Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01857 presentata da GIORGETTI GIANCARLO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19960710

Ai Ministri della sanita', dell'ambiente e delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: in base ai rilevamenti dei competenti servizi sanitari delle regioni Lombardia e Piemonte, la concentrazione di ddt in alcune specie di pesci del lago Maggiore appare superiore ai valori massimi consentiti dalla legge; i rispettivi assessorati regionali alla sanita' hanno ordinato il divieto di pesca e di commercializzazione di alcune specie ittiche e si appresterebbero ad estendere tale divieto alle specie rimanenti; tali decisioni traggono origine dall'applicazione della ordinanza ministeriale 18 luglio 1990 del Ministro della sanita', in merito alle "Quantita' massime di residui delle sostanze attive dei presidi sanitari tollerate nei prodotti destinati all'alimentazione", nella misura dello 0,1 mg/kg; le norme sanitarie concernenti la produzione e la commercializzazione dei prodotti della pesca hanno trovato successivamente specifica disciplina nel decreto legislativo n. 531 del 30 dicembre 1992 di recepimento della direttiva comunitaria n. 91/493, che rinvia al concetto di "dose giornaliera o settimanale ammissibile per l'uomo" per definire le quantita' massime tollerabili; alla previsione normativa del decreto legislativo n. 531 del 1992 non ha fatto seguito puntuale disciplina quantitativa dei limiti massimi ammissibili, anche con riferimento agli standard definiti dagli altri paesi comunitari, si' che venga considerata valida dagli organismi sanitari la richiamata ordinanza ministeriale, sebbene originata da direttive comunitarie non direttamente relative ai prodotti della pesca e comunque antecedenti alla direttiva n. 91/493; la Confederazione elvetica, legata da convenzioni internazionali all'Italia per la protezione delle acque e la disciplina della pesca nel lago Maggiore, ha disciplinato la materia in oggetto con ordinanza del 26 giugno 1995 fissando in 1 mg/kg il limite massimo di ddt tollerabile per quanto riguarda le specie ittiche in oggetto e quindi in misura dieci volte superiore a quella attualmente in vigore in Italia; sul lago Maggiore opera una numerosa comunita' di pescatori professionisti, notevolmente danneggiata dai provvedimenti sanitari di divieto a causa della mancata puntuale definizione dei limiti ammissibili secondo i principi direttivi del decreto legislativo n. 531/92 -: se sia corretto il riferimento all'ordinanza ministeriale del Ministro della sanita' del 18 luglio 1990 ai fini della disciplina sotto il profilo sanitario della materia in argomento, pur in presenza delle sopravvenute normative in merito; se il Ministro intenda in tempi rapidissimi rispettare la previsione del decreto legislativo n. 531 del 1992, provvedendo con proprio decreto a fissare i limiti di tolleranza anche con riferimento agli standard degli altri paesi comunitari e a quelli della Confederazione elvetica; se non ritenga paradossale che nel medesimo specchio lacustre l'esercizio della pesca sia consentito ai pescatori di nazionalita' elvetica e negato a quelli di cittadinanza italiana; quali azioni, ed in che tempi, il Governo intenda promuovere e risarcire economicamente i pescatori professionisti italiani, rimasti improvvisamente senza possibilita' di reddito in relazione alla evidenziata emergenza sanitaria; quali azioni il Governo intenda promuovere per evitare contraccolpi negativi per il settore turistico ed alberghiero del lago Maggiore. (4-01857)

Per quanto di competenza del Ministero dell'ambiente si forniscono gli elementi conoscitivi di seguito riportati. In seguito alla comunicazione della delegazione svizzera nella commissione per la protezione delle acque italo-elvetiche, fatta in data 5.6.96, relativa al ritrovamento di DDT in alcuni pesci in concentrazioni superiori ai limiti previsti sia dalla normativa svizzera (1 ug/kg) che in quella italiana (0,1 ug/kg), venivano attivate le iniziative di indagine per meglio accertare il fenomeno e le sue cause. Il PMIP della USL n. 1 di Varese confermava i dati della contaminazione rilevando concentrazioni di DDT comprese tra 0,15 e 0,62 ug/kg. L'indagine condotta dai tecnici del Ministero dell'ambiente e dei carabinieri del nucleo operativo ecologico individuava nella attivita' produttiva della societa' ENICHEM di Pieve Vergonte (NO) la fonte della contaminazione. Con l'ordinanza del Ministro dell'ambiente assunta il 17 giugno 1997, successivamente reiterata il 28.9.96, e' stato vietato lo scarico della produzione di DDT della ditta ENICHEM. Nello stesso tempo le autorita' sanitarie regionali vietavano la pesca ed il consumo alimentare di alcune specie di pesce (agone, lavarello, coregone, bondella) che superavano i limiti di DDT per peso di pesce derivanti dalla circolare del Ministero della sanita' del 18.7.1990. A seguito delle ordinanze del Ministero ambiente e i rapporti intrapresi con la societa' ENICHEM, e' stato raggiunto un accordo con la societa' per l'eliminazione della produzione del DDT. In tal modo si e' raggiunto l'obiettivo di eliminare definitivamente lo scarico diretto nelle acque. Sempre in accordo con la societa' si e' convenuto sulla bonifica del terreno e delle acque di falda secondo un progetto da essa prodotto e approvato in data 14 aprile 1997 dalla commissione appositamente costituita. Cio' anche in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 17 del decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997. Cio' comportera' definitivamente la fine di tutti i rilasci di DDT e altre sostanze inquinanti nell'ambiente. Bisogna pero' ricordare che, per le caratteristiche di tale inquinante, praticamente insolubile in acqua ma persistente e bio accumulabile per la sua forte affinita' con i lipidi, pur non trovando quantita' apprezzabili di DDT nelle acque, si ritroveranno per alcuni anni, concentrazioni significative di DDT tanto nei sedimenti che nelle carni dei pesci. Infatti si ricorda che per il fenomeno della bio accumulazione, nelle specie che si trovano all'apice della catena alimentare (come ad esempio alcuni pesci predatori) si possono riscontrare concentrazioni significative di DDT nelle carni superiori di un fattore 4000-8000 rispetto a quelle delle acque. Ferma restando la competenza del Ministero della sanita' in merito ai limiti di contaminazione nelle carni dei pesci, si aggiunge infine che, a prescindere da eventuali nuove disposizioni sanitarie che potranno in futuro rivedere, alla luce di nuovi studi tossicologici i limiti sin qui usati come riferimento, e' opportuno ricordare che trattasi di un prodotto estremamente pericoloso, per il quale non e' stata esclusa la possibile cancerogenita' sull'uomo (sembra ormai provata sul ratto), e' quindi auspicabile una estrema prudenza circa il consumo di alimenti contaminati. E' peraltro utile studiare la possibilita' di permettere la pesca professionale controllata, mirata sia al controllo dell'equilibrio ecologico tra le specie ittiche, sia per l'allontanamento definitivo, in tempi piu' rapidi, del DDT dall'ambiente lacustre attraverso la distruzione in adatte condizioni (incenerimento controllato) dei pesci o dei grassi opportunamente separati. Il Ministro dell'ambiente: Ronchi.



 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.