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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00083 presentata da CANGEMI LUCA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960704

I sottoscritti chiedono d'interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che: il ricorso massiccio alle cosiddette "precettazioni di ufficio", accentuato negli ultimi anni dalla direzione di Levadife, ha portato allo svilimento del servizio civile fondato sull'obiezione di coscienza; la totale disattenzione alle chiamate nominative ha creato serie difficolta' d'inserimento degli obiettori negli enti presso i quali sono stati precettati, con grave pregiudizio sulla qualita' del servizio civile stesso; la situazione e' ben nota al ministero della difesa perche' oggetto di precise denunce dei enti convenzionati e delle associazioni degli obiettori di coscienza (si veda il libro/dossier "il Ministero del Falco", uscito nel 1995 a cura dell'associazione per la pace e l'Associazione obiettori nonviolenti). Sull'ordine del centinaio sono le interrogazioni (in gran parte rimaste senza risposta) presentate in questi anni sull'uso disinvolto delle precettazioni d'autorita' e sull'accanimento burocratico da parte dell'organismo preposto dal ministero nell'assegnazione agli enti degli obiettori di coscienza; l'insensensibilita' manifestata da Levadife, che per inciso archivia di ufficio tutte le domande di trasferimento presentate dagli obiettori precettati nonostante la constatata infondatezza delle motivazioni alla base della precettazione stessa, ha costretto la Caritas ad una ricusazione di circa 500 obiettori di coscienza non segnalati dall'ente stesso; altri enti, come il Wwf e l'Arci, hanno annunciato di voler seguire, in assenza di una inversione di tendenza, la stessa strada della Caritas; la legge n. 772 del 1972, nella sua lacunosita', consente ampia discrezionalita' a Levadife. Il fatto pero' che le precettazioni di autorita' hanno raggiunto livelli altissimi dimostra o una volonta' politica di boicottare il servizio civile o una decisa incapacita' di gestire il servizio stesso. Nell'uno o nell'altro caso, la permanenza del dottor Di Stefano alla direzione di Levadife appare quanto mai inopportuna; alla richiesta di dimissioni del dottor Di Stefano ha fatto seguito sulla stampa una difesa di ufficio del funzionario da parte del Ministro, onorevole Andreatta. Il Ministro della difesa, oltre ad aver criticato la legittimita', che a parere degli interpellanti e' fuori discussione, della iniziativa della Caritas, ha difeso Levadife sostenendo che: a) le precettazioni di ufficio sono un fenomeno limitato ed esteso esclusivamente in rapporto alla crescita delle domande di obiezione; b) per buona parte dell'anno le richieste nominative di enti ed obiettori vengono accolte e solo nell'ultima parte dell'anno gli obiettori vengono assegnati di autorita' per evitare che siano congedati di ufficio; c) il personale addetto e' carente e sempre piu' sproporzionato alla crescita delle domande di obiezione; di queste tre giustificazioni solo l'ultima appare (parzialmente) corrispondente alla verita' ma potrebbe essere facilmente risolta con il distacco di un numero congruo di obiettori presso Levadife, contribuendo in questo modo anche al loro positivo coinvolgimento diretto alla gestione del servizio -: se il Ministro non intenda, per rendersi conto della reale consistenza del fenomeno e per accertare la presunta volonta' persecutoria della Levadife nei confronti di enti ed obiettori, svolgere una indagine a campione su alcune centinaia di casi di precettazioni d'autorita' e da questa trarre le conseguenze sulla permanenza o meno del dottor Di Stefano alla direzione stessa; se non intenda impartire precise istruzioni Levadife per ridurre sensibilmente il ricorso alle precettazioni di ufficio e per accogliere quelle domande di trasferimento degli obiettori che trovino consenzienti sia l'ente che li richiede che l'ente presso il quali sono stati precettati d'autorita'; se non intenda distaccare presso Levadife un numero congruo di obiettori di coscienza, per coadiuvare il disbrigo e le pratiche di gestione del servizio civile e la stessa assegnazione degli obiettori agli enti convenzionati. (2-00083)





 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.