Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00088 presentata da BERGAMO ALESSANDRO (FORZA ITALIA) in data 19960704
Il sottoscritto chiede al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, per sapere - premesso che: con sentenza del giudice della corte per il commercio internazionale di New York sono state poste le basi per il boicottaggio, da parte degli Stati Uniti d'America, delle importazioni dall'Italia di prodotti del mare, compresi coralli e cammei; con una pronuncia della commissione europea e' stata resa palese l'intenzione, da parte dell'Unione europea, di mettere al bando l'attivita' denominata "pesca con reti derivanti (spadare)" a decorrere dal 1^ gennaio 1998; con circolare del 16 aprile 1996, l'ex Ministro delle risorse agricole Luchetti, dando un'interpretazione restrittiva e vessatoria di una sentenza della Corte di cassazione, ha vietato anche la detenzione a bordo di reti derivanti di lunghezza superiore a 2,5 chilometri. Cio' malgrado la sentenza stessa prevedesse illiceita' solo nel caso in cui la rete fuori misura fosse inequivocabilmente a bordo a scopo di esercitare abusivamente l'attivita' di cattura dei cetacei; tali provvedimenti sono stati presi al fine di salvaguardare i cetacei viventi nell'area del Mediterraneo, considerati specie "a rischio", con un'applicazione schematica del principio precauzionale di conservazione delle risorse; in virtu' di tutto cio', e' stata vietata la pesca con reti derivanti che non superino i 2,5 chilometri di lunghezza, creando, cosi', seri e gravissimi problemi ai pescatori italiani, i quali attraverso la pesca con reti derivanti, di misura consentita, non possono ricavare il minimo di sostentamento necessario; il divieto della pesca con reti derivanti superiori a 2,5 chilometri, investendo 3.500 pescatori, dei quali 3.000 operanti nelle aree depresse del Paese (Sicilia, Calabria, Campania, Sardegna), crea ulteriore disoccupazione e disperazione negli operatori ittici, nonche' negli occupati dell'indotto, che si calcola siano circa 7000; alla luce delle relazioni tecnico scientifiche (del dottor Proc. Nicola Ceraolo per gli aspetti giuridici; del dottor Angelo Di Natale per gli aspetti biologici; del professor Eugenio Fresi per gli aspetti ecologici; del professor Mario Spagnolo per gli aspetti economici) e' emerso, con chiarezza, che la mortalita' dei cetacei nel Mediterraneo non e' tanto ascrivibile al tipo di pesca con reti derivanti (o spadare), quanto piuttosto ad altre cause, quali l'inquinamento e gli agenti patogeni; dal parere del comitato permanente tecnico scientifico ed economico per la pesca dell'Unione europea (Cstep), si evince che nel nostro Paese il numero delle reti derivanti e' stabilmente quantificato in 650 imbarcazioni, mentre in altri Paesi della stessa UE) si supera, e di molto, tale numero, inoltre, contemporaneamente, altri paesi terzi, precedentemente privi di flotta con reti derivanti, stanno allestendo un cospicuo naviglio che, ad esempio, arriva a 200 unita' di pesca per il Marocco e a 34 unita' per Tunisia e Turchia; il succitato parere del Cstep stima la popolazione di delfini nel Mediterraneo occidentale pari a circa 200.000 individui (non ascrivendoli, percio', tra le specie a rischio) e riporta che la mortalita' per reti derivanti fosse gia' modesta precedentemente alla introduzione della lunghezza massima di 2,5 chilometri di rete; la Commissione europea e' pienamente consapevole del fatto che i pescherecci dei Paesi terzi utilizzano reti derivanti di lunghezza indeterminata, esercitando liberamente, senza alcun divieto, l'attivita' di pesca nelle acque del Mediterraneo ed immettendo il prodotto sul mercato italiano, con grave nocumento per la bilancia commerciale; la Commissione europea ha, essa stessa, finanziato fino all'aprile del 1993 imbarcazioni italiane adibite alla pesca con reti derivanti (spadare); in una analoga disputa, Usa-Messico, gli Stati Uniti sono stati costretti a fare marcia indietro e proprio in questi giorni il comitato Fao per il commercio ittico, riunitosi a Brema, si e' pronunciato contro l'embargo, decretato dagli USA nei confronti dei prodotti del mare italiani, perche' viola le norme dell'organizzazione mondiale per il commercio; il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali sta controllando a tappeto le imbarcazioni italiane, imponendo la pesca con reti derivanti non superiori ai 2,5 chilometri, misura ritenuta, dai pescatori, non idonea e non proficua al fine di realizzare una pesca sufficiente a sostenere il fabbisogno minimo di essi stessi e delle loro famiglie; i pescatori hanno piu' volte chiesto al Governo italiano un regime di tolleranza alla pesca con reti derivanti superiori ai 2,5 chilometri, almeno per il corrente anno; i pescatori, tramite le organizzazioni cooperative del settore, hanno, altresi', avanzato all'Unione europea ed al Governo serie e alternative proposte all'abolizione della pesca con reti derivanti (spadare) lunghezza massima delle reti 9 chilometri in quanto misura dimostratasi scientificamente utile a garantire la non significativita' delle catture accidentali dei cetacei; segnalazione delle reti con strumenti acustici e visivi tali da ridurre al minimo i problemi di interferenza con i cetacei; apposizione delle reti di strumenti, quali boe galleggianti radarabili e luminose, per facilitarne l'identificazione da parte di qualsiasi natante di superficie; segnalazione immediata di ogni eventuale cattura accidentale di cetacei alle stazioni radio di ascolto costiere ed istituzione di centri di soccorso per i cetacei; piano di riconversione volontaria di reti e licenze fortemente incentivante e finanziariamente sostenuto dall'Unione europea; inasprimento delle sanzioni gia' esistenti, con meccanismi progressivi che comportino ritiri della licenza di pesca; tutto quanto predetto e' stato esposto da parte delle organizzazioni cooperative della pesca, al Ministro interrogato in occasione di un incontro tenutosi presso un hotel in provincia di Salerno e successivo ad un incontro col Sottosegretario tenutosi presso il ministero delle risorse agricole; nel corso dell'incontro, il Ministro ha proposto, sulla scorta delle indicazioni ricevute dalla Commissione europea, soltanto, la riconversione delle reti vietate con altre idonee e la riconversione delle licenze di pesca con reti derivanti con altre di diversa tipologia; tali proposte sono state giudicate inidonee, da parte delle organizzazioni nazionali cooperative della pesca, alla risoluzione del grave problema creatosi, poiche' non garantirebbero un minimo introito economico; il movimento cooperativo per la pesca ha, d'altra parte, formulato alcune controproposte, che prevedono indennita' di vario tipo, da versare ai pescatori per le succitate riconversioni; controproposte prese in scarsissima considerazione dal Ministro; il movimento predetto lamenta un atteggiamento del Ministro, nel corso dell'incontro, e del Commissano europeo per la pesca Emma Bonino, di totale indifferenza verso la problematica in oggetto, e soprattutto verso il manifesto stato di disperazione dei pescatori; il ministro e' espressione di Governo di quella maggioranza politica che nel corso della campagna elettorale recentissima ha posto tra i punti cardine del suo programma la diminuzione della disoccupazione e la risoluzione dei problemi del Mezzogiorno -: quali provvedimenti il Ministro intenda adottare, per quanto di sua competenza, al fine di risolvere tale drammatico problema; in quali forme intenda attivarsi per far conoscere e sostenere, con la dovuta solidarieta' verso i pescatori italiani, le proposte del movimento cooperativo per la pesca agli organi competenti dell'Unione europea e quali altre iniziative voglia prendere in merito alla grave questione. (2-00088)