Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00157 presentata da ATTILI ANTONIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960703
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: la legge 28 gennaio 1994, n. 84, di riordino della legislazione in materia portuale, prevede, all'articolo 4, il processo di riclassificazione degli scali nazionali, in base ai nuovi criteri indicati nella legge, attraverso il coinvolgimento degli enti regionali ed il parere delle competenti commissioni parlamentari. Nonostante la legge fissi termini piuttosto ravvicinati per l'espletamento di tali funzioni, tramite l'emanazione di un decreto ministeriale, e nonostante con i numerosi interventi modificativi della legge di riforma, introdotti nel tempo con lo strumento della decretazione di urgenza, tali termini non siano stati modificati, solo con l'inizio del 1996 il Ministero dei trasporti e della navigazione ha predisposto lo schema di decreto in questione; dall'allegato C del suddetto schema di provvedimento di classificazione si puo' rilevare come per il porto di Oristano sia stata prevista l'attribuzione della categoria II, classe III, cioe' quella riconosciuta per i porti di rilevanza regionale, nel cui ambito vengono ricompresi in massima parte approdi pescherecci, turistici, da diporto o comunque interessati da modesti traffici di cabotaggio o di collegamento con le isole minori; lo scalo di Oristano, realizzato dal consorzio per il nucleo di industrializzazione dell'oristanese, con concorso della cassa per il Mezzogiorno, poi Agensud, della regione autonoma della Sardegna e della Unione europea, ha caratteristiche strutturali (estensione dei moli e del bacino di evoluzione, capacita' dei fondali, estensione delle aree destinate alle operazioni portuali, ecc.), collegamenti stradali e ferroviari, un retroterra economico ed una movimentazione di merce, (nel 1995 pari a 1.500.000 tonnellate e con ampie prospettive di sviluppo per il prossimo futuro), per i quali non sembrano certamente applicabili i criteri di residualita' previsti per i porti di II categoria III classe; gli investimenti realizzati e quelli programmati sia in ambito portuale che nel contesto imprenditoriale del retroterra hanno prodotto e produrranno significative opportunita' occupazionali: quali siano state le motivazioni che hanno portato alla ritardata emanazione dello schema di decreto in questione e quali iniziative intenda adottare per accelerarne l'emanazione secondo le procedure previste dalla legge n. 84 del 1994; sulla base di quali valutazioni sia stata adottata la determinazione di attribuire allo scalo oristanese una classificazione residuale e quali forme di consultazioni delle realta' locali, amministrative ed economiche siano state attivate prima dell'elaborazione del succitato schema di decreto; quali atti intenda intraprendere al fine di attribuire una classificazione del porto di Oristano rispondente alle sue reali caratteristiche, alle potenzialita' economiche dell'area, alla valorizzazione degli investimenti effettuati e programmati e alle ricadute occupazionali, in un'area del paese dove la questione occupazionale risulta particolarmente delicata. (5-00157)