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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01339 presentata da MOLINARI GIUSEPPE MARIO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960626

Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: la Gestione commissariale governativa delle Ferrovie appulo-lucane e' concessionaria del Servizio di trasporto pubblico urbano su gomma della citta' di Potenza in virtu' di un contratto di concessione stipulato in data 30 ottobre 1992 n. 1957 di repertorio e predisposto dalla direzione generale della Motorizzazione civile e dei trasporti in concessione; la durata della concessione e' fissata, ai sensi dell'articolo 3 della predetta convenzione, in nove anni decorrenti dal 1^ novembre 1992; ai sensi dello stesso articolo e' stabilito un periodo sperimentale di mesi sei al fine di verificare i reali costi del servizio e, quindi, di fare assicurare la relativa copertura finanziaria dall'Amministrazione comunale; al termine della suddetta fase di sperimentazione doveva essere redatto il relativo rendiconto, da inviare alla Direzione generale della motorizzazione civile ed al comune di Potenza entro il 31 maggio 1995, per essere approvato entro i successivi trenta giorni; gli eventuali disavanzi derivanti dai primi sei mesi di esercizio dovevano essere posti a carico dell'Ente concedente, con l'obbligo della relativa copertura finanziaria entro trenta giorni dall'approvazione del rendiconto, pena la rescissione del rapporto concessorio; al termine del periodo sperimentale, la Direzione generale della motorizzazione civile ha chiesto che tale periodo fosse esteso a tutto l'anno solare 1993, al fine di avere un periodo realmente idoneo a rappresentare l'andamento del servizio; poiche', nel frattempo, la gestione commissariale delle Ferrovie appulo-lucane aveva trasmesso una prima stesura del rendiconto dei primi sei mesi di esercizio, dal quale si evidenziava un attivo di bilancio, l'amministrazione comunale ha concesso la richiesta estensione del periodo sperimentale con atto deliberativo della giunta municipale n. 1089 del 8 luglio 1993; altre due volte, successivamente, la gestione commissariale governativa delle Ferrovie appulo-lucane ha chiesto proroghe del termine per la presentazione del rendiconto del periodo sperimentale che, con deliberazioni successive della Giunta municipale n. 233 del 24 febbraio 1994 e n. 966 del 28 luglio 1994, e' stato fissato al 31 dicembre 1994; allo scadere di tale termine, la gestione commissariale non ha presentato alcun rendiconto, tant'e' che, con deliberazione di giunta municipale n. 104 del 26 gennaio 1995, l'amministrazione comunale ha concesso soltanto una anticipazione di lire 500.000.000, rispetto alla rata mensile di lire 666 miliardi fissata in convenzione e puntualmente corrisposta, per consentire il pagamento degli stipendi agli addetti al servizio, ed ha incaricato il settore trasporti di provvedere a notificare espressa diffida alla gestione commissariale governativa delle Ferrovie appulo-lucane per la presentazione dei rendiconti contabili; con nota del 31 gennaio 1995 e' stata predisposta la notifica della suddetta diffida; la gestione commissariale governativa delle Ferrovie appulo-lucane ha, quindi, trasmesso il rendiconto finanziario relativo al periodo sperimentale in data 15 marzo 1995; da tale rendiconto si evidenzia un avanzo di esercizio, rispetto alle somme ipotizzate ed erogate di lire 526.484.943; il 28 marzo 1995 e' stato trasmesso il preventivo finanziario relativo all'esercizio 1995, senza, pero', fornire alcun dato relativo all'esercizio 1994; con nota del 30 marzo 1995 e' stato motivatamente contestato alle Ferrovie appulo-lucane il preventivo finanziario relativo all'esercizio 1995, che riportava rispetto alle previsioni del periodo sperimentale, un disavanzo di amministrazione di lire 3.237.000.000; nel frattempo, con deliberazioni di giunta municipale n. 194 del 27 febbraio 1995 e del commissario straordinario n. 41 del 8 aprile 1995 e n. 78 del 2 maggio 1995, sono state concesse, alle Ferrovie appulo-lucane ulteriori anticipazioni di lire 500.000.000 ciascuna per il pagamento degli stipendi agli addetti, a fronte del servizio reso nei mesi di febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno 1995; in data 21 giugno 1995 e' stato trasmesso il conto consuntivo relativo all'anno 1994, nel quale si evidenziava un disavanzo di amministrazione di lire 1.107.498.511, cui l'amministrazione comunale non ha potuto far fronte a causa del sopravvenuto dissesto finanziario dell'ente, rientrando tale somma nella massa debitoria; successivamente sono state puntualmente corrisposte le rate mensili fissate in lire 666 miliardi ed e' stata anche corrisposta la differenza tra le rate dovute e quelle anticipate nei mesi precedenti; in data 28 febbraio 1996, la Ferrovia appulo-lucana ha trasmesso il bilancio relativo all'anno 1995, dal quale si evince un disavanzo di amministrazione di lire 1.634.344.191; attualmente tale bilancio e' all'esame degli uffici comunali e del Ministero dei trasporti, ed il disavanzo risultante potra' essere corrisposto solo al riconoscimento dello stesso da parte delle suddette amministrazioni; nel frattempo, con nota del 10 maggio 1996 la gestione commissariale governativa delle Ferrovie appulo-lucane ha comunicato la volonta' di recedere dal rapporto di convenzione a far data dal 1^ luglio 1996; in riscontro, l'amministrazione comunale, con nota del 28 maggio 1996, ha notificato alla stessa gestione commissariale, inviandone anche copia al Ministero dei trasporti ed al Prefetto di Potenza, la decisione di non poter tenere conto di tale volonta' di dismissione, in quanto la stessa non e' stata comunicata nei modi e nei termini stabiliti dall'articolo 14 della vigente convenzione; successivamente, con nota del 12 giugno 1996, e' stato richiesto al Prefetto di Potenza un autorevole intervento dello stesso presso il competente Ministero per promuovere un urgente incontro tra le parti interessate al fine di dirimere la delicata questione; tenuto conto comunque della difficolta' dell'esistente rapporto di convenzione, l'amministrazione comunale ha intrapreso lo studio per la creazione di una societa' per azioni tra soggetti pubblici cui affidare tutto il sistema di mobilita' della citta', affidandolo a tre esperti della materia -: quali iniziative siano state intraprese dal Ministro dei trasporti ed in particolare dalla direzione generale della motorizzazione civile, per risolvere la suesposta delicata questione, anche in considerazione del fatto che l'evolversi in negativo della vicenda potra' determinare azioni di protesta con conseguenti turbative all'ordine pubblico della citta' di Potenza. (4-01339)

La Gestione commissariale governativa delle Ferrovie appulo-lucane, dal 1^ novembre 1992, sta svolgendo, a seguito di concessione comunale, il pubblico servizio di trasporto urbano nella citta' di Potenza, in ottemperanza al parere espresso dal Consiglio di Stato (Sezione II) n. 1055/82 del 27 ottobre 1982, secondo il quale e' da ritenere possibile, per le gestioni governative, lo svolgimento di autolinee di competenza comunale, purche' queste ultime rappresentino il naturale completamento del servizio istituzionalmente esercitato dalle medesime gestioni governative. In conformita' ai criteri formulati dal Consiglio di Stato le autolinee urbane sono state assunte dall'azienda commissariale secondo uno schema che - in sostanza - puo' essere cosi' sintetizzato: a) gestione separata e distinta del servizio rispetto ai servizi di competenza istituzionale delle Ferrovie Appulo-Lucane e conseguente separazione della contabilita'; b) assunzione, dal precedente concessionario, di n. 140 unita' lavorative da destinare al servizio; c) cessione alla Gestione governativa in comodato d'uso gratuito dei 53 autobus da destinare al servizio; imputazione alla contabilita' del servizio urbano degli oneri finanziari derivanti dalla manutenzione degli automezzi; d) predeterminazione delle risorse finanziarie, gravanti sul bilancio del Comune, destinate alla copertura del servizio. Per opportuna cautela e' stato, inoltre, pattuito un periodo sperimentale di svolgimento del servizio, principalmente al fine di determinarne con esattezza il relativo costo, onde verificare la sufficienza delle risorse finanziarie destinate dall'Amministrazione cittadina. Nel corso dello scorso anno, con decreto del Presidente della Repubblica e' stato disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Potenza ed a tale evento ha fatto seguito la dichiarazione di dissesto finanziario dell'Amministrazione comunale per il 1994. La situazione determinatasi ha gravemente compromesso la regolarita' dello svolgimento del servizio da parte della Gestione governativa, in quanto l'Amministrazione municipale e' stata costretta a ridurre il contributo mensile destinato al trasporto urbano (da lire 670 milioni previsti nella convenzione a lire 500 milioni). A fronte di cio' le Ferrovie appulo-lucane hanno maturato una grave situazione debitoria, nei confronti dei fornitori e degli enti previdenziali ed assicurativi; inoltre, a causa dell'impossibilita' di provvedere alla manutenzione del parco autobus-peraltro obsoleto - la Gestione e' stata costretta a ridurre il numero delle corse delle autolinee. Il perdurare della grave situazione finanziaria ha reso difficile anche il pagamento delle retribuzioni al personale dipendente addetto al servizio del trasporto urbano. Dal consuntivo finanziario per il 1995 si rileva che alla data del 31 dicembre 1995 il disavanzo di amministrazione ammontava a lire 2.749.605.253, proveniente per lire 1.654.344.191 dal disavanzo 1995 e per lire 1.095.261.062 dal disavanzo non coperto per gli anni precedenti. Per l'anno 1996 e' stato formulato un bilancio di previsione pari a lire 10.917.000.000 con assegnazioni mensili da parte del comune di Potenza alle Ferrovie appulo-lucane di lire 909.750.000. Dai dati comunicati dalla Gestione e' risultato che, alla data del 15 giugno 1995, il Comune aveva finanziato cinque mensilita' di lire 666.000.000 ciascuna. Al 31 maggio 1996 la gestione del servizio urbano presentava una situazione debitoria di lire 615.000.000 per stipendi non pagati al personale nel mese di maggio, lire 87.000.000 relativi al parziale pagamento per le assicurazioni autobus, lire 473.000.000 per debiti verso fornitori. Pertanto la Gestione governativa continua a trovarsi nella condizione di non poter assicurare la correntezza nella retribuzione del personale, di non poter far fronte alle partite debitorie (ad esempio non viene piu' fornito gasolio per gli autobus se il pagamento non viene effettuato contestualmente al rifornimento). Altresi' non viene effettuata la manutenzione dei mezzi al punto che il servizio risulta notevolmente ridotto, in quanto piu' del 50 per cento del parco autobus e' fermo perche' inadeguato a svolgere il servizio. Inoltre, la linea di credito bancaria che la regione Basilicata si era impegnata a garantire a partire dall'inizio di questo esercizio finanziario, al fine di consentire alle Ferrovie appulo-lucane di ottenere la liquidita' necessaria al servizio, non risulta sia stata attivata. La generale responsabilita' amministrativa derivante dalla prosecuzione del servizio nella situazione sopra rappresentata e l'impossibilita' di assicurare la regolarita' nello svolgimento dello stesso hanno indotto il Commissario governativo ad esprimere la volonta' di recedere, a partire dal 1^ luglio 1996, dal rapporto di convenzione per l'esercizio del trasporto della rete urbana di Potenza. Poiche' con telegramma del 24 giugno 1996 il Sindaco di Potenza ha sollecitato l'Amministrazione dei trasporti per un incontro tra le parti interessate, l'Amministrazione stessa, con telegramma del 26 giugno 1996, ha invitato il Commissario governativo a garantire la continuita' del servizio anche dopo la data indicata per la cessazione del medesimo. Nell'incontro avvenuto in sede ministeriale, il 17 luglio 1996, con i rappresentanti dell'Amministrazione comunale e della Gestione governativa delle Ferrovie appulo-lucane, il Sindaco di Potenza ha fatto presente che il Comune sta esaminando una soluzione, alternativa attraverso l'affidamento di uno studio di fattibilita' ad una societa' di consulenza, per la costituzione di una societa' per azioni inizialmente a capitale pubblico (Comune, Provincia, Regione) e successivamente privato; ha, pertanto, chiesto la prosecuzione del servizio da parte della Gestione al fine di risolvere in modo radicale la questione, presumibilmente entro la fine dell'anno. Considerato che allo stato non risultano adottati provvedimenti volti alla costituzione di una S.p.A. specifica, ma solo le delibere del Comune di affidamento della consulenza predetta, sono state espresse perplessita' circa la possibilita' di risolvere il problema per la fine dell'anno; il Sindaco, su richiesta della Gestione, si e', quindi, impegnato alla stesura di un atto da parte della Giunta Comunale per formalizzare quanto espresso verbalmente. Pur in presenza di una situazione economica gravissima e di un servizio funzionante al 30 per cento per carenza di mezzi, impossibilita' di manutenzione, etc., si e' ritenuto non opportuno interrompere il servizio "tout court" e, pertanto, si e' chiesto alla Gestione governativa di fornire il servizio fino alla fine dell'anno per dare la possibilita' al Comune di attivare la soluzione alternativa descritta. I rappresentanti del Comune si sono impegnati ad approvare entro breve tempo il bilancio 1995 al fine di ripianare il disavanzo pregresso e ad approvare il preventivo 1996 per adeguare le rate mensili dovute alla Gestione governativa al fine di rendere possibile la gestione del servizio per questo ulteriore periodo. Il Ministro dei trasporti e della navigazione: Burlando.



 
Cronologia
venerdì 21 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Firenze il vertice dei 15 Capi di Stato e di governo dell'Unione europea, che chiude il semestre di presidenza italiana.

giovedì 27 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Con la sentenza n. 223 la Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 698, comma 2 del c.p.p. ove si prevede l'estradizione anche per i reati puniti con la pena capitale a fronte dell'impegno assunto dal Paese richiedente - con garanzie ritenute sufficienti dal Paese richiesto - a non infliggere la pena di morte o, se già inflitta, a non farla eseguire.