Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01654 presentata da MERLO GIORGIO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19960704
Ai Ministri dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: nel 1981 e' stato effettuato l'esproprio dei terreni agricoli per la costruzione del tronco Leini'-Lombardore della strada statale 460; nel 1983 ai coltivatori e' stato concesso un acconto pari all'80 per cento del valore d'esproprio dei terreni; nonostante ripetute sollecitazioni ed incontri sia con l'Anas ente espropriante, che con la ditta appaltatrice, a tutt'oggi non e' stato saldato il restante venti per cento; diventa dunque necessario un intervento del ministero affinche' si ponga fine ad una situazione che viola gli stessi diritti dei cittadini e soprattutto affinche' si eviti che intervenga la solita prescrizione, essendo alquanto imbarazzante che il cittadino, per far salvi i propri diritti, debba sostenere i notevoli costi di una azione in sede giudiziaria -: quali provvedimenti i Ministri interrogati intendano assumere per evitare che questa situazione continui ad aggravarsi: da anni, infatti, questi cittadini aspettano di veder riconosciuto il loro diritto ad essere risarciti, dopo che sono stati privati della terra, unico strumento di lavoro per i coltivatori. (4-01654)
Con riferimento alla interrogazione in oggetto, il Compartimento ANAS di Genova comunica che le procedure espropriative eseguite per i lavori di sistemazione del tronco Torino-Rivarolo della Strada statale n. 460 "Di Ceresole" - Lotto 1^ - tra i Comuni di Caselle e Lombardore - sono state affidate, come d'uso, contrattuamente all'impresa appaltatrice dei lavori, al fine di evitare maggiori oneri all'ANAS stessa causa il protrarsi della procedura di esproprio oltre i termini di legge, con il rischio dell'esercizio dell'azione risarcitoria da parte delle Ditte espropriate. Le operazioni d'esproprio sono iniziate in data 6 agosto 1980 e dovevano compiersi entro il 28 luglio 1985 con l'occupazione definitiva dei terreni espropriati. I lavori sono stati ultimati in data 16 luglio 1985, comportando, da tale termine, l'irreversibile trasformazione dei fondi resisi necessari per il sedime di infrastruttura pubblica. L'Impresa appaltatrice, oggi dichiarata fallita, ha proseguito nel corso dei lavori le operazioni d'esproprio fino alla seguente situazione: TOTALE DITTE ESPROPRIATE: N. 261: Ditte pagate al 100 - N. 35; Ditte pagate all'80 - N. 214; Ditte con le quali non e' stato possibile addivenire a concordato - N. 12. Secondo i princi'pi della legislazione vigente, autotevolmente indicati dall'Avvocatura dello Stato, trascorso il termine finale di occupazione non vi e' piu' la possibilita' di completare la procedura espropriativa e quindi di disporre il pagamento delle indennita' alle Ditte espropriate, cui spetta invece il maggiore compenso come "risarcimento del danno", se non prescritto secondo legge. Nel caso dei lavori oggetto della presente interrogazione si e' verificata la fattispecie dell'accessione invertita dei terreni, per effetto del compimento dell'opera pubblica e della scadenza del termine finale di occupazione. L'ANAS ha in corso corrispondenza con la curatela fallimentare dell'Impresa assuntrice dei lavori di che trattasi e degli espropri connessi, volta a raccogliere la documentazione occorrente per prendere una posizione definitiva in ordine alle domande pervenute da parte di alcune Ditte. L'Avvocatura dello Stato, in occasione di una comparsa di risposta, fatta per l'ANAS contro una Ditta espropriata, per i lavori in argomento ricorrente in Tribunale, ha espresso il proprio parere eccependo: la nullita' dell'atto di cessione volontaria e di concordamento dell'indennita' di espropriazione, in quanto avente oggetto terreni gia' transitati in proprieta' del Demanio Stradale per "accessione invertita"; la conseguente mancanza di causa del pagamento in conto della suddetta indennita'; l'intervenuta prescrizione del diritto all'indennita' di occupazione temporanea, la prescrizione dell'azione risarcitoria, situazione questa da verificare Ditta per Ditta. L'ANAS conclude dicendosi impegnata ad eseguire quanto formulato dall'Avvocatura dello Stato, in attesa che si concluda il giudizio di cui trattasi. Dal quadro complessivo degli elementi forniti dall'Ente nazionale per le strade emerge un dato incontestabile e cio' concorda con quanto rilevato dalla S.V. On.le che nella fattispecie rappresentata dalle ditte espropriate ed indennizzate all'80, non si sia proceduto, a distanza di cosi' lungo tempo, alla liquidazione definitiva delle indennita' spettanti. E cio' in disparte dalle Ditte che, non avendo concordato l'indennizzo, rischiano a seguito di eventuali prescrizioni il mancato ristoro dei beni espropriati. La situazione delineata presenta indubbi riflessi di iniquita' e, probabilmente, di illegittimita', sui quali non si manchera' di prestare la dovuta attenzione e la conseguente adozione di adeguate iniziative. Per intanto l'ANAS e' stata sollecitata a definire le pratiche espropriative cosi' come richiesto nel presente atto ispettivo e, laddove, ovviamente non ostino aspetti relativi all'an debeatur. Per le altre situazioni, anche non considerate dall'interrogazione, si rappresenta che e' stata dsposta una indagine tecnico-amministrativa per accertare eventuali responsabilita' ravvisabili, nella circostanza, da parte dei funzionari dell'ANAS. Il Ministro dei lavori pubblici: Di Pietro.