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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01476 presentata da MALAVENDA ASSUNTA (MISTO) in data 19960702

Ai Ministri del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: e' evidente il progressivo drammatizzarsi della questione occupazionale nel gruppo Banco di Napoli, a partire dalle partecipate - con la grande incertezza che tutt'ora caratterizza la sorte dei lavoratori dell'Isveimer e con l'incognita che grava sul futuro di altre come la Datitalia spa - e delle filiali trasferite alla Banca popolare di Brescia, con l'inatteso esubero di alcune centinaia di lavoratori; tutto questo si colloca in uno scenario internazionale fatto di fusioni e concentrazioni, atte a stabilire le gerarchie e le economie di scala all'interno di un settore dominato da pochi grandi gruppi; si spiega, quindi, l'attuale attacco a cui e' sottoposto il gruppo Banco di Napoli; tagliare posti di lavoro, svendere sportelli, dismettere partecipazioni, ridurre il costo del lavoro sono, ad avviso dell'interrogante, i principali obiettivi dell'attuale direttore generale Pepe, che e' venuto al Banco non, come viene detto, per realizzare il rilancio ma per creare le condizioni per una totale svendita dell'azienda. Scomparirebbe cosi' l'unico polo bancario al sud; l'ipotesi di ristrutturazione prevede infatti l'alienazione della partecipazione Isveimer (250 dipendenti), la vendita di 50 sportelli al nord al prezzo di 290 miliardi - dei circa 800 lavoratori, 200 non verrebbero assorbiti dall'acquirente (Banca popolare di Brescia); esiste inoltre l'ipotesi di cessione di ulteriori sportelli; la Datitalia Processing spa e' una societa' informatica fondata nel 1972 dal Banco di Napoli, detentore della totalita' del pacchetto azionario fino ai primi anni '80, quando, su indicazione della Banca d'Italia, ha ceduto il 30 per cento delle azioni al gruppo Olivetti; nel 1992, in ottemperanza alla legge n. 218 del 1990, il Banco di Napoli costituiva un gruppo creditizio, inserendo tra le aziende strumentali alle attivita' dello stesso la Datitalia; l'appartenenza al gruppo creditizio, con i suoi vincoli, ha imposto alla Datitalia il progressivo ridimensionamento di quelle attivita' non strumentali alle esigenze del gruppo stesso. Nel contempo, il Banco di Napoli non ha mai realizzato quella concertazione globale tesa ad affermare e privilegiare l'immagine e gli interessi dei gruppo nel suo complesso, mediante l'adozione di politiche coordinate e di strategie gestionali sinergiche; dal 1992 quindi, il bilancio aziendale ha subito una drastica inversione di tendenza, che ha portato nel 1993 a proclamare uno stato di crisi attivando una procedura di cassa integrazione guadagni per 45 dipendenti; il Banco di Napoli, consapevole della responsabilita' derivante dal suo ruolo di capo gruppo, intervenne direttamente assumendo i 45 lavoratori; nel 1994, il Banco di Napoli ha provveduto al riassetto del gruppo creditizio, individuando gli esatti ruoli di tutte le societa' del gruppo, eccetto che per la Datitalia. L'assenza di indicazioni strategiche da parte della societa' capogruppo, malgrado le ripetute sollecitazioni dei lavoratori della Datitalia, ha generato nel corso del 1995 una situazione di gravissime difficolta', che e' sfociata in un provvedimento di mobilita' per 35 unita', poi assunte dal Banco di Napoli; contestualmente, il Banco si e' impegnato a riconsiderare il ruolo della Datitalia all'interno del gruppo, dichiarando che da quel momento in poi, a differenza del passato, tutte le attivita' di informatica sarebbero transitate per la societa' d'informatica del gruppo. Cio' e' avvenuto in minima parte, a danno della Datitalia e, quindi, degli interessi del Banco, certamente a sicuro vantaggio di societa' informatiche esterne ed estranee al Banco; attualmente, anche per le conseguenze di questi impegni assunti e poi non rispettati, unitamente al delicato momento che sta investendo il Banco di Napoli, si protrae una situazione di grave incertezza e di preoccupazione per i lavoratori; ciononostante, considerato che il rilancio del Banco di Napoli dovra' necessariamente basarsi su di una ristrutturazione in cui l'informatica avra' un peso determinante, le organizzazioni sindacali della Datitalia ritengono che ci siano le condizioni affinche' la loro azienda, con ruoli e funzioni chiare, possa contribuire al risanamento ed al rilancio del gruppo -: quale futuro si intenda garantire per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali di tutte le altre partecipate (Datitalia, esattorie esazione tributi, eccetera); quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per verificare la correttezza dell'intera operazione; quali linee di ristrutturazione siano previste per l'intero gruppo; se il Ministero del tesoro abbia dato indicazioni alla Rotschild (societa' di consulenza scelta dal Ministero) per approntare il piano di riassetto. (4-01476)

 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.