Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01669 presentata da DALLA ROSA FIORENZO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960704
Ai Ministri dei lavori pubblici, dell'ambiente e delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: nonostante sia pendente un ricorso presso il TAR del Veneto, nonostante il Ministro dell'ambiente abbia nel frattempo richiesto la documentazione del caso, nonostante siano state raccolte 1.600 firme di cittadini residenti, nonostante nel mese di giugno 1996 sia stata presentata ai Ministri interrogati una interrogazione parlamentare in merito, il giorno 1^ luglio 1996, in comune di Rossano Veneto (VI), la Telecom ha provveduto ad installare un ripetitore dell'altezza di 35 metri in zona residenziale ed alla distanza di 3 metri da un'abitazione, attraverso un'azione di forza sostenuta da decine di agenti, come mai si erano visti in quel paese, con l'uso anche di pressioni psicologiche di vario tipo (minacce di richiesta di risarcimento danni e riprese con telecamere a pacifici ed inermi cittadini presenti in zona all'arrivo degli automezzi Telecom -: se non si ritenga di provvedere con la massima urgenza e con qualunque mezzo affinche' tale ripetitore non venga attivato; se non si ritenga, considerato anche il grave scempio urbanistico e paesaggistico compiuto, oltre alle legittime preoccupazioni di ordine sanitario, di intervenire presso tutti gli organi istituzionali competenti, affinche' tale ripetitore venga spostato di almeno cinquecento metri dal centro abitato di Rossano Veneto. (4-01669)
In merito alla interrogazione in oggetto, sulla base di quanto comunicato dal Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, si fa presente quanto segue. La concessionaria Telecom Italia Mobile (TIM) ha precisato che il traliccio installato su un suolo di proprieta' di Telecom Italia nel Comune di Rossano Veneto e' stato costruito in conformita' alla concessione edilizia rilasciata, il 15 febbraio 1996, dal sindaco della predetta localita' previa acquisizione dei vari pareri e nulla osta previsti dalla vigente normativa: l'autorizzazione della Regione (prot. 3548/30131 del 21 luglio 1995) ed il parere dell'Unita' sanitaria Locale competente, che viene rilasciato solo ed in quanto l'impianto offra adeguate e sufficienti garanzie di legittimita' e compatibilita' delle imissioni elettromagnetiche con la salute dei cittadini. In tal senso, in data 13 febbraio 1996, e' stato espresso dal Dipartimento di prevenzione della U.S.L. n. 3 parere favorevole, sotto il profilo igienico-sanitario, per l'installazione dell'impianto. E' stato altresi' ottenuto il parere favorevole della Commissione territoriale regionale n. 355 del 19 luglio 1995 che ha ritenuto che, sotto il profilo ambientale, il traliccio in questione "si inserisce in un contesto urbano privo di particolari valori paesaggistici ed ambientali" nonche', in data 4 ottobre 1995, quello della Commissione Edilizia. Successivamente, in adempimento a quanto previsto dalla legge regionale Veneto n. 29/93, e' stata comunicata alla competente USL l'attivazione di parte degli impianti necessari ad erogare un servizio di pubblica utilita', quale il servizio radiomobile. Al momento tuttavia pende innanzi al Pretore di Bassano un procedimento esecutivo per la demolizione del traliccio in questione, promosso da un singolo privato per violazione delle norme sulle distanze tra confini di proprieta' contigue. Tale violazione, peraltro, e' stata argomentata equiparando a fabbricato il traliccio che e' in realta' impianto tecnologico, altrimenti detto "volume tecnico", trattandosi di struttura metallica che non implica alcuna superficie coperta, con conseguente discutibile applicazione di una normativa che definisce "distanza fra fabbricati quella misura in proiezione orizzontale tra superfici coperte". La TIM nello smentire categoricamente di aver esercitato pressioni psicologiche di qualsiasi tipo ha precisato di essere stata, al contrario, oggetto di iniziative denigratorie poste in essere dal comitato "aquila Selvaggia", che rappresenta solo una parte della cittadinanza locale. La TIM sostiene altresi' che tutti i propri impianti sono compatibili con le normative nazionali ed internazionali di protezione sanitaria delle esposizioni a radiazioni elettromagnetiche. A tal proposito rileva che, come evidenziato in una relazione tecnica del 26 settembre 1996, resa dal laboratorio di Fisica dell'Istituto superiore di sanita' in relazione alla valutazione sui possibili effetti per la salute di una stazione radio base sita in Roma, "esiste un generale consenso della comunita' scientifica del settore e delle organizzazioni protezionistiche, a livello sia nazionale che internazionale", nel ritenere "i livelli di campi elettromagnetici a cui e' esposta la popolazione a seguito di installazione di antenne radio base dei sistemi di telefonia cellulare" tali "da escludere categoricamente qualsiasi ipotesi di rischio da esposizione acuta", nonche' nel ritenere che "non esistono, per tali campi evidenze scientifiche di effetti sanitari a lungo termine da esposizione cronica". Lo stesso Dipartimento di Sanita' pubblica e biologica cellulare dell'Universita' degli studi "Tor Vergata" di Roma ha chiarito in una propria relazione tecnica, a cura del Prof. Bergamaschi, titolare della cattedra di Medicina del lavoro, che dagli impianti di telefonia mobile "i valori massimi di potenza non superano mai i valori limite scelti a riferimento (cioe' quelli della Regione Lazio, Piemonte ed Abruzzo) che a tutt'oggi risultano i piu' restrittivi". Il Ministro dei lavori pubblici: Costa.