ati ad acquistare alcun quantitativo di tabacco; tale gravissima decisione dimostra che, contrariamente alle speranze nate in seguito ai colloqui avuti con il ministero delle finanze sul destino dello stabilimento di Campizze e delle sue 170 unita' lavorative, la dirigenza dell'Ati sta procedendo alla liquidazione e alla chiusura definitiva dello stabilimento; l'accordo raggiunto il 22 dicembre 1995 tra Ati e sindacati ha sancito la chiara volonta' ed impegno a non dismettere le attivita' produttive nello stabilimento di Campizze; la situazione dello stabilimento di Campizze (anno 1991) presentava un utile industriale di circa 800.000.000. Si lavoravano circa 30.000 quintali di tabacco conto terzi e circa 25.000 quintali di tabacco direttamente acquistato dai coltivatori con una prevalenza di prodotto Doc "casertano classico". Vi era una oculata politica di acquisti di materia prima, con un servizio "coltivazioni" direttamente gestito dallo stabilimento; con l'amministrazione del dottor Bellocchio, si e' verificata una progressiva riduzione della lavorazione conto terzi, lo smantellamento del servizio "coltivazioni" nel 1993 con il passaggio delle competenze allo stabilimento di S. Maria Capua Vetere e con un aumento dei costi di gestione di oltre il 50 per cento; si e' avuta una progressiva riduzione dei quantitativi di tabacco acquistato direttamente dai coltivatori, l'assegnazione della merce ai singoli stabilimenti fatta a "tavolino", l'eliminazione per lo stabilimento di Campizze di tutto il tabacco Doc "casertano classico", sostituito con il peggiore prodotto della regione; la qualita' del prodotto lavorato e' propedeutica ad una politica aziendale competitiva. I clienti di tutto il mondo, Monopolio in testa, chiedono prodotto Doc, coltivato nella zona del "casertano classico". Nel 1994 e 1995 lo stesso monopolio relazionava all'Ati (e' possibile verificare agli atti del monopolio e dell'Ati) sulla necessita' di migliorare la qualita' della materia prima; si riconosceva a Campizze una grande professionalita' ed una capacita' produttiva senza pari e la necessita' di riportarla alla qualita' degli anni precedenti nell'interesse dell'intero gruppo Ati; i costi di produzione dello stabilimento di Campizze sono i piu' bassi del gruppo e della concorrenza (monopolio compreso). Dalla fase di ritiro della materia prima, produzione e spedizione, i tempi complessivi sono di quattro-cinque ore al quintale; l'impianto industriale di Campizze e' stato, senza timore di smentita, il piu' grande ed efficiente del gruppo. Invece, lo stabilimento di S. Maria Capua Vetere lavorava circa 20.000 quintali di tabacco direttamente acquistato dai coltivatori e circa 90.000 quintali di tabacco conto terzi, di cui circa 45.000 quintali provenienti dall'estero, con compensi di lavorazione elevatissimi (piu' del doppio rispetto ai tabacchi italiani); il servizio "coltivazioni" accentrato a S. Maria Capua Vetere non e' risultato efficace: l'azienda non riesce piu' ad avere un rapporto con i coltivatori ed e' costretta a rivolgersi ad organizzazioni esterne per l'acquisto di semilavorati. Le altre aziende del settore, invece, con una piu' incisiva presenza tra i coltivatori, riescono ad acquistare tutta la materia prima di cui necessitano prendendo il miglior prodotto disponibile; lo stabilimento di S. Maria Capua Vetere, situato in pieno centro urbano, e' motivo di continue tensioni con gli ambientalisti, e l'altro stabilimento di Lanciano non ha un ciclo completo di lavorazione, ha un costo di produzione elevatissimo e notevoli perdite negli ultimi cinque anni; non si comprendono le ragioni per cui si continua a tenere accentrato a S. Maria Capua Vetere il servizio "coltivazione", pur avendo verificato che i costi sono aumentati di oltre il 50 per cento e che si e' perso il contatto con i coltivatori; il prodotto che Campizze acquistava prima direttamente e' stato assegnato a s. Maria Capua Vetere e a Campizze e' stata mandata solo materia prima di pessima qualita', precedentemente lavorata a Pontecagnano; il tabacco conto terzi proveniente dagli Usa, con un elevato utile netto per quintale, dal 1992 e' stato assegnato solo a S. Maria Capua Vetere mentre a Campizze e' stato assegnato solo prodotto indigeno e a bassi compensi; a Campizze non e' piu' arrivato prodotto Doc "casertano classico", lavorato esclusivamente a S. Maria Capua Vetere -: se i Ministri interpellati intendano adoperarsi per fermare un progetto di screditamento di una realta' produttiva per favorirne altre meno convenienti, come si evince dai risultati del 1995 (il miglior bilancio del 1995 e' infatti stato conseguito a Campizze); se vogliano adempiere ad un dovere elementare di giustizia sociale salvando lo stabilimento di Campizze, che e' l'unico opificio della valle Caudina, l'ultimo baluardo occupazionale rimasto, anche se a carattere stagionale, essendo unica fonte di reddito per circa 200 famiglie e per l'indotto. (5-00121)