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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01886 presentata da RUZZANTE PIERO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19960711

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: all'ultimo vertice dei paesi industrializzati, tenutosi a Lione, e' stato discusso un progetto elaborato dalla Banca mondiale per portare al 90 per cento la porzione di debito da cancellare a favore dei quaranta paesi piu' poveri ed indebitati del mondo; risulta, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, che il progetto sia stato respinto in particolare per l'opposizione di Germania, Giappone ed Italia -: quale sia stata l'esatta posizione assunta dal nostro Governo in merito a tale progetto e i motivi della relativa scelta nell'una o nell'altra direzione. (4-01886)

In relazione all'interrogazione dell'On. Ruzzante circa l'esatta posizione assunta dal nostro Governo in materia di debiti dei Paesi in via di sviluppo si osserva quanto segue. Quando si parla dell'iniziativa proposta dal Vertice G7 di Lione per alleviare il debito dei Paesi in via di sviluppo piu' indebitati, si fa riferimento a un gruppo limitato di Paesi a basso reddito che presentano situazioni debitorie considerate dalle istituzioni finanziarie internazionali insostenibili o molto vicine all'insostenibilita'. L'Italia ha sempre sostenuto con favore iniziative mirate a ridurre il debito dei Paesi in via di sviluppo con l'obiettivo di favorire il processo di ripresa economica di tali Paesi e in prospettiva la ripresa delle relazioni commerciali. Anche nel caso della iniziativa proposta al Vertice di Lione, pur esprimendo perplessita' su alcune modalita' operative, ci siamo dichiarati disponibili a riesaminare le condizioni del Club di Parigi al fine di aumentare la concessionalita' delle ristrutturazioni. Inoltre, in occasione delle assemblee annuali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale e' stata prevista un'azione congiunta di creditori bilaterali e multilaterali a cui i Paesi del Club di Parigi, fra cui l'Italia, parteciperanno elevando il livello di riduzione del debito dall'attuale 67 all'80. Da parte italiana si e' valutata positivamente l'iniziativa del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale ponendosi in particolare l'accento sull'esigenza di uno stretto coordinamento fra l'azione delle istituzioni finanziarie internazionali ed i Paesi creditori membri del Club di Parigi. In effetti i piu' recenti lavori svoltisi nell'ambito del Club si sono orientati verso l'ipotesi di riduzione del debito dell'80 invece del 90, come indicato nell'interrogazione. Tale riduzione verra' attuata caso per caso nei confronti di quei Paesi potenzialmente gia' idonei a fruire del cosiddetto "trattamento Napoli" (e cioe' la riduzione del debito per il 67 del suo ammontare), in regola con i programmi di aggiustamento strutturale concordati con il FMI, ed in grado di raggiungere nel medio termine, grazie appunto alla riduzione del debito dell'80, una situazione debitoria sostenibile. Si deve considerare che Paesi che si sono espressi a favore della riduzione del 90, come Stati Uniti e Regno Unito, risultano meno esposti dell'Italia nei confronti dei potenziali beneficiari dell'iniziativa. Appare inoltre opportuno segnalare che negli ultimi due anni gli interventi per la riduzione del debito hanno costituito una percentuale decisamente elevata del totale degli aiuti concessi dall'Italia ai Paesi in via di sviluppo, e cioe' rispettivamente del 30 e del 15. Nel 1994 le operazioni di ristrutturazione del debito sono ammontate complessivamente a 1.427 miliardi di lire. L'operazione piu' importante ha riguardato l'Egitto (971 miliardi), seguito dal Nicaragua (166 miliardi), Vietnam (133 miliardi) e Mozambico (86 miliardi). Nel 1995, sulla base dei dati ancora provvisori disponibili, l'ammontare delle ristrutturazioni e' stato dell'ordine di 400 miliardi di lire. L'operazione piu' consistente e' stata effettuata a favore dell'Etiopia. Infine nel dicembre 1995 e' stato sottoscritto e approvato, ai sensi della legge n. 106/91, un accordo per la cancellazione dei debiti del Mozambico verso l'Italia per 215 miliardi di lire. Pertanto nel rispondere puntualmente ai quesiti dell'On. interrogante si precisa quanto segue: 1) non e' dunque vero che l'Italia si sia schierata contro la proposta della Banca Mondiale e del Fondo Monetario, ma ha anzi svolto un ruolo importante per raggiungere il compromesso contenuto nel comunicato sulle modalita' di finanziamento (specialmente l'uso delle riserve in oro del FMI) della ESAF, che e' lo strumento che si desidera potenziare ai fini della riduzione del debito multilaterale; 2) la posizione italiana e' coerente con quanto sostenuto finora sul debito sia in linea generale sia, in particolare, per quanto riguarda i lavori del Club di Parigi, dove non ci opponiamo ad un miglioramento sostanziale della concessionalita' delle ristrutturazioni, evitando pero', provvedimenti "a pioggia" che hanno una limitata ricaduta sul servizio del debito dei PVS; 3) per raggiungere risultati concreti e duraturi a favore dell'economia dei Paesi indebitati e quindi del commercio con tali Paesi, le iniziative sul debito devono ispirarsi ai seguenti principi: a) forte condizionalita', che si traduce sostanzialmente nell'adozione da parte dei Paesi debitori di adeguate e durature politiche di risanamento economico; b) provvedimenti mirati sul debito estero, che tengano cioe' conto della composizione del debito (multilaterale e bilaterale) al fine di stabilire quale contributo ogni creditore, pro quota, dovra' sostenere. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Serri.



 
Cronologia
domenica 30 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al G7 di Lione il Presidente del Consiglio Prodi si impegna a ridurre fortemente il deficit pubblico italiano.

mercoledì 31 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera, con 319 voti a favore e 284 contrari, approva l'articolo unico del disegno di legge di conversione A.C. 1857 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, recante disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica (provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica), su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.