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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01335 presentata da CARLESI NICOLA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960626

Ai Ministri dei lavori pubblici e dei beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che: il palazzo ducale di Carpineto Sinello, in provincia di Chieti, e' uno dei monumenti di maggior pregio storico-architettonico dell'Abruzzo, quale esempio unico di fortezza medioevale trasformata in palazzo nella prima meta' del XIX secolo; lo stesso palazzo versa in uno stato di progressivo decadimento, evidenziatosi con il primo crollo di una parte dell'edificio avvenuto il 10 febbraio 1991 ed aggravatosi dal successivo deterioramento delle condizioni statiche generali e da crolli successivi, avvenuti nei primi mesi del 1996; le condizioni di detto fabbricato appaiono sempre piu' motivo di grande preoccupazione per il pericolo che esse rappresentano per l'incolumita' pubblica e per l'integrita' delle costruzioni limitrofe, anche in considerazione degli accertamenti eseguiti dal Servizio di protezione civile (5 marzo 1991), dalla commissione grandi rischi (12 aprile 1991) e dai sopralluoghi dei vari servizi regionali, tutti conclusi dichiarando unanimemente l'urgenza e l'indifferibilita' di interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza, nonche' per il consolidamento ed il recupero del palazzo stesso; il comune di Carpineto Sinello, che dispone di limitate disponibilita' di bilancio, ha piu' volte sollecitato le autorita' competenti (regione Abruzzo-genio civile-protezione civile-sovraintendenza dei beni culturali) ad intervenire con lavori di massima urgenza senza ottenere concreta risposta e, in data 26 aprile 1996, con lettera protocollo n. 1020, ha sollecitato anche un intervento del ministero dei lavori pubblici senza ottenere neanche una risposta -: quali iniziative intendano prendere con urgenza al fine di scongiurare il reale pericolo di cedimento delle strutture del palazzo che, se dovessero cedere, non solo coinvolgerebbero irrimediabilmente l'abitato sottostante, ma vanificherebbero un patrimonio artistico e culturale di grande interesse nazionale. (4-01335)

In merito all'interrogazione in oggetto si riferisce quanto di seguito. Questo Ministero ha richiesto informazioni al Provveditorato alle OO.PP. per l'Abruzzo in data 4 luglio 1996. Il Provveditorato ha risposto con nota del 9 luglio integrata con successive note del 23 luglio e del 3 ottobre 1996. Con tali note il Provveditorato informa che la materia concernente il restauro e la manutenzione straordinaria degli edifici di interesse storico-artistico, e' stata demandata alla Sopraintendenza ai B.A.A.A.S. competente per territorio, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22.4.94 n. 368. Per quanto sopra il citato Provveditorato informa di aver restituito al Comune di Carpineto Sinello tutta la documentazione relativa al recupero e al restauro del Palazzo Ducale. Essendo ovviamente noto a questo Ministro il contenuto del DP.R. 22.4.94 n. 368, in assenza di ulteriori informazioni, data la delicatezza e l'importanza della problematica di cui all'atto ispettivo, lo stesso ha provveduto a sensibilizzare gli enti competenti, comunicando la piena disponibilita' del Ministero, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, per la salvaguardia di un monumento costituente patrimonio dell'intera collettivita'. Il Ministro dei lavori pubblici e incarico per le aree urbane: Di Pietro.



 
Cronologia
venerdì 21 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Firenze il vertice dei 15 Capi di Stato e di governo dell'Unione europea, che chiude il semestre di presidenza italiana.

giovedì 27 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Con la sentenza n. 223 la Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 698, comma 2 del c.p.p. ove si prevede l'estradizione anche per i reati puniti con la pena capitale a fronte dell'impegno assunto dal Paese richiedente - con garanzie ritenute sufficienti dal Paese richiesto - a non infliggere la pena di morte o, se già inflitta, a non farla eseguire.